Tag: Festival Filosofico del Sannio

  • Intervento Prof. Giovanni Fiengo

    Intervento Prof. Giovanni Fiengo

    In concomitanza della Lectio Magistralis del Prof. Maurizio Ferraris è intervenuto il prof. Giovanni Fiengo, docente dell’Università degli Studi del Sannio e CEO di Kineton Srl

  • Liberi o in catene: il dilemma

    Liberi o in catene: il dilemma

    Ultime battute per il Festival filosofico del Sannio. Questo pomeriggio, per il decimo appuntamento
    proposto dalla nona edizione della kermesse filosofica, Maurizio Ferraris svolgerà
    la lectio magistralis, on line, sul tema «L’uomo nasce libero ed è dovunque in catene?». Un interrogativo che sarà sviluppato nel corso della relazione che partirà dall’assioma della libertà dell’uomo al momento della nascita.
    Il punto di partenza sul tema della libertà è comune a tutti i relatori che si sono alternati negli appuntamenti proposti dal Festival e tutti, spiegando le diverse angolazioni del loro pensare, hanno concluso che a questa libertà iniziale dell’uomo vengono posti diversi condizionamenti e limiti dalla società in cui viviamo, dalle leggi, dalla religione.
    Insomma, il tema della libertà, particolarmente sentito dall’uomo contemporaneo, è in continua lotta non solo per la sopravvivenza della libertà da un punto di vista politico, come dimostra la guerra in atto, ma anche contro una struttura di convinzioni e di comportamenti che limita fortemente questa libertà
    ricevuta al momento della nascita.
    «Rousseau si chiese come sia successo che l’uomo nasce libero ed è dovunque in catene – riflette
    Carmela D’Aronzo presidente dell’associazione culturale “Stregati da Sophia” che annualmente
    organizza il Festival filosofico con la collaborazione dell’Università del Sannio – Ciò che impensierisce di più della scorrettezza dell’analisi è l’assurdità del punto di partenza.
    Se constatiamo che dovunque l’uomo è in catene, che cosa ci autorizza a sostenere che nasce libero?». Una volta partiti da questo concetto è opportuno chiedersi se queste catene sono accettate dall’uomo oppure se si oppone a questi limiti. Maurizio Ferraris, docente di Filosofia teoretica presso l’Università di
    Torino, cercherà di spiegare non solo il concetto di libertà e di «catene», ma soprattutto il
    rapporto che c’è tra i due estremi tra i quali si dibatte la vita dell’uomo. Un’analisi approfondita che cercherà di dimostrare se l’uomo accetta il condizionamento «da catena» ed il suo adattamento (un esempio su tutte, la catena di montaggio che persiste nelle fabbriche) ed il rifiuto di chi intende affermare la propria individualità nel lavoro, nel comportamento, nel vivere, aspetto questo che cozza molto
    spesso con il pensare sociale e con lo schema di vita proposto, e riconosciuto, dalla realtà odierna. La lectio magistralis di Ferraris sarà introdotta dalla presidente dell’associazione culturale «Stregati da Sophia» con gli interventi del rettore dell’UniSannio Gerardo Canfora e di Giovanni Fiengo fondatore
    della società «Kineton».
    Il concorso «Io filosofa, io filosofo» promosso ed organizzato da «Stregati da Sophia» quest’anno
    si svolgerà il 20 aprile nella sede dell’UniSannio di via Delle Puglie (aula magna). Gli studenti
    che hanno seguito le lectio magistralis proposte dalla kermesse culturale dovranno svolgere
    un elaborato sul tema della libertà con riferimento ad una delle tematiche sviluppate dai
    relatori. La commissione del concorso, dopo aver valutato tutti gli elaborati presentati, assegnerà le borse di studio messe a disposizione dall’ateneo sannita, dalla famiglia Cocca in memoria del professor Diodoro, dall’Ance di Benevento, dalle società «Offtec progetti», da «Tyche digital pechology» e dalla
    stessa «Stregati da Sophia». La premiazione dei vincitori si svolgerà venerdì 12 maggio al Teatro Romano di Benevento con la partecipazione del Conservatorio «Sala» e del Balletto di Benevento.

