Tag: FestivalFilosoficoBn

  • FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. SARA’ “BELLEZZA” IL TEMA DELLA PROSSIMA EDIZIONE

    FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. SARA’ “BELLEZZA” IL TEMA DELLA PROSSIMA EDIZIONE

    Presso il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele, si è tenuta la cerimonia di premiazione con l’attribuzione delle borse di studio alle studentesse e agli studenti che sono risultati vincitrici e vincitori del concorso “Io Filosofa/o” indetto all’interno dell’ 11° Festival filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia” in collaborazione con l’Università degli studi del Sannio . La presidente dell’associazione culturale prof.ssa Carmela D’Aronzo ha anche anticipato il tema che caratterizzerà la prossima stagione del festival, ovvero, “BELLEZZA”. Sentiamo cosa ha dichiarato a TV7

    FONTE: TVsette

  • La XI edizione del Festival Filosofico si e’ chiusa con la consegna delle borse di studio ai ragazzi partecipanti al Concorso “Io Filosofo”

    La XI edizione del Festival Filosofico si e’ chiusa con la consegna delle borse di studio ai ragazzi partecipanti al Concorso “Io Filosofo”

    Il tema della conoscenza e’ stato affrontato nel suo carattere interdisciplinare, nei suoi molteplici volti e sfaccettature e devo dire che questi incontri ci hanno tolto molti dubbi ed incertezze che avevamo, ci ha detto il presidente dell’Associazione organizzatrice, “Stregati da Sophia”, Carmela D’Aronzo. Il tema del prossimo anno sara’: “Bellezza”. Ultimo appuntamento come da programma per la XI edizione del Festival Filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” presieduta da Carmela D’Aronzo.
    Ci sarà solo un recupero, il 16 gennaio, dell’incontro con Umberto Galimberti, già programmato per il 17 aprile scorso ma poi rinviato per problemi di salute del relatore.
    Un doveroso consuntivo, nel giorno in cui si è celebrata la cerimonia di premiazione degli allievi che hanno preso parte al Concorso “Io Filosofo”, lo abbiamo chiesto a Carmela D’Aronzo che è riuscita a proseguire nella organizzazione di una iniziativa così complessa nonostante abbia perso il marito, Vito Palmieri, che la affiancava instancabilmente e con passione nella organizzazione di questa rassegna di filosofia.
    Il Festival Filosofico di quest’anno si distingue tra le iniziative che si fanno perché affronta i temi che sono legati all’uomo, ai suoi bisogni, ai suoi perché, ci ha risposto D’Aronzo esponendoci il consuntivo della manifestazione.
    Noi continuiamo in questa indagine conoscitiva. La parola conoscere è stata quella che ci ha accompagnati sempre e ci è sembrato quindi giusto andare ad analizzarla ed approfondire.
    Il tema della conoscenza è stato affrontato nel suo carattere interdisciplinare, nei suoi molteplici volti e sfaccettature e devo dire che questi incontri che abbiamo avuto, ci hanno tolto molti dubbi ed incertezze che avevamo e che sono riusciti a focalizzare bene in che cosa consista la vera conoscenza che non va fatta per la sua utilità, per le conoscenza in sé e per sé, ma perché essa ci serve per poter migliorare noi stessi e la realtà nella quale noi viviamo.
    Ed è stata un successo perché, a parte i relatori, che come sempre ci seguono e che sono di livello nazionale ed internazionale, i temi che abbiamo affrontati sono stati interessanti, analitici ed uno differente dall’altro e le persone che hanno seguito sono state tantissime, ha proseguito D’Aronzo.
    Abbiamo avuto la partecipazione di 20 scuole superiori tra Benevento e provincia, Foggia, Caserta, Avellino. Hanno preso parte ai nostri incontri, ogni volta, più di 1.000 persone a cui vanno aggiunte le visualizzazioni sui canali social.
    Oggi viviamo un momento significativo, la festa per i ragazzi, per quelli che hanno partecipato al Concorso “Io Filosofo” e che con coraggio si sono messi in gioco, sono venuti, hanno svolto il loro saggio con grande serietà ed impegno e senso di responsabilità.
    E’ commovente il modo in cui hanno lavorato.
    Debbo dire, ha ancora detto D’Aronzo, gli elaborati sono tutti belli ed è stato molto difficile poterli selezionare.
    Oggi 13 di loro riceveranno le borse di studio ed in più daremo anche dei libri a quelli i cui temi sono stati quasi pari merito, significativi ed importanti.
    D’Aronzo ha quindi voluto ringraziare tutte le Istituzioni e le forze imprenditoriali che hanno voluto assegnare delle borse di studio che quest’anno sono anche aumentate.
    Tanti imprenditori si sono messi in gioco anche loro per sostenere i ragazzi nella loro formazione. Li apprezzano e questo è molto importante.
    C’è già l’idea del tema del prossimo anno, abbiamo concluso noi?
    Sì, tratteremo la “Bellezza”.
    Questi i nomi dei ragazzi a cui sono state assegnate le borse di studio: Giorgia Sabbatini, classe V – sezione F – Liceo Classico “Giannone”; Mariangela Bovino,  classe IV – sezione F – Liceo Classico “Giannone”; Daniela Pozzuto, classe IV – sezione F – Liceo Classico “Giannone”; Anna Barricella, classe V – sezione G – Liceo Classico “Giannone”; Mariavittoria Lengua, classe V – sezione Cls – Istituto Omnicomprensivo “De Sanctis”, Cervinara; Vittorio Caiola, classe V – sezione G – Liceo Scientifico “Rummo”; Antonio Maria Del Prete, classe IV – sezione B – Liceo Scientifico “Rummo”; Veronica Venafra, classe V – Sezione Dll – Liceo  Statale “Guacci”; Marta Ruggiero, classe III – sezione Acl – Istituto “Lombardi” Airola; Maria Giovanna Fulgieri, classe III – sezione Acl – Istituto “Lombardi” Airola; Kiara Elisabetta Rungi – classe V – sezione Lc Istituto “de Liguori” Sant’Agata dei Goti; Giuseppe D’Apice, classe V – sezione Lc – Istituto “de Liguori” Sant’Agata dei Goti; Bartolomeo Florio, classe IV – sezione C1 – Istituto Telesia – Telese Terme.

