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  • Il potere della parola, lectio magistralis con Roberto Esposito

    Il potere della parola, lectio magistralis con Roberto Esposito

    Lunedì 11 marzo, alle 15 al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele c’è il terzo appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. La lectio Magistralis sarà affidata al professore Roberto Esposito che relazionerà sul tema “Il potere della parola”.

    Secondo il grande linguista Ferdinand de Saussure, il linguaggio è la prima istituzione umana. Ma il suo potere va molto aldilà di quello di ogni altra istituzione, perché la parola, detta o scritta, ha la facoltà di vincolare gli uomini e anche di creare una realtà che prima non c’era. Da Spinoza a Hegel, i filosofi moderni hanno insistito su questo carattere istituente del linguaggio. Le parole da un lato informano, ma dall’altra dichiarano, impegnano, invitano a comportamenti che entrano nella vita di relazione, rinnovandola anche radicalmente.

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    https://www.ottopagine.it/bn/cultura/351442/il-potere-della-parola-lectio-magistralis-con-roberto-esposito.shtml

  • Festival Filosofico del Sannio, Dacia Maraini racconta il suo ‘Linguaggio del rispetto’

    Festival Filosofico del Sannio, Dacia Maraini racconta il suo ‘Linguaggio del rispetto’

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    Nel giorno dedicato alle donne, una donna che molto si è battuta per i diritti di tutte noi, è salita sul palco del Teatro San Marco che diverse volta l’ha cista ospita nel secondo appuntamento del Festival Filosofico del Sannio, per parlare di rispetto, uguaglianza e gentilezza. Dacia Maraini, scrittrice, poetessa e donna al fianco delle donne,  ha parlato con il pubblico delle sofferte conquiste che hanno visto il ‘sesso debole’, che di debole ha dimostrato di non avere nulla, ottenere pari diritti rispetto a chi ha sempre tenuto, escluse piccole eccezioni, le redini del mondo, gli uomini.

    Ma siamo davvero sicure che questi diritti, ottenuti anche con il sacrificio di molte vite, siano effettivi e vigenti? Non proprio. Al di là del mondo che conosciamo, a pochi passi da noi, come ha ricordato la poetessa, ci sono donne che questi diritti ancora non li conoscono, nate in parti della Terra dove il patriarcato è talmente radicato da continuare ad ucciderle per ogni piccolo atto di libertà, come il vestirsi a proprio piacere o il dire ciò che si pensa, pur di non perdere e continuare a garantirsi il potere del possesso.

    Eppure, anche nella nostra parte del mondo, quei diritti scritti sulla Costituzione, non vengono ancora realmente applicati perché, come ha detto la scrittrice “In Europa abbiamo sì cambiato le leggi, ma non la mentalità, poiché ancora molti uomini non vogliono lasciare andare i loro poteri di possedere e comandare”. E così, in un epoca di progresso scientifico e tecnologico, il progresso culturale e umano ancora non c’è stato.

    Come possiamo quindi sradicare questi pensieri, questi modi di agire che a volte purtroppo sono perpetrati anche da donne su al tre donne? Iniziando dalle parole perché “Il linguaggio è tutto e più è sofisticato più ci permette di allontanarci da quella condizione animalesca dove prevale la legge del più forte sul più debole”. Ma il linguaggio, spiega Dacia Maraini, deve evolversi piano piano in modo naturale, non modificando di colpo la grammatica di una lingua che ha un suo senso di esistere. Cambiare vocali, aggiungerne nuove o levarne altre, non ha un reale valore perché, nel momento in cui si capirà l’importanza delle parole, tutto verrà da sé. Così, come prima si usava il termine ‘spazzino’ e ora ‘operatore ecologico’ tutto avrà un giusto e più corretto modo di essere descritto.

    Ed è qui che ‘Il linguaggio del rispetto’ entra in gioco. In un mondo dove si può dire tutto, senza spesso pagarne le conseguenza, dove i social e la tecnologia ci permettono di riversare il nostro odio, il nostro rancore, su chiunque in forma spesso anonima, bisognerebbe sviluppare un linguaggio che insegni a rispettare il prossimo perché è facile scagliarsi contro qualcuno senza mostrare il viso, ma questo diventerebbe più complicato se ci fossero regolamentazioni a tutela di chi utilizza le varie piattaforme.