    FONTE: ilMattino del 31 Marzo 2023

  • FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. AL “SAN MARCO” GHERARDO COLOMBO “LA SOLA COLPA DI ESSERE NATI”. VIDEO

    FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. AL “SAN MARCO” GHERARDO COLOMBO “LA SOLA COLPA DI ESSERE NATI”. VIDEO

    Successo al Teatro San Marco di Benevento in occasione di una nuova tappa del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.
    La lectio Magistralis, per questo nono appuntamento, è stata affidata al Procuratore Gherardo Colombo   che ha relazionato sul tema: “La sola colpa di essere nati”.
    Nell’intervista rilasciata a TV7, Colombo parla inizialmente del suo rapporto con Liliana Segre e del 1938 quando furono emanate le leggi razziali, che impedirono alla Senatrice a vita di tornare in classe: alunni e insegnanti di «razza ebraica» furono espulsi dalle scuole statali, e di lì a poco gli ebrei vengono licenziati dalle amministrazioni pubbliche e dalle banche, non possono sposare «ariani», possedere aziende, scrivere sui giornali e subiscono molte altre odiose limitazioni. È l’inizio della più terribile delle tragedie che culminerà nei campi di sterminio e nelle camere a gas. In questo dialogo, Liliana Segre e Gherardo Colombo ripercorrono quei drammatici momenti personali e collettivi, si interrogano sulla profonda differenza che intercorre tra giustizia e legalità e sottolineano la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle ingiustizie, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più.
    Sentiamo l’intervista realizzata da Alfredo Salzano al Procuratore Gherardo Colombo

    Fonte:https://www.tvsette.net/festival-filosofico-del-sannio-al-san-marco-gherardo-colombo-la-sola-colpa-di-essere-nati-video/

  • Gherardo Colombo e il suo libro con Liliana Segre, percorso di libertà e giustizia

    Gherardo Colombo e il suo libro con Liliana Segre, percorso di libertà e giustizia

    Nel pomeriggio di martedì 28 Marzo, continuando negli incontri programmati per il nono Festival Filosofico del Sannio intorno al tema della Libertà, organizzato dall’Associazione Culturale “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo, negli spazi del Cinema San Marco di Benevento, Gherardo Colombo ha tenuto la sua lectio magistralis intorno al tema : “ La colpa di essere nati”, argomento che ricalca il titolo del suo ultimo libro scritto in collaborazione con la senatrice Liliana Segre.

     Gli interventi dell’ex magistrato sono stati coordinati dal giornalista Mario Valentino e preceduti dal saluto del Sindaco Clemente Mastella che, riconoscendo la valenza professionale ed umana del Colombo, ricorda che lo stesso sarà nuovamente ospite di Benevento in occasione di una cerimonia di gemellaggio con un paese francese dal nome Bénévent-l’Abbaye, centro fondato intorno all’anno Mille da profughi beneventani.

    Dopo i saluti all’importante ospite, Carmela D’Aronzo ha ricordato la rilevante figura della senatrice Liliana Segre, coautrice del libro, donna che con coraggio, continua a testimoniare le brutalità e le crudeltà di cui è stato vittima il popolo ebraico e lei stessa, sopravvissuta ad Auschwitz, ma ancora alla ricerca del senso più profondo del concetto di libertà, dove quest’ultima acquista significato solo se si continua a testimoniare quanto è accaduto, affinchè vicende tanto tragiche non diventino solo racconti lontani e sbiaditi di cui si perde memoria e traccia e l’indifferenza non avvalori la sottomissione.

    Nel libro “La colpa di essere nati”, i due autori ripercorrono,oltre alle vicende personali e politiche degli anni tra il 1935 ed il 1938, con l’emanazione delle leggi razziali e ovviamente quella personale della Segre che, ancora bambina, ha conosciuto la discriminazione per ragioni etniche, religiose e linguistiche, anche gli anni della prigionia in Italia, dopo un tentativo di fuga in Svizzera e la deportazione ad Auschwitz su un carro bestiame.

    Con il libro gli autori vogliono interrogarsi sulla profonda differenza che c’è tra giustizia e legalità. Essi mettono in risalto la necessità dell’affermarsi della giustizia stessa come unico strumento contro il ripetersi di vicende che videro, un mondo di normalità stravolgersi per diventare un palcoscenico di brutalità e violenza, il buio di un tempo che videro una bimba di otto anni divenire, improvvisamente, “invisibile” agli occhi del mondo e di quanti, fino ad allora, l’avevano frequentata e fatta partecipe delle loro vite, con la sola colpa di “essere nata”, quasi che non esistesse più.