    FONTE: Gazzetta di Benevento

  • FESTIVAL FILOSOFICO “STREGATI DA SOPHIA”

    FESTIVAL FILOSOFICO “STREGATI DA SOPHIA”

    Grande partecipazione, da parte degli studenti, ha riscosso anche quest’anno il concorso “ Io filosofa/o” indetto all’interno dell’ 11° Festival filosofico del Sannio ,organizzato dall’Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia” in collaborazione con l’Università degli studi del Sannio .

    Sono circa 100 gli studenti e le studentesse  provenienti dai Licei e Istituti superiori di Benevento e provincia , che  affronteranno la prova testimoniando il  loro interesse per la filosofia e la cultura. I ragazzi/e dovranno realizzare  un saggio breve alla luce dei contenuti essenziali e dei principali temi delle lectio magistralis svolte nell’ambito dell’ 11 ° Festival Filosofico del Sannio, operando adeguati riferimenti personali. La prova si svolgerà  Martedi  29 Aprile 2025, alle ore 12,30, presso la sede del complesso S. Agostino dell’Università degli studi del Sannio.

     La commissione che valuterà i compiti è formata dalla Prof.ssa Carmela D’Aronzo, presidente dell’Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”, dalla prof.ssa Antonella Tartaglia Polcini ,Assessora alla cultura del comune di Benevento, dalla prof.ssa  Aglaia Mcclintock ,docente del diritto romano e dei diritti dell’antichità presso l’Università degli studi del Sannio, dalla  prof.ssa Cristina Ciancio, docente di Storia di diritto medioevale e moderno presso l’Università degli studi del Sannio.

    Ai ragazzi/e vincitori del concorso verranno assegnate delle borse di studio offerte dell’Università degli studi del Sannio, dalla Famiglia Palmieri in ricordo del dott. Vito Palmieri , dalla Azienda Kineton- società Benefit ,dal Pastificio Rummo, dalla famiglia Cocca in memoria del prof. Diodoro Cocca,  dall’Associazione ANCE Benevento,   da Tyche Digital Techology, dalla Scuola la Tecnica.

    La cerimonia di premiazione avverrà il 16 Maggio ore 16,00 presso il teatro Comunale Vittorio Emmanuele Benevento.

    FONTE: TVsette

  • “Imparare a vivere”, Maurizio Ferraris al Festival filosofico del Sannio

    “Imparare a vivere”, Maurizio Ferraris al Festival filosofico del Sannio

    Spesso, le domande più difficili nel corso di un’intera esistenza ce le poniamo nei momenti di fragilità, durante o dopo una caduta, sia essa intesa come un crollo psicologico o come un inciampo fisico, da cui, a volte, appare impossibile rialzarsi. Ma è proprio nell’istante in cui tutte le nostre certezze sembrano vacillare che forse ci  chiediamo se abbiamo realmente imparato a vivere, com’è accaduto al filosofo Maurizio Ferraris professore Ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Torino, ed autore del libro “Imparare a vivere” che lo studioso ha presentato lo scorso Venerdi  11 Aprile al Teatro San Marco di Benevento, ospite dell’11° Festival Filosofico del  Sannio. 

