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  • Dodicesimo appuntamento del IX Festival Filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”

    Dodicesimo appuntamento del IX Festival Filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”

    Le lectio magistralis saranno affidate ad Umberto Curi ed a Giovanni Casertano

    Giovedì prossimo, 13 aprile, alle 15.00, si terrà all’Auditorium Sant’Agostino, il dodicesimo appuntamento del IX Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    Le lectio magistralis saranno affidate ad Umberto Curi ed a Giovanni Casertano.
    Introdurrà Carmela D’Aronzo, presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, mentre coordinerà i lavori Carmen Caggiano, docente di Storia e Filosofia dell’istituto “Aeclanum” di Mirabella Eclano.
    Curi svilupperà il tema “Libertà e liberazione”.
    “Il mito della caverna, raccontato nel VII libro della “Repubblica” dimostra che la libertà non è una condizione statica, acquisita una volta per tutte, ma coincide piuttosto con un processo, secondo il quale non è possibile libertà se non come processo di liberazione, in stretta connessione con la nozione di verità”.
    Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia all’Università di Padova, ha insegnato all’Università San Raffaele di Milano.
    E’ stato visiting professor in numerosi atenei europei e americani.
    Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne la dinamica epistemologica e filosofica, rivolgendosi a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra, verità, pena, approfondendo anche il rapporto tra cinema e filosofia.
    Tra le sue opere recenti: “Straniero” (Milano 2010); “L’apparire del bello. Nascita di un’idea” (Torino 2013); “La porta stretta. Come diventare maggiorenni” (Torino 2015); “I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo” (Roma 2016); “Le parole della cura. Medicina e filosofia” (Milano 2017); “Veritas indaganda” (Nocera Inferiore 2018); “Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia” (Torino 2019); “Parola ai film” (con Ayroldi Sagarriga, Milano 2021); “Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida” (Torino 2021).
    Casertano tratterà il tema: “Libertà e schiavitù nella città e nell’individuo”.
    “Libertà e schiavitù come concetti relativi e ambigui. Libertà e conoscenza nei preplatonici.
    In Platone abbiamo il più ampio esame dei vari connotati che assumono i concetti di libertà e schiavitù, fino a giungere ad una geniale e inaspettata connessione della libertà con l’amore e la bellezza.
    In un orizzonte di sempre maggiore allargamento delle attività conoscitive ed etiche dell’essere umano”.
    Giovanni Casertano è stato professore ordinario all’Università di Napoli “Federico II” dal 1980 al 2009.
    E’ socio di Accademie Italiane e straniere ed è membro del Comitato Scientifico di Riviste italiane e straniere.
    Ha diretto le Collane “Skepsis. Collana di testi e studi di filosofia antica”, “Philosophica” edite da Loffredo,Napoli; “Autentici falsi d’autore” edita da Guida, Napoli; “Filosofia e filosofie” edita da Editori Riuniti, Roma.
    Dirige la collana “Philosophikè skepsis” edita da Paolo Loffredo.
    E’ stato: visiting professor nelle Università del Portogallo, della Germania, della Francia, della Spagna, della Polonia, della Russia, dell’Argentina, del Cile, del Brasile.
    E’ enseignant-chercheur, professeur des Universités, de l’Université de Provence (Aix-Marseille 1), dal settembre 1999.
    Ha ricevuto il 15 aprile 2012  la cittadinanza onoraria dell’Antica Città di Elea conferita dal Comune di Ascea, e il 21 agosto del 2012 dal Consiglio Superiore dell’Università di Brasilia il titolo di dottore Honoris Causa.
    E’ autore di più di 300 pubblicazioni, prevalentemente sui Presocratici e su Platone.
    Fra le sue pubblicazioni: “Sofista”, Guida, Napoli 2004; “Paradigmi della verità in Platone”, Editori Riuniti, Roma 2007; “Empedocle tra poesia, medicina, filosofia e politica”, Loffredo, Napoli 2007; “I Presocratici”, Carocci Editore, Roma 2009; “Pensare la città antica: categorie e rappresentazioni”, Loffredo, Napoli 2010; “Giustizia, filosofia e felicità. Un’introduzione a la Repubblica di Platone” (Roma 2015).
    Molti libri sono stati tradotti in diverse lingue.
    Ha pubblicato diverse relazioni su riviste filosofiche straniere in lingua tedesca, spagnola, inglese, portoghese
    .Le attuali linee di ricerca sono: Presocratici (in particolare Eraclito, Parmenide, Empedocle, Sofisti) e Platone.