    D’Aronzo legge, in merito alla Segre, una missiva che la stessa, impossibilitata ad essere presente, ha inviato a tutti i partecipanti all’evento e nella quale ribadisce l’importanza di negare ogni indifferenza di fronte a vicende tanto gravi come quelle da lei vissute, negare che possano giustificarsi discriminazioni , che vi siano alcuni primi ed altri secondi, ma soprattutto ricordare che : “Non abbiamo bisogno di eroi, serve tenere sempre viva la capacità di vergognarsi per il “male altrui”, di non voltarsi dall’altra parte, di non accettare le ingiustizie, di non assistere passivamente al bullismo, di non dire mai “non mi riguarda”.

    Ella, scrive ancora, vuole concludere la sua vita mettendo, come si fa nei cimiteri ebraici, una pietra che rappresenta la voglia di ricordare, perché nessuno dimentichi.

    Prende poi la parola Gherardo Colombo che, alla domanda del Valentino che gli ha chiesto da quando conosceva la Segre e soprattutto da quando si è interessato della Shoah, egli ha risposto di conoscere la Segre da circa quattro anni, soprattutto però da quando ha cominciato a testimoniare la sua esperienza da sopravvissuta, ma della Shoah egli si è interessato negli anni ’60, fin dal processo ad Adolf Eichmann a Gerusalemme, un SS responsabile dell’omicidio di milioni di ebrei.

    Egli ricorda anche che la Segre gli ha chiesto, prima di raccontare la sua storia sotto forma di dialogo tra i due, di vedere il film “Il giardino dei Finzi Contini”, in modo da comprendere come la condizione degli ebrei sia cambiata radicalmente con le leggi razziali, da normalissima a terrificante e di come, quasi in modo naturale, gli ebrei fossero emarginati da un momento all’altro.

    Colombo racconta di come solo il papà della Segre era contrario al Fascismo, tutti gli altri l’accettavano quasi come normale, come accadeva a tutti gli ebrei di Milano, eppure l’antiebraismo probabilmente covava sotto la cenere, le leggi razziali consentirono poi a quel sentimento di prendere piede. Alla domanda in merito da dove nascesse quel pregiudizio antiebraico, Colombo risponde che l’odio verso gli ebrei era celebrato anche nelle chiese cattoliche, specie nei riti pasquali, in memoria della morte di Cristo per mano ebraica.

    Egli ricorda anche che per fare una guerra, vedi la Germania del tempo, bisogna costruire un nemico, anche per dare a se stessi tutti i meriti, con la propaganda, che celebra le negatività dell’altro; la verità era che gli ebrei erano più bravi di altri, specie in economia, è la stessa propaganda di oggi contro gli immigrati. Liliana Segre ha scelto la libertà di scendere in campo per raccontare le verità tragiche che erano ignorate, donna di coraggio che ha infranto ogni indifferenza anche sostenuta dalla nostra Costituzione, amata da entrambi gli autori e regola di convivenza che, se rispettata, consentirebbe di vivere meglio.

    Dopo aver ribadito l’importanza delle regole in ogni ambito della nostra vita, egli ricorda che esse sono informazione, come la libertà è una scelta regolata dalle stesse norme e, in merito, cita gli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione, fondamento di ogni democrazia.

    Lezione di civiltà e amore del prossimo nelle parole di Colombo, insegnamento di convivenza e rifiuto di ogni sopraffazione, esaltazione del dettato costituzionale e del suo messaggio di giustizia e libertà, momento di crescita collettiva e democratica di cui gli siamo grati.

    Fonte:https://www.beneventonews24.it/2023/03/28/gherardo-colombo-e-il-suo-libro-con-liliana-segre-percorso-di-liberta-e-giustizia/

  • Prossimi incontri in presenza

    Prossimi incontri in presenza

    Martedì 28 Marzo 2023 ore 15,00 Teatro San Marco : Lectio magistralis Gherardo Colombo: “La sola colpa di essere nati”

    Lunedì 3 Aprile 2023 ore 15,00 Teatro San Marco : Lectio magistralis Paolo Crepet : “Lezione di sogni”

  • “Contro la libertà egoista  “. Ospite del festival Filosofico il Prof. Telmo Pievani

    “Contro la libertà egoista  “. Ospite del festival Filosofico il Prof. Telmo Pievani

    Venerdi 24 Marzo 2023, alle ore 15,00, si terrà on line l’ottavo appuntamento del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.