    E così, con la gentilezza di chi sa che ogni parola ha un suo peso ben preciso, Dacia Maraini, alla presenza dell’assessora alla cultura Antonella Tartaglia Polcino, della vice prefetto vicaria Maria De Feo , dell’assessora al bilancio Maria Carmela Serluca e del rettore dell’Università del Sannio Gerardo Canfora, ha prima raccontato e poi discusso con il pubblico sull’importanza di dare a tutti eguale valore, sul bisogno di attuare un cambiamento che ci porti ad un miglioramento e non ad un peggioramento per non perdere anni di lotte pacifiche che le donne hanno fatto per ottenere qualcosa che dovrebbe essere la normalità, ovvero un’uguaglianza non solo scritta ma effettiva. 

    Fonte:  https://anteprima24.it/benevento/festival-filosofico-del-sannio-maraini-linguaggio-rispetto/

        

  • “Il linguaggio del rispetto” la Lectio Magistralis di Dacia Maraini al Festival Filosofico del Sannio

    “Il linguaggio del rispetto” la Lectio Magistralis di Dacia Maraini al Festival Filosofico del Sannio

    La lectio Magistralis del secondo appuntamento  del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” è affidata a Dacia Maraini,la scrittrice ha relazionato sul tema:” Il linguaggio del rispetto”.

    Un viaggio che attraversa le pagine dei suoi ultimi romanzi:”In nome di Ipazia. Riflessioni sul destino femminile” e Vita Mia”dove il linguaggio è protagonista come scelta corretta delle parole, dentro cui possono nascondersi la prigione del pregiudizio o la chiave del rispetto e della libertà. Nel romanzo“ In nome di Ipazia.

    Riflessioni sul destino femminile” la scrittrice presta la voce alle donne senza nome di ogni Paese in lotta per la dignità. ….

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  • Martedi’ prossimo 5 marzo, Umberto Galimberti terra’ la lectio magistralis su “L’etica del viandante”

    Martedi’ prossimo 5 marzo, Umberto Galimberti terra’ la lectio magistralis su “L’etica del viandante”

    Martedi prossimo, 5 marzo, alle 15.00, al Teatro San Marco, si terrà il primo appuntamento della X edizione del Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo.
    La lectio magistralis sarà affidata ad Umberto Galimberti che relazionerà sul tema: “L’etica del viandante”.
    “L’etica del viandante – si legge nella nota inviata alla Stampa – è un’etica nuova, necessaria, perché nell’età della tecnica tutte le etiche dell’Occidente sono implose.
    Come fa l’etica a dire alla tecnica di non fare ciò che può?
    Tutte le etiche che abbiamo formulato, sono etiche antropologiche in quanto mettono l’uomo al centro dell’universo, non funzionano più.
    Se l’uomo non è più al centro, cosa lo è? Come organizza la sua vita l’uomo nel rapporto con gli altri e con se stesso? Come costruisce il suo linguaggio?”
    Umberto Galimberti è professore emerito di Filosofia della storia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.
    Esperto di Karl Jaspers, si è occupato dei legami tra psicopatologia e filosofia, dei limiti della psicoanalisi e di pratica filosofica.
    Fissando il proprio sguardo sui confini tra ragione e follia, nei suoi studi ha indagato con metodo genealogico le nozioni di simbolo, corpo e anima, rendendo visibili le tracce del sacro che persistono nella nostra civiltà dominata dalla tecnica e dedicando studi al disagio giovanile nell’età del nichilismo.
    Collabora con La Repubblica” ed è tra le voci filosofiche più presenti nel dibattito pubblico.
    Tra le sue opere recenti: “La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica” (Milano 2006); “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani” (Milano 2007); “I miti del nostro tempo” (Milano 2009); “Eros e psiche” (Milano 2012); “Giovane, hai paura?” (Venezia 2014); “La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo” (Milano 2018); “Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze” (Milano 2018); “Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi” (a cura di Milano 2019); “L’età della tecnica e la fine della storia” (Nocera Inferiore Salerno 2021); “Il libro delle emozioni” (Milano 2021).
    L’evento prevede i saluti istituzionali di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ed il coordinamento di Carmela D’Aronzo, presidente dell’associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    L’ingresso nel Teatro San Marco è consentito dalle 14.30.  

    fonte: https://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=162592

  • Galimberti apre il festival filosofico

    Galimberti apre il festival filosofico

    E’ stato l’illustre professor Galimberti ad aprire ufficialmente, al Cinema Teatro San Marco, la decima edizione del Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” di cui è protagonista Carmela D’Aronzo.