    Fonte:http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=156222

  • Festival Filosofico del Sannio. “Libertà e liberazione “ è il tema affidato al Prof. Umberto Curi

    Festival Filosofico del Sannio. “Libertà e liberazione “ è il tema affidato al Prof. Umberto Curi

    Giovedi 13 Aprile  2023, alle ore 15,00 si terrà presso l’Auditorium Sant’.Agostino, il dodicesimo appuntamento del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.

    La lectio Magistralis saranno affidate:  al prof. Umberto Curi e al prof. Giovanni Casertano

     Il prof. Umberto Curi  svilupperà il tema “ Libertà e liberazione  “.

    Il mito della caverna, raccontato nel VII libro della “Repubblica” dimostra che la libertà non è una condizione statica, acquisita una volta per tutte, ma coincide piuttosto con un processo, secondo il quale non è possibile libertà se non come processo di liberazione, in stretta connessione con la nozione di verità.

    Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova, ha insegnato presso l’Università San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne la dinamica epistemologica e filosofica, rivolgendosi a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra, verità, pena, approfondendo anche il rapporto tra cinema e filosofia. Tra le sue opere recenti: Straniero (Milano 2010); L’apparire del bello. Nascita di un’idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019); Parola ai film (con B. Ayroldi Sagarriga, Milano 2021); Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida (Torino 2021).

    Il prof. Giovanni Casertano tratterà il tema “ Libertà e schiavitù nella città e nell’individuo “.

     Libertà e schiavitù come concetti relativi e ambigui. Libertà e conoscenza nei preplatonici. In Platone abbiamo il più ampio esame dei vari connotati che assumono i concetti di libertà e schiavitù, fino a giungere ad una geniale e inaspettata connessione della libertà con l’amore e la bellezza. In un orizzonte di sempre maggiore allargamento delle attività conoscitive ed etiche dell’essere umano.

    Giovanni Casertano è stato Professore ordinario nell’Università di Napoli “Federico II” dal 1980 al 2009. È socio di Accademie Italiane e straniere ed è membro del Comitato Scientifico di Riviste italiane e straniere.Ha diretto le Collane «Skepsis. Collana di testi e studi di filosofia antica, «Philosophica» edite da Loffredo,Napoli; «Autentici falsi d’autore» edita da Guida, Napoli, «Filosofia e filosofie» edita da Editori Riuniti, Roma. Dirige la collana «Philosophikè skepsis» edita da Paolo Loffredo. Iniziative Editoriali, dal 2015.È stato: Visiting Professor nelle  Università del Portogallo, della Germania, della Francia, della Spagna, della Polonia, della Russia, dell’Argentina, del Cile, del Brasile. È Enseignant-chercheur, Professeur des Universités, de l’Université de Provence (Aix-Marseille 1), dal settembre 1999 . Ha ricevuto il 15 Aprile 2012  La Cittadinanza Onoraria dell’Antica Città di Elea conferita dal Comune di Ascea, e il 21 agosto del 2012 dal Consiglio Superiore dell’Università di Brasilia il titolo di Dottore Honoris Causa dell’Università di Brasilia È autore di più di 300 pubblicazioni, prevalentemente sui Presocratici e su Platone. Fra le sue numerose pubblicazioni:- Sofista, Guida, Napoli 2004; Paradigmi della verità in Platone, Editori Riuniti, Roma 2007; Empedocle tra poesia, medicina, filosofia e politica, Loffredo, Napoli 2007; I Presocratici, Carocci Editore, Roma 2009;  Pensare la città antica: categorie e rappresentazioni, Loffredo, Napoli 2010, Giustizia, filosofia e felicità. Un’introduzione a La repubblica di Platone (Roma 2015)Molti libri sono stati tradotti in diverse lingue.Ha pubblicato molte relazioni su riviste filosofiche straniere in lingua tedesca,spagnola,inglese, portoghese.Le attuali linee di ricerca sono: Presocratici (in particolare Eraclito, Parmenide, Empedocle, Sofisti) Platone.