    La lectio Magistralis sarà affidata al Prof. Telmo Pievani che relazionerà sul tema: “Contro la libertà egoista  “

     Se il nostro corpo improvvisamente e inaspettatamente diventa una possibile arma biologica che può minare la salute di chi ci sta vicino, possiamo ancora pensare di essere liberi di muoverci e di comportarci come vogliamo? Naturalmente no. Se infettando il mio prossimo io lo obbligo, per esempio, a due settimane di quarantena, sto esercitando la mia libertà a scapito della libertà altrui, il che va contro un principio etico corroborato, e cioè che la libertà di ciascuno trova un limite nel rispetto della libertà altrui. Tale principio si basa anche su un argomento di reciprocità: se io non rispetto le libertà degli altri, gli altri saranno autorizzati a non rispettare la mia. In altre parole, la libertà senza responsabilità sociale non è libertà, ma arbitrio.

    Telmo Pievani è professore di Filosofia delle scienze biologiche presso l’Università di Padova. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche nei campi della biologia evoluzionistica, dell’evoluzione umana, della filosofia della biologia e della filosofia della scienza. Collabora con “Il Corriere della Sera”, “Le Scienze” e “Micromega”. Tra i suoi libri: La vita inaspettataIl fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto (Milano 2011); La fine del mondo (Torino 2012); Homo sapiens. Il cammino dell’umanità (Novara 2013);  Anatomia di una rivoluzione. La logica della scoperta scientifica di Darwin (Milano 2013); Evoluti e abbandonati (Torino 2014); Come saremo (con L. De Biase, Torino 2016); Libertà di migrare. Perché ci spostiamo da sempre ed è bene così (con V. Calzolaio, Torino 2016); Homo Sapiens e altre catastrofi. Per un’archeologia della globalizzazione (Milano 2018); Imperfezione. Una storia naturale (Milano 2019); E avvertirono il cielo. La nascita della cultura (con C. Sini, Milano 2020).

    Introduce: prof.ssa Carmela D’Aronzo

                         Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia

     Coordina:  Prof. Filippo de Rossi

    Docente di Fisica Tecnica Ambientale

    Università Federico II –Napoli, già Rettore dell’Università degli studi del Sannio .

    L’incontro sarà ONLINE

    Fonte:https://www.tvsette.net/contro-la-liberta-egoista-ospite-del-festival-filosofico-il-prof-telmo-pievani/

  • Ottavo appuntamento del IX Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”

    Ottavo appuntamento del IX Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”

    La lectio magistralis sara’ affidata a Telmo Pievani che relazionera’ sul tema: “Contro la liberta’ egoista”

    Venerdì prossimo, 24 marzo, alle 15,00, si terrà on-line l’ottavo appuntamento del IX Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    La lectio magistralis sarà affidata a Telmo Pievani che relazionerà sul tema: “Contro la libertà egoista”.
    Ad introdurre sarà Carmela D’Aronzo, presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, mentre a coordinare i lavori sarà Filippo de Rossi, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università Federico II di Napoli, già rettore dell’Università degli Studi del Sannio.
    “Se il nostro corpo improvvisamente e inaspettatamente – si legge nella nota inviata alla Stampa – diventa una possibile arma biologica che può minare la salute di chi ci sta vicino, possiamo ancora pensare di essere liberi di muoverci e di comportarci come vogliamo? Naturalmente no.
    Se infettando il mio prossimo io lo obbligo, per esempio, a due settimane di quarantena, sto esercitando la mia libertà a scapito della libertà altrui, il che va contro un principio etico corroborato, e cioè che la libertà di ciascuno trova un limite nel rispetto della libertà altrui. Tale principio si basa anche su un argomento di reciprocità: se io non rispetto le libertà degli altri, gli altri saranno autorizzati a non rispettare la mia. In altre parole, la libertà senza responsabilità sociale non è libertà, ma arbitrio”.
    Telmo Pievani è professore di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova.
    E’ autore di diverse pubblicazioni scientifiche nei campi della biologia evoluzionistica, dell’evoluzione umana, della filosofia della biologia e della filosofia della scienza.
    Collabora con “Il Corriere della Sera”, “Le Scienze” e “Micromega”.
    Tra i suoi libri: “La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto” (Milano 2011); “La fine del mondo” (Torino 2012); “Homo sapiens. Il cammino dell’umanità” (Novara 2013); “Anatomia di una rivoluzione. La logica della scoperta scientifica di Darwin” (Milano 2013); “Evoluti e abbandonati” (Torino 2014); “Come saremo” (con De Biase, Torino 2016); “Libertà di migrare. Perché ci spostiamo da sempre ed è bene così” (con Calzolaio, Torino 2016); “Homo Sapiens e altre catastrofi. Per un’archeologia della globalizzazione” (Milano 2018); “Imperfezione. Una storia naturale” (Milano 2019); “E avvertirono il cielo. La nascita della cultura” (con Sini, Milano 2020).