    E proprio l’ispiratrice ha provveduto a presentare ad una platea di ragazzi l’insigne ospite che è arrivato a Benevento per la sua lectio magistralis che nella nostra città ha un significato particolare: è l’etica del viandante che, al di là di Mastella che ne ha ripreso su misura sua l’accezione e per altre motivazioni, per Galimberti rappresenta invece l’antidoto necessario per fronteggiare la progressiva regressione dell’uomo da centro a margine dell’universo rispetto all’ascesa sempre più irrefrenabile della tecnocrazia.

    le dichiarazioni nel video che segue.

    fonte: https://www.labtv.net/cultura/2024/03/05/galimberti-e-letica-del-viandante-ma-mastella-non-cera/

  • Festival Filosofico del Sannio, Galimberti racconta la sua ‘etica del viandante’

    Festival Filosofico del Sannio, Galimberti racconta la sua ‘etica del viandante’

    Giunto ormai alla decima edizione, il Festival Filosofico del Sannio ha dedicato il suo primo appuntamento ad uno dei filosofi italiani più importanti del nostro tempo, Umberto Galimberti che, in una travolgente lectio magistralis ha ripercorso le radici storiche e filosofiche dell’umanità raccontando delle diverse etiche e della nascita della Tecnica, mostrando un dipinto realistico e molto preoccupante della nostra epoca.ù

    In una teatro pieno, non solo di studenti, il professor Galimberti ci ha mostrato come l’essere umano si è posto al centro della vita dimenticando di essere solo parte di essa, di essere un tutt’uno con il modo che abita che a sua volta è una piccola parte dell’Universo che la contiene portando così le sorti della nostra specie su una strada per nulla sicura diventando una forza distruttiva più potente della natura stessa.

    Nella riflessione del professore, nell’epoca che ci vede vivere, non è più nemmeno l’essere umano al centro di tutto ma lo è la Tecnica, nonché “La forma più alta di razionalità mai raggiunta dall’uomo” che prevede come valori: la funzionalità, la velocizzazione del tempo, l’efficienza, la produttività che hanno portato l’essere umano a stare male. Per cui “se la Tecnica è la condizione universale per realizzare qualsiasi scopo, la Tecnica non è più un mezzo ma il primo scopo che tutti vogliono in assenza del quale gli scopi restano sogni”. 

    Un mondo senza scopi è quello descritto dal professore, dove ogni scopo raggiunto ha valore non in quanto scopo ma in quanto mezzo per raggiungerne così un altro e un altro ancora senza avere mai uno scopo finale portando di conseguenza l’uomo a vivere in un tempo dove il Bene e il Male non sono dati dalle nostre azioni ma da come queste azione vengono svolte, bene o male.

    In questa visione realistica ma al contempo pessimistica di Galimberti spunta però dal passato l’Etica che nelle sue diverse forme ha in qualche modo, con il Cristianesimo prima, con Kant dopo e con Weber in ultimo, provato ad aggiustare le cose, ma in modo sbagliato, conducendo così l’uomo ancora di più su una strada che lo sta portando all’auto annientamento.

    È così che nasce ‘L’etica del Viandante’, ultimo libro del professore, dal bisogno di mettere al centro di tutto non più l’uomo ma il nostro pianeta di cui noi facciamo parte ma di cui non siamo i padroni. Il Viandante, come ha raccontato il professore, non è il viaggiatore che ha una meta e uno scopo ben precisi, ma è colui che percorre una strada non ancora scritta e tutta da scoprire per imparare di nuovo a capire cosa è realmente bello, cosa è buono e cosa è reale.