    Introduce: Prof.ssa Carmela D’Aronzo

     Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

    Coordina:  Prof.ssa Carmen Caggiano  _

    Docente di Storia e Filosofia – I.I.S. Aeclanum –Mirabella Eclano ( AV)

    Fonte:https://www.tvsette.net/festival-filosofico-del-sannio-liberta-e-liberazione-e-il-tema-affidato-al-prof-umberto-curi/

  • Festival filosofico del Sannio, Crepet: “Sognare è come respirare, chi non sogna è un disgraziato”

    Festival filosofico del Sannio, Crepet: “Sognare è come respirare, chi non sogna è un disgraziato”

    Paolo Crepet è uno dei grandi nomi mediatici della divulgazione sociologica, di quella psichiatria e in generale delle discussioni televisive sulla ‘filosofia di vita’, oltre che scrittore prolifico su tante tematiche del vivere nell’odierna società. Crepet è anche un fenomeno social. I video delle sue lezioni, dei suoi convegni, dei dibattiti a cui partecipa spesso diventano ‘virali’, aprono dibattiti e sono spesso utilizzati da chi vuol sostenere la propria idea utilizzando proprio le parole dello studioso di origini torinesi. 

    Ma proprio quest’ultimo aspetto è stato contestato da Crepet in occasione della sua presenza a Benevento come ospite di uno degli appuntamenti del Festival filosofico del Sannio, organizzato dall’associazione culturale Stregati da Sophia.

    “I Libri li scrivo, faccio conferenze, ma non sono sui social – ha stigmatizzato Crepet – youtube è una sorta di ‘cash and carry’ che nemmeno si paga. Non mi frega granché. Non devo essere d’accordo con ciò che fanno. Certo ha aumentato la mia visibilità tra i giovani, fanno il loro lavoro ma il mio è un altro. Diciamo che non gli faccio scrivere dall’avvocato”.  

    Ai giovani, invece, Crepet ha quasi voluto chiedere: “Come si fa a non sognare?” – che poi era anche la tematica che è stata affrontata nella lectio magistralis che il sociologo ha tenuto in un Teatro San Marco ancora una volta gremito di giovani, ma anche tanti meno giovani venuti ad ascoltare. “Sognare è come respirare. Senza sogni non si può vivere e chi campa senza sognare è un disgraziato. I ragazzi si devono prendere la vita”.

    Fonte: https://www.anteprima24.it/benevento/festival-filosofico-sannio-crepet-sognare-respirare-disgraziato/

  • Benevento a lezione di sogni con Paolo Crepet: lo psichiatra ospite del Festival Filosofico

    Benevento a lezione di sogni con Paolo Crepet: lo psichiatra ospite del Festival Filosofico

    Sognare è come respirare. Una esigenza del corpo, ma anche un l’unico modo per sentirsi vivi e guardare al futuro. Benevento accoglie Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, per l’undicesimo incontro del nono Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”, guidata dalla presidente Carmela D’Aronzo.

    Il professore ha tenuto una lectio magistralis sul tema: “Lezioni di sogni”. “Il problema – ha detto – è c’è chi ha abdicato i sogni in nome della comodità”. Una condizione che si scontra con le emozioni e la possibilità di lasciarsi coinvolgere dalla passione per un progetto di vita.

    E all’interno di questo ragionamento bisogna sostenere le nuove generazioni e la loro capacità di sognare. “I ragazzi non devono mai smettere di sognare – ha sottolineato – devo prendersi la vita senza aspettare”. Crepet, infine, è ritornato anche sull’argomento scuola. “L’istruzione è morta – ha concluso -, ma nessuno se ne è accorto”.

    Guarda il video servizio

    Fonte: https://www.ntr24.tv/2023/04/03/benevento-a-lezione-di-sogni-con-paolo-crepet-lo-psichiatra-ospite-del-festival-filosofico/

  • Crepet a Benevento: la scuola è morta, ragazzi tornate a sognare

    Crepet a Benevento: la scuola è morta, ragazzi tornate a sognare

    Non sognare è impossibile, è come non respirare. Senza sogni non si può vivere e chi lo fa è un disgraziato”.
    Diretto come sempre Paolo Crepet a margine dell’undicesimo appuntamento del nono Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo.
    Lo psichiatra ha tenuto una lezione ai giovani studenti di Benevento che hanno affollato il Teatro San Marco sul tema del suo ultimo libro “Lezioni di sogni”.
    “In tanti hanno abdicato ai sogni – incalza – c’è da chiedersi il perchè. Il più delle volte è per comodità” aggiunge prima di rivolgersi ai ragazzi “I giovani devono tornare a sognare, non devono aspettare che noi glielo insegniamo, sono loro che devono prendersi la vita”.