    Fonte:http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=155835

  • Lectio di Salvatore Natoli e Paolo Amodio

    Lectio di Salvatore Natoli e Paolo Amodio

    Lunedì 11 Aprile presso l’Auditorium Sant’Agostino ore 15,00
    Tredicesimo e ultimo appuntamento dell’ottavo Festival filosofico del Sannio

    Le lectio sono affidate al prof. Salvatore Natoli e al prof. Paolo Amodio

    Il prof. Salvatore Natoli affronterà il tema: Oltre l’antropocene: un nuovo modo di abitare il mondo

    Che l’antropocence sia da considerare un periodo geologico è oggetto di discussione, ma pare ormai un’idea consolidata. Ma se, oggi, si parla di fine dell’antropocene è da sapere quando ha avuto inizio. Ad ogni modo, esso coincide con quel periodo della storia della terra in cui il Sapiens ha preso, mano a mano, dominio su di essa. Si è trattato di una progressiva occupazione degli spazi e di interventi – tramite il perfezionamento delle tecniche – sempre più intensivi sulla natura e tali, alla lunga, di alterarne gli equilibri. Per lungo tempo ciò ha giocato vantaggio della specie, ma in tempi più recenti hanno cominciato a svilupparsi controfinalità tali da mettere a rischio il dimorare stesso dell’uomo sulla terra. La natura ha, dunque, cominciato a dare il suo alt e questo ci costringe a contenerci entro limiti compatibili con i suoi equilibri. A fronte di questo, l’uomo è stato anche oltrepassato dai suoi prodotti, anzi ne dipende: l’artificiale è divenuto la sua condizione di vita, il suo ambiente. Fine dell’antropocene vuol dire, dunque, che l’uomo ha perso il centro ed è stato ridimensionato su un doppio fronte: deve perciò, ridefinire il suo posto sulla terra. Tuttavia più che dire “fine” e più giusto dire “oltre l’antropocene” perché ne siamo – nonostante tutto – eredi e perché, emendato da deviazioni ed errori, non cessiamo a tutt’oggi di godere dei suoi guadagni.

    Salvatore Natoli è stato a lungo professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Milano-Bicocca. Attento alla ricostruzione delle linee fondamentali del progetto moderno, ha rivolto la sua attenzione al senso del divino nell’epoca della tecnica e alla possibilità di un’etica che sappia confrontarsi con il rapporto tra felicità e virtù e con gli aspetti della corporeità e del sacro, sottovalutati dal razionalismo classico. Tra i suoi libri:  Eros e philia (Milano 2011); L’educazione alla felicità (Reggio Emilia 2012); Le verità del corpo (Milano 2012); Perseveranza (Bologna 2014); Il linguaggio della verità. Logica ermeneutica (Brescia 2014); Le inquietudini della fede (Venezia 2014); Antropologia politica degli italiani (Brescia 2014); I nodi della vita (Brescia 2015); Il rischio di fidarsi (Bologna 2016); Scene della verità (Brescia 2018); L’animo degli offesi e il contagio del male (Milano 2018); Il fine della politica. Dalla «teologia del regno» al «governo della contingenza» (Torino 2019); Uomo tragico, uomo biblico. Alle origini dell’antropologia occidentale (Brescia 2019); L’uomo dei dolori (Bologna 2020); Sperare oggi (con F. Mosconi, Bologna 2021).

    Il prof. Paolo Amodio relazionerà sul tema: “Antropocentrismo e postantropocentrismo: umano, troppo extraumano?”