    “Caminante no hay caminio, se hace camino al andar” diceva Antonio Machado che tradotto dalla sua lingua d’origine, lo spagnolo significa ‘Viandante, il camino non c’è, il cammino si fa solo camminando’. Ed è questa probabilmente, secondo il professor Galimberti, l’unica possibile soluzione per provare almeno a non distruggerci e distruggere la Terra, iniziare un cammino nuovo che cancelli pregiudizi e confini, ricordandoci che siamo tutti esseri umani e tutti appartenenti allo stesso pianeta che con la nostra arroganza stiamo distruggendo condannando di conseguenza anche noi stessi.

    fonte: https://www.anteprima24.it/benevento/festival-galimberti-etica/

  • Galimberti a Benevento: la salvezza nella fratellanza e nella cura del pianeta

    Galimberti a Benevento: la salvezza nella fratellanza e nella cura del pianeta

    La fratellanza e la cura della terra, intesa come pianeta non come difesa dei confini. Umberto Galimberti a Benevento va dritto al punto nella sua lectio magistralis per gli
    studenti del festival filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    In un teatro San Marco gremito, Galimberti ha spiegato la sua visione “L’etica del viandante”. “Un’etica nuova, necessaria,
    perché nell’età della tecnica tutte le etiche dell’Occidente sono implose. Come fa l’etica a dire alla tecnica di non fare ciò che può?
    Tutte le etiche che abbiamo formulato, sono etiche antropologiche in quanto mettono l’uomo al centro dell’universo, non funzionano più.
    Se l’uomo non è più al centro, cosa lo è? Come organizza la sua vita l’uomo nel rapporto con gli altri e con se stesso? Come costruisce il suo linguaggio?”.
    Un messaggio chiaro “L’uomo non c’è più, è uscito anche dalla storia, è un funzionario della tecnica che non è uno strumento nelle mani dell’uomo ma un mondo a
    parte”.
    Guai a parlare di algoritmi “Per carità – avverte – ti fanno un profilo che non dice chi sei ma a cosa servi” e dunque l’appello alla difesa della terra e ad un mondo basato sulla fratellanza.

    Fonte: https://www.ottopagine.it/bn/cultura/351098/galimberti-a-benevento-la-salvezza-nella-fratellanza-e-nella-cura-del-pianeta.shtml

  • Galimberti e la sua ‘etica del viandante’ a Benevento: ‘Salvare la Terra per salvare l’umanità

    Galimberti e la sua ‘etica del viandante’ a Benevento: ‘Salvare la Terra per salvare l’umanità

    Il percorso evolutivo dell’uomo, dall’antichità ai giorni odierni, sul piano della politica, dell’etica, del rapporto con l’Altro e con il pianeta. Temi racchiusi nel libro ‘L’etica del viandante’ del professore Umberto Galimberti e divenuti oggi argomento della Lectio Magistralis che ha tenuto a Benevento in occasione del X Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’associazione Stregati da Sophia.

    Galimberti si concentra sul predominio della tecnica nel mondo contemporaneo, sull’assoluto tecnico che sembra aver soffocato ogni barlume di umanesimo e ha sostituito allo scopo condiviso un annullamento nel processo. E dunque in una prospettiva così descritta l’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta.

    Il volume edito da Feltrinelli è in primis un manuale di filosofia e contiene un’analisi attenta degli scenari economici e del dominio assoluto del mercato capitalistico sulle società occidentali contemporanee. Soprattutto, illustra una proposta concreta per porre fine al declino rovinoso che ha investito il pianeta, la difesa dei diritti umani e le democrazie.

    L’incontro, che si è svolto al Cinema Teatro San Marco, ha visto l’importante studioso e filosofo italiano affrontare un tema complesso che prova a spostare, dunque, l’uomo dal centro dell’universo ponendovi invece la natura. Fa comprendere che l’umanesimo del dominio è un umanesimo senza futuro. Il viandante percorre invece la terra senza possederla, perché sa che la vita appartiene alla natura. 

    L’intervista nel servizio video

    Fonte: https://www.ntr24.tv/2024/03/05/galimberti-e-la-sua-etica-del-viandante-a-benevento-salvare-la-terra-per-salvare-lumanita/

  • TV7: AL VIA IL X FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO, OSPITE IL PROF. UMBERTO GALIMBERTI

    TV7: AL VIA IL X FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO, OSPITE IL PROF. UMBERTO GALIMBERTI

    Presso il Teatro San Marco, si è tenuto il primo appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.
    La lectio Magistralis è stata affidata al prof. Umberto Galimberti che relazionerà sul tema:” L’etica del viandante”
    L’etica del viandante è un’etica nuova, necessaria, perché nell’età della tecnica tutte le etiche dell’Occidente sono implose. Come fa l’etica a dire alla tecnica di non fare ciò che può? Tutte le etiche che abbiamo formulato, sono etiche antropologiche in quanto mettono l’uomo al centro dell’universo,non funzionano più. Se l’uomo non è più al centro, cosa lo è? Come organizza la sua vita l’uomo nel rapporto con gli altri e con se stesso ? Come costruisce il suo linguaggio ?
    I Saluti istituzionali sono stati affidati all’On.Clemente Mastella, Sindaco di Benevento, ha coordinato Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.