    Quindi un avvertimento ai genitori “Noi adulti non possiamo essere i camerieri dei nostri figli”.
    Riprende gli spunti che emergono tra le pagine del suo lavoro per quella che Papa Francesco ha chiamato “catastrofe educativa”. “Molti adulti si sentono sperduti, impreparati, quasi impotenti di fronte alle nuove generazioni e i giovani si trovano senza punti di riferimento sicuri. In un mondo che cambia con rapidità, è più che mai necessario ripensare il difficile compito di educare”.

    Ancora più tranchant sulla scuola. “E’ morta – dice – è stato anche celebrato il funerale e nessuno ci è andato, invece era importante”.
    E poi prosegue “Senza polemiche una scuola che promuove il 99% degli studenti non ha senso” e cita il caso del Liceo Manzoni di Milano “Circa 60 studenti sono andati via perché era troppo difficile… ma davvero? Ma stiamo scherzando?” conclude prima di concedersi completamente ai ragazzi.

    Una chiacchierata senza schemi, ricca di esperienze e spunti sulla prova più difficile, quella del vivere.
    Per il Festival Filosofico, infine, l’annuncio di un altro interessante incontro. In città il cantautore Tommaso Paradiso, ex frontman dei Thegiornalisti. L’incontro si terrà martedì 9 maggio sul tema ‘Viaggio intorno a musica, filosofia e libertà di pensiero’.

    Fonte: https://www.ottopagine.it/bn/cultura/321437/crepet-a-benevento-la-scuola-e-morta-ragazzi-tornate-a-sognare.shtml

  • Liberi o in catene: il dilemma

    Liberi o in catene: il dilemma

    Ultime battute per il Festival filosofico del Sannio. Questo pomeriggio, per il decimo appuntamento
    proposto dalla nona edizione della kermesse filosofica, Maurizio Ferraris svolgerà
    la lectio magistralis, on line, sul tema «L’uomo nasce libero ed è dovunque in catene?». Un interrogativo che sarà sviluppato nel corso della relazione che partirà dall’assioma della libertà dell’uomo al momento della nascita.
    Il punto di partenza sul tema della libertà è comune a tutti i relatori che si sono alternati negli appuntamenti proposti dal Festival e tutti, spiegando le diverse angolazioni del loro pensare, hanno concluso che a questa libertà iniziale dell’uomo vengono posti diversi condizionamenti e limiti dalla società in cui viviamo, dalle leggi, dalla religione.
    Insomma, il tema della libertà, particolarmente sentito dall’uomo contemporaneo, è in continua lotta non solo per la sopravvivenza della libertà da un punto di vista politico, come dimostra la guerra in atto, ma anche contro una struttura di convinzioni e di comportamenti che limita fortemente questa libertà
    ricevuta al momento della nascita.
    «Rousseau si chiese come sia successo che l’uomo nasce libero ed è dovunque in catene – riflette
    Carmela D’Aronzo presidente dell’associazione culturale “Stregati da Sophia” che annualmente
    organizza il Festival filosofico con la collaborazione dell’Università del Sannio – Ciò che impensierisce di più della scorrettezza dell’analisi è l’assurdità del punto di partenza.
    Se constatiamo che dovunque l’uomo è in catene, che cosa ci autorizza a sostenere che nasce libero?». Una volta partiti da questo concetto è opportuno chiedersi se queste catene sono accettate dall’uomo oppure se si oppone a questi limiti. Maurizio Ferraris, docente di Filosofia teoretica presso l’Università di
    Torino, cercherà di spiegare non solo il concetto di libertà e di «catene», ma soprattutto il
    rapporto che c’è tra i due estremi tra i quali si dibatte la vita dell’uomo. Un’analisi approfondita che cercherà di dimostrare se l’uomo accetta il condizionamento «da catena» ed il suo adattamento (un esempio su tutte, la catena di montaggio che persiste nelle fabbriche) ed il rifiuto di chi intende affermare la propria individualità nel lavoro, nel comportamento, nel vivere, aspetto questo che cozza molto
    spesso con il pensare sociale e con lo schema di vita proposto, e riconosciuto, dalla realtà odierna. La lectio magistralis di Ferraris sarà introdotta dalla presidente dell’associazione culturale «Stregati da Sophia» con gli interventi del rettore dell’UniSannio Gerardo Canfora e di Giovanni Fiengo fondatore
    della società «Kineton».
    Il concorso «Io filosofa, io filosofo» promosso ed organizzato da «Stregati da Sophia» quest’anno
    si svolgerà il 20 aprile nella sede dell’UniSannio di via Delle Puglie (aula magna). Gli studenti
    che hanno seguito le lectio magistralis proposte dalla kermesse culturale dovranno svolgere
    un elaborato sul tema della libertà con riferimento ad una delle tematiche sviluppate dai
    relatori. La commissione del concorso, dopo aver valutato tutti gli elaborati presentati, assegnerà le borse di studio messe a disposizione dall’ateneo sannita, dalla famiglia Cocca in memoria del professor Diodoro, dall’Ance di Benevento, dalle società «Offtec progetti», da «Tyche digital pechology» e dalla
    stessa «Stregati da Sophia». La premiazione dei vincitori si svolgerà venerdì 12 maggio al Teatro Romano di Benevento con la partecipazione del Conservatorio «Sala» e del Balletto di Benevento.