    Si intende illustrare l’espressione “Antropocene” come concetto che rimanda da un lato a un’insufficienza dell’uomo come lo conosciamo dinanzi alla crisi del moderno (e, forse, non solo) e dall’altro a una sua lussureggiante sovrabbondanza – a un eccesso di intervento, inteso nel senso dell’espropriazione e della distruzione della natura, della Terra e dell’Altro. Il dibattito sull’ Antropocene rappresenta l’emergere di una problematizzazione che mette in discussione l’intero sistema della modernità, da intendersi come combinazione di razionalità riflessiva e modo di produzione capitalistico. Occorre analizzare le contraddizioni che emergono dalla “scoperta” dell’Antropocene: quella tra antropocentrismo e postantropocentrismo, e quella tra origine ed esito della modernità; andare all’origine materiale del problema e comprendere le implicazioni dell’ecologia mondiale capitalista e moderna”.

    Paolo Amodio è professore ordinario di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”, dove peraltro ricopre anche l’insegnamento di Etica e Religione. La sua più che ventennale attività di ricerca, come testimoniano i suoi numerosi lavori, si è concentrata su diversi filoni: il pensiero filosofico ed etico-politico nella Napoli del Settecento nei suoi rapporti con il mondo intellettuale europeo; la storia del libertinismo, esplorata fondamentalmente nelle sue implicazioni antropologico-filosofiche; le conseguenze etico-politiche determinate dall’evento Auschwitz sulla filosofia del secondo Novecento; il nuovo pensiero ebraico nei suoi rapporti con la tradizione e le nuove prospettive etico-filosofiche; l’antropologia filosofica tra etica, scienza e filosofia; la bioetica, come questione epistemologica.

    Ha fondato e dirige la rivista «S&F_scienzaefilosofia.it» Dirige le Collane “Cultura filosofica e Scienze Umane”, “Perimetri. Collana di strumenti per le scienze umane e sociali”. Ricopre molte incarichi all’interno di organizzazioni culturali , infatti, è membro: del Comitato di redazione della rivista «Logos»; del Consiglio Direttivo della rivista «Archivio di storia della cultura»; del Comitato Scientifico della collana “Postumani”, Editore Mimesis, Milano;del Comitato Scientifico della collana “Filosofia/Scienza”, Editore Mimesis, Milano; del C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica – Università degli Studi di Napoli Federico II, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. S. Tommaso, Seconda Università degli Studi di Napoli; del C.E.S.A. (Comitato etico-scientifico per la sperimentazione animale) dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 2006 ha ottenuto la menzione speciale della Giuria del Premio Internazionale “Salvatore Valitutti” per il volume: Luoghi del bonheur. Elementi per un’antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi, Napoli, Giannini Editore, 2005. Autore di oltre 60 pubblicazioni tra monografie e saggi.

     Introduceprof.ssa Carmela D’Aronzo – Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

    Coordina: prof.ssa Giovanna Ruggiero – Docente di storia e filosofia I.I.S.” E.Fermi” di Montesarchio

    Filosofia e Musica: con la collaborazione del Conservatorio di Musica “ Nicola Sala “ di Benevento

    Fonte:https://www.ntr24.tv/events/lectio-di-salvatore-natoli-e-paolo-amodio/var/ri-0.l-L2/

  • “Stregati da  Sophia”, c’è il settimo appuntamento: lectio di Natoli e Amodio

    “Stregati da  Sophia”, c’è il settimo appuntamento: lectio di Natoli e Amodio

    Mercoledi  22 Marzo 2023, alle ore 15,00 si terrà presso l’Auditorium S.Agostino,il settimo appuntamento del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.

    La lectio Magistralis saranno affidate:  al prof. Salvatore Natoli e al prof. Paolo Amodio 

    Il prof. Salvatore Natoli svilupperà il tema “ Libertà e legge “.

    Si dice: nati liberi. Lo si dà per scontato, ma lo siamo davvero? E se sì, in che risiede la libertà? In via preliminare, si può dire che risiede nell’assenza di condizionamenti e insieme nella capacità di scelta, di presa di decisioni. Ma un agire incondizionato è davvero possibile o, se pur liberi, lo siamo sempre sotto condizione? Di certo non siamo onnipotenti, bensì potenze finite e tra i diversi condizionamiti – biologici, comunitari, sociali – a porre limiti vi sono proprio le leggi.