    Ai microfoni di Alfredo Salzano per TV7 Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” e Umberto Galimberti, professore emerito di Filosofia della storia presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.

    fonte: tvsette.net/al-via-il-x-festival-filosofico-del-sannio-ospite-il-prof-umberto-galimberti/

  • Linguaggio protagonista al Festival filosofia

    Linguaggio protagonista al Festival filosofia

    Dacia Maraini, Umberto Curi, Roberto Vecchioni, Salvatore Natoli, Michela Marzano sono tra i dodici relatori che affronteranno il «linguaggio » sotto ogni sfumatura. «Linguaggio», il tema scelto per la decima edizione del Festival filosofico del Sannio, sarà al centro delle lectio magistralis che filosofi, sociologi e scrittori affronteranno nel corso degli interventi che si susseguiranno da marzo fino alle
    metà di maggio, nella kermesse filosofica. Il Festival, promosso ed organizzato dall’associazione culturale «Stregati da Sophia» in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio e con il patrocinio morale della Prefettura e del Comune di Benevento, sarà inaugurato il 5 marzo dal filosofo Umberto Garimberti con una lectio magistralis sul tema «L’etica del viandante».
    «”La decima edizione del festival è un traguardo importante per noi – ha detto Carmela
    D’Aronzo presidente dell’associazione
    “Stregati da Sophia” -E’ una scommessa vinta, grazie anche alla sinergia con l’Università degli Studi del Sannio, Il Balletto di Benevento ed il Conservatorio «Sala» che operano da anni al nostro fianco.
    I numeri registrati negli anni, gli eventi preposti, i tanti relatori ci spingono ad andare avanti per fare sempre meglio». Ed i numeri danno ragione a D’Aronzo: 76 gli oratori intervenuti tutti conosciuti a livello
    nazionale ed internazionale; 1.000 i partecipanti ai singoli incontri: 4 le pubblicazioni realizzate sui temi più importanti trattati dal festival,10 mostre, 23 momenti musicali, 10 performance di danza, 100 gli studenti che annualmente hanno preso parte al concorso «Io filosofo, Io filosofa».
    Ai prestigiosi dati di ieri si aggiungono già i primi relativi all’edizione di quest’anno: sono già 1.200 gli studenti iscritti, 13 gli incontri in programma al festival, che sarà dedicato al filosofo Giovanni Casertano scomparso recentemente, 18 gli istituti, anche della provincia di Caserta, Foggia ed Avellino, che parteciperanno, La scelta del tema dell’edizione 2024 del festival, “Linguaggio”, non è un caso – ha sottolineato il rettore dell’UniSannio Gerardo Canfora nel corso della conferenza stampa di presentazione
    della manifestazione – perchè il «Linguaggio» è l’espressione centrale del pensiero. Oggi si parla tanto di intelligenza artificiale che, altro non è, che la manipolazione statistica del pensiero». La necessità di riportare alla «positività» il linguaggio è stata espressa dal vice sindaco Francesco De Pierro che, portando il saluto a nome del sindaco Mastella (assente per motivi di salute) ha sottolineato l’aggressività e ed i toni spesso esasperati del linguaggio attuale, soprattutto quello dei social.
    E, rifacendosi anche ai tanti traguardi raggiunti dal festival culturale beneventano, l’assessora alla cultura Antonella Tartaglia Polcini, ha detto che gli eventi e le lectio magistralis proposte dal festival filosofico
    «saranno parte della crescita culturale e sociale delle generazioni presenti e future». Gli incontri
    filosofici si svolgeranno presso il Teatro Comunale e presso il Teatro San Marco con inizio alle ore 15, con le uniche eccezioni delle lectio magistralis.
    Inoltre le lectio magistralis potranno essere seguite sia in presenza che on line sulla piattaforma
    Cisco Webex. Come anteprima al festival, è stato analizzato il linguaggio della scrittura con la presentazione del libro di Eugenio Murrali «Margherite è stata qui».