    FONTE: ilMattino del 31 Marzo 2023

  • FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. AL “SAN MARCO” GHERARDO COLOMBO “LA SOLA COLPA DI ESSERE NATI”. VIDEO

    FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. AL “SAN MARCO” GHERARDO COLOMBO “LA SOLA COLPA DI ESSERE NATI”. VIDEO

    Successo al Teatro San Marco di Benevento in occasione di una nuova tappa del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.
    La lectio Magistralis, per questo nono appuntamento, è stata affidata al Procuratore Gherardo Colombo   che ha relazionato sul tema: “La sola colpa di essere nati”.
    Nell’intervista rilasciata a TV7, Colombo parla inizialmente del suo rapporto con Liliana Segre e del 1938 quando furono emanate le leggi razziali, che impedirono alla Senatrice a vita di tornare in classe: alunni e insegnanti di «razza ebraica» furono espulsi dalle scuole statali, e di lì a poco gli ebrei vengono licenziati dalle amministrazioni pubbliche e dalle banche, non possono sposare «ariani», possedere aziende, scrivere sui giornali e subiscono molte altre odiose limitazioni. È l’inizio della più terribile delle tragedie che culminerà nei campi di sterminio e nelle camere a gas. In questo dialogo, Liliana Segre e Gherardo Colombo ripercorrono quei drammatici momenti personali e collettivi, si interrogano sulla profonda differenza che intercorre tra giustizia e legalità e sottolineano la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle ingiustizie, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più.
    Sentiamo l’intervista realizzata da Alfredo Salzano al Procuratore Gherardo Colombo

    Fonte:https://www.tvsette.net/festival-filosofico-del-sannio-al-san-marco-gherardo-colombo-la-sola-colpa-di-essere-nati-video/

  • Gherardo Colombo e il suo libro con Liliana Segre, percorso di libertà e giustizia

    Gherardo Colombo e il suo libro con Liliana Segre, percorso di libertà e giustizia

    Nel pomeriggio di martedì 28 Marzo, continuando negli incontri programmati per il nono Festival Filosofico del Sannio intorno al tema della Libertà, organizzato dall’Associazione Culturale “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo, negli spazi del Cinema San Marco di Benevento, Gherardo Colombo ha tenuto la sua lectio magistralis intorno al tema : “ La colpa di essere nati”, argomento che ricalca il titolo del suo ultimo libro scritto in collaborazione con la senatrice Liliana Segre.

     Gli interventi dell’ex magistrato sono stati coordinati dal giornalista Mario Valentino e preceduti dal saluto del Sindaco Clemente Mastella che, riconoscendo la valenza professionale ed umana del Colombo, ricorda che lo stesso sarà nuovamente ospite di Benevento in occasione di una cerimonia di gemellaggio con un paese francese dal nome Bénévent-l’Abbaye, centro fondato intorno all’anno Mille da profughi beneventani.

    Dopo i saluti all’importante ospite, Carmela D’Aronzo ha ricordato la rilevante figura della senatrice Liliana Segre, coautrice del libro, donna che con coraggio, continua a testimoniare le brutalità e le crudeltà di cui è stato vittima il popolo ebraico e lei stessa, sopravvissuta ad Auschwitz, ma ancora alla ricerca del senso più profondo del concetto di libertà, dove quest’ultima acquista significato solo se si continua a testimoniare quanto è accaduto, affinchè vicende tanto tragiche non diventino solo racconti lontani e sbiaditi di cui si perde memoria e traccia e l’indifferenza non avvalori la sottomissione.

    Nel libro “La colpa di essere nati”, i due autori ripercorrono,oltre alle vicende personali e politiche degli anni tra il 1935 ed il 1938, con l’emanazione delle leggi razziali e ovviamente quella personale della Segre che, ancora bambina, ha conosciuto la discriminazione per ragioni etniche, religiose e linguistiche, anche gli anni della prigionia in Italia, dopo un tentativo di fuga in Svizzera e la deportazione ad Auschwitz su un carro bestiame.