    Salvatore Natoli è stato a lungo professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Milano-Bicocca. Attento alla ricostruzione delle linee fondamentali del progetto moderno, ha rivolto la sua attenzione al senso del divino nell’epoca della tecnica e alla possibilità di un’etica che sappia confrontarsi con il rapporto tra felicità e virtù e con gli aspetti della corporeità e del sacro, sottovalutati dal razionalismo classico. Ha indagato l’esperienza del dolore, dedicando studi anche alla teoria dell’azione e alle forme del fare. Tra le sue opere recenti: L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore (Roma-Bari 2010); I comandamenti. Non ti farai né idolo né immagine (con P. Sequeri, Bologna 2011); Le verità del corpo (Milano 2012); Le inquietudini della fede (Venezia 2014); I nodi della vita (Brescia 2015); Il rischio di fidarsi (Bologna 2016); Scene della verità (Brescia 2018); L’animo degli offesi e il contagio del male (Milano 2018); Il fine della politica. Dalla «teologia del regno» al «governo della contingenza» (Torino 2019); Uomo tragico, uomo biblico. Alle origini dell’antropologia occidentale (Brescia 2019); L’uomo dei dolori (Bologna 2020)

    Il prof. Paolo Amodio tratterà il tema “ Libertà muta “.

     Una volta, Hannah Arendt, ha scritto che è davvero difficile realizzare che vi è un ambito in cui dobbiamo essere veramente liberi, cioè né spinti da noi stessi né dipendenti da un materiale dato. La libertà esiste soltanto nel peculiare infra della politica. Da questa libertà ci rifugiamo nella «necessità» della storia. Una orribile assurdità. La Modernità pone drammaticamente il dubbio se politica e libertà siano compatibili, se la libertà non cominci proprio dove termina la politica, per cui per l’appunto la libertà non esiste più laddove al politico non è posto alcun termine o confine. Forse, rispetto all’antichità dove politica e libertà erano identiche, le cose sono cambiate al punto che nelle circostanze attuali bisogna scinderle completamente l’una dall’altra.

    La libertà politica, che è l’unica modalità nella quale la libertà può acquistare un significato, resta imbrigliata nelle maglie di una filosofia che elude la dimensione pubblica e plurale e disegna una libertà categorialmente astratta dal mondo e dall’uomo. La libertà autentica, nel Moderno e nel Contemporaneo appare dunque silente, muta.

    Paolo Amodio è professore ordinario di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”, dove peraltro ricopre anche l’insegnamento di Etica e Religione. La sua più che ventennale attività di ricerca, come testimoniano i suoi numerosi lavori, si è concentrata su diversi filoni: il pensiero filosofico ed etico-politico nella Napoli del Settecento nei suoi rapporti con il mondo intellettuale europeo; la storia del libertinismo, esplorata fondamentalmente nelle sue implicazioni antropologico-filosofiche; le conseguenze etico-politiche determinate dall’evento Auschwitz sulla filosofia del secondo Novecento; il nuovo pensiero ebraico nei suoi rapporti con la tradizione e le nuove prospettive etico-filosofiche; l’antropologia filosofica tra etica, scienza e filosofia; la bioetica, come questione epistemologica.

    Ha fondato e dirige la rivista «S&F_scienzaefilosofia.it» Dirige le Collane “Cultura filosofica e Scienze Umane”, “Perimetri. Collana di strumenti per le scienze umane e sociali”.

     Ricopre molte incarichi all’interno di organizzazioni culturali , infatti, è  membro:

    del Comitato di redazione della rivista «Logos»; del Consiglio Direttivo della rivista «Archivio di storia della cultura»; del Comitato Scientifico della collana “Postumani”, Editore Mimesis, Milano;del Comitato Scientifico della collana “Filosofia/Scienza”, Editore Mimesis, Milano; del C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica – Università degli Studi di Napoli Federico II, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. S. Tommaso, Seconda Università degli Studi di Napoli; del C.E.S.A. (Comitato etico-scientifico per la sperimentazione animale) dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II

    Nel 2006 ha ottenuto la menzione speciale della Giuria del Premio Internazionale “Salvatore Valitutti” per il volume: Luoghi del bonheur. Elementi per un’antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi, Napoli, Giannini Editore, 2005

    Autore di oltre 60 pubblicazioni tra monografie e saggi.

    Introduce: Prof.ssa Carmela D’Aronzo

     Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

    Coordina:  Prof.ssa Giovanna Ruggiero _

     Già docente di Storia e Filosofia del Liceo “ E.Fermi di Montesarchio”

    Filosofia e Musica  a cura degli studenti  del Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento

    Fonte:https://www.anteprima24.it/benevento/stregati-da-sophia-settimo-appuntamento-natoli-amodio/

  • Legge, egoismo e libertà: «Stregati da Sophia» cala tre assi

    Legge, egoismo e libertà: «Stregati da Sophia» cala tre assi

    Salvatore Natoli e Paolo Amodio illustreranno oggi, per il «Festival filosofico del Sannio », il loro punto di vista sulla libertà. Il tema scelto per la nona edizione della kermesse culturale, promossa ed organizzata
    dall’associazione «Stregati da Sophia» in collaborazione con l’Università del Sannio, sarà oggi al centro delle lectio magistralis nel rapporto tra «Libertà e legge» con Natoli (nella foto) e «Libertà muta» per Amodio.
    Una delle principali affermazioni riferite all’umanità è che l’uomo è nato libero. Ma è davvero così? E in che cosa consiste questa libertà? Partendo da questi interrogativi Salvatore Natoli, docente di filosofia teoretica presso l’università di Milano Bicocca, analizzerà il rapporto tra l’uomo e la legge. È possibile, si
    chiede il filosofo, la libertà dell’uomo in un mondo segnato da norme e leggi? In quanto essere umano immerso in un consesso sociale e civile nel quale è basilare il rispetto della libertà altrui, l’uomo deve saper destreggiarsi tra limiti e condizionamenti.
    Il mondo moderno, oltre a proporre continue tentazioni per soddisfare desideri e sogni, pone l’individuo di fronte ad ostacoli costituiti da convinzioni e «condizionamenti» tipici dell’ambiente nel quale vive.
    Condizionamenti che nascono dalla società, dalla religione, dalla politica, dalla famiglia, dall’ambiente e, soprattutto, dalla legge. La legge, se da una parte regola il dover vivere correttamente nella società ed in tutte le sue strutture – famiglia, scuola, lavoro e così via -, dall’altra impone il rispetto di norme create
    ad hoc per il corretto fluire della società umana. E non è possibile per l’uomo vivere una legge personale,
    nella quale affermare il suo modo di pensare e di agire, soprattutto se l’uomo è portatore
    di una visione del tutto personale di quella che definisce la “sua” società. Ed è in questo momento
    che la domanda di partenza di Natoli «L’uomo è davvero libero? » assume un valore retorico.
    Il pensiero di Natoli troverà un prosieguo nella lectio magistralis che Paolo Amodio terrà sul tema
    «Libertà muta». Partendo dal concetto che la libertà è l’assenza di condizionamenti, Amodio si chiede quale sia l’ostacolo che la politica pone alla libertà. Se nell’antichità politica e libertà venivano a coincidere, oggi non è così perché la libertà inizia laddove non arriva il potere illimitato della politica. Al termine di questa interpretazione la libertà appare schiacciata dal potere senza freni concesso ai politici e,
    quindi la caratteristica della libertà diventa il silenzio: la libertà è muta. Ad introdurre le lectio
    magistralis di oggi (auditorium Sant’Agostino alle 15) Carmela D’Aronzo presidente di «Stregati
    da Sophia», a coordinare gli interventi Giovanna Ruggiero. Nel corso dell’incontro saranno eseguiti
    brani musicali a cura degli studenti del Conservatorio «Sala» di Benevento. Le relazioni dei filosofi Natoli ed Amodio avranno un seguito naturale nella lectio magistralis on line di venerdì 24 marzo di Telmo Pievani docente di filosofia delle scienze biologiche presso l’università di Padova sul tema «Contro la libertà egoista». Uno dei peggiori difetti dell’uomo, si sa, è l’egoismo che indirizza la vita di chi intende
    soddisfare le proprie voglie e le ambizioni a scapito degli altri, riuscendo ad imporsi in virtù di
    una maggiore personalità, subordinando le esigenze degli altri alle proprie. L’incontro con
    Pievani sarà trasmesso sulla piattaforma Cisco Webex «Stregati da Sophia» dalle 15.

    Fonte: Il Mattino del 22 Marzo 2023