    Con il libro gli autori vogliono interrogarsi sulla profonda differenza che c’è tra giustizia e legalità. Essi mettono in risalto la necessità dell’affermarsi della giustizia stessa come unico strumento contro il ripetersi di vicende che videro, un mondo di normalità stravolgersi per diventare un palcoscenico di brutalità e violenza, il buio di un tempo che videro una bimba di otto anni divenire, improvvisamente, “invisibile” agli occhi del mondo e di quanti, fino ad allora, l’avevano frequentata e fatta partecipe delle loro vite, con la sola colpa di “essere nata”, quasi che non esistesse più.

    D’Aronzo legge, in merito alla Segre, una missiva che la stessa, impossibilitata ad essere presente, ha inviato a tutti i partecipanti all’evento e nella quale ribadisce l’importanza di negare ogni indifferenza di fronte a vicende tanto gravi come quelle da lei vissute, negare che possano giustificarsi discriminazioni , che vi siano alcuni primi ed altri secondi, ma soprattutto ricordare che : “Non abbiamo bisogno di eroi, serve tenere sempre viva la capacità di vergognarsi per il “male altrui”, di non voltarsi dall’altra parte, di non accettare le ingiustizie, di non assistere passivamente al bullismo, di non dire mai “non mi riguarda”.

    Ella, scrive ancora, vuole concludere la sua vita mettendo, come si fa nei cimiteri ebraici, una pietra che rappresenta la voglia di ricordare, perché nessuno dimentichi.

    Prende poi la parola Gherardo Colombo che, alla domanda del Valentino che gli ha chiesto da quando conosceva la Segre e soprattutto da quando si è interessato della Shoah, egli ha risposto di conoscere la Segre da circa quattro anni, soprattutto però da quando ha cominciato a testimoniare la sua esperienza da sopravvissuta, ma della Shoah egli si è interessato negli anni ’60, fin dal processo ad Adolf Eichmann a Gerusalemme, un SS responsabile dell’omicidio di milioni di ebrei.

    Egli ricorda anche che la Segre gli ha chiesto, prima di raccontare la sua storia sotto forma di dialogo tra i due, di vedere il film “Il giardino dei Finzi Contini”, in modo da comprendere come la condizione degli ebrei sia cambiata radicalmente con le leggi razziali, da normalissima a terrificante e di come, quasi in modo naturale, gli ebrei fossero emarginati da un momento all’altro.

    Colombo racconta di come solo il papà della Segre era contrario al Fascismo, tutti gli altri l’accettavano quasi come normale, come accadeva a tutti gli ebrei di Milano, eppure l’antiebraismo probabilmente covava sotto la cenere, le leggi razziali consentirono poi a quel sentimento di prendere piede. Alla domanda in merito da dove nascesse quel pregiudizio antiebraico, Colombo risponde che l’odio verso gli ebrei era celebrato anche nelle chiese cattoliche, specie nei riti pasquali, in memoria della morte di Cristo per mano ebraica.

    Egli ricorda anche che per fare una guerra, vedi la Germania del tempo, bisogna costruire un nemico, anche per dare a se stessi tutti i meriti, con la propaganda, che celebra le negatività dell’altro; la verità era che gli ebrei erano più bravi di altri, specie in economia, è la stessa propaganda di oggi contro gli immigrati. Liliana Segre ha scelto la libertà di scendere in campo per raccontare le verità tragiche che erano ignorate, donna di coraggio che ha infranto ogni indifferenza anche sostenuta dalla nostra Costituzione, amata da entrambi gli autori e regola di convivenza che, se rispettata, consentirebbe di vivere meglio.

    Dopo aver ribadito l’importanza delle regole in ogni ambito della nostra vita, egli ricorda che esse sono informazione, come la libertà è una scelta regolata dalle stesse norme e, in merito, cita gli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione, fondamento di ogni democrazia.

    Lezione di civiltà e amore del prossimo nelle parole di Colombo, insegnamento di convivenza e rifiuto di ogni sopraffazione, esaltazione del dettato costituzionale e del suo messaggio di giustizia e libertà, momento di crescita collettiva e democratica di cui gli siamo grati.

    Fonte:https://www.beneventonews24.it/2023/03/28/gherardo-colombo-e-il-suo-libro-con-liliana-segre-percorso-di-liberta-e-giustizia/