    Un titolo emblematico dietro cui si celano più significati che però, come ha spiegato lo stesso docente, conducono tutti nella stessa direzione: la cosa veramente importante, nel vivere, è il convivere. Il testo parte da un banale incidente di Ferraris che lo induce a riflettere attorno alla  sua esistenza e alle sue memorie, ovvero relativamente a quel bagaglio di esperienze a  cui ognuno di noi fa riferimento, nell’arco della propria vita, non solo per superare le  situazioni difficili e quindi sopravvivere, ma anche per previvere e convivere che sono poi le stazioni attraverso cui questo libro ci fa passare per ragionare su una  promiscuità di temi che ruotano attorno alla vita e al come si possa imparare a vivere.  E’ infatti durante le nostre battute d’arresto che emergono i sentimenti e i risentimenti  più contrastanti, laddove il nostro passato s’intreccia con ciò che abbiamo appreso  leggendo e scrivendo: passando da Montaigne a Heidegger, da Nietzsche a Derrida, da  Proust a Yourcenar, da Fitzgerald a Hemingway, questo libro unico ed emozionante ci  induce ad analizzare le nostre conoscenze per attraversare le diverse fasi della nostra  esistenza. Presidente del LabOnt (“Laboratorio di Ontologia”) presso l’Università di Torino da  svariati anni e direttore dell’Istituto “Scienza Nuova” presso Università e Politecnico  di Torino, nelle sue ricerche il professor Ferraris è passato dalla proposta di  un’ontologia critica e sociale, allo sviluppo di una posizione filosofica che può essere  definita “nuovo realismo”, in alternativa al postmodernismo e al pensiero debole,  procedendo inoltre verso un’ulteriore estensione dell’analisi degli oggetti sociali,  attraverso i concetti di “documentalità” e “documanità”, a confronto con le potenzialità  e i limiti del web. 

    Inoltre, dal 2018 Ferraris è presidente dell’Istituto di studi avanzati su Humanities e  Industria del citato ateneo ed è proprio a margine della rassegna sannita che il filosofo ha dichiarato “Nell’epoca dell’intelligenza artificiale, ci troviamo nella migliore  condizione per cercare di capire cosa ha il naturale che manca all’artificiale e quindi  riuscire a capire che cos’è il naturale“, svelando il titolo del suo prossimo libro “Pelle”,  edito da ‘Il Mulino’ in cui cerca di dare una risposta relativamente al contributo che la  filosofia può apportare all’IA.

    FONTE: L’identità

  • Michela Marzano affronta il tema: “Il dilemma contemporaneo dell’identita’: Chi sono?”

    Michela Marzano affronta il tema: “Il dilemma contemporaneo dell’identita’: Chi sono?”

    Venerdi prossimo, 4 aprile, alle 15.00, si terrà on-line il nono appuntamento dell’XI Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” presieduta da Carmela D’Aronzo.
    La relazione sarà affidata a Michela Marzano che affronterà il tema: “Il dilemma contemporaneo dell’identità: Chi sono?”
    I lavori saranno introdotti da Carmela D’Aronzo, presidente dell’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, e saranno coordinati da Cristina Ciancio, docente di Storia di Diritto Medioevale e Moderna dell’Università degli Studi del Sannio.
    “Nel corso del Novecento – si legge nella nota inviata alla Stampa – si fa pian piano spazio l’idea che l’io non sia né uno né indivisibile, ma frammentato; non sia né libero né indipendente, ma assoggettato.
    Come scrive Freud, introducendo la nozione di inconscio: “Nessuno è padrone a casa sua”.
    Perché nessuno conosce e ha sotto controllo, la totalità dei processi psichici che possono spingerlo a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro.
    Uscendo dall’illusione dell’io come pura trasparenza a sé stesso, si precipita nel nuovo paradigma contemporaneo della crisi permanente.
    Conclusione: chi oggi dice io non sa più chi è. E’ sempre più perso, e chiede agli altri di spiegarglielo. Ma quanto spazio occupano le aspettative altrui all’interno del processo che porta alla costituzione identitaria del soggetto?
    Se io mi definisco in base alle tue aspettative, fino che punto riesco a essere altro rispetto a quello che tu pensi che io sia?”
    Michela Marzano è professoressa di Filosofia morale all’Università Paris V – René Descartes, dove ha diretto il Dipartimento di Scienze sociali (Shs – Sorbona).
    Si occupa dello statuto del corpo e della condizione umana nell’epoca contemporanea: dopo aver approfondito in particolare il rapporto tra etica e sessualità, le logiche relazionali sottese ai rapporti affettivi, la questione di genere e le forme del potere biopolitico nelle organizzazioni aziendali, si è da ultimo dedicata alle questioni dell’amore e della memoria.
    E’ editorialista del quotidiano “La Repubblica” e scrive anche su “La Stampa”.
    Tra le sue opere recenti in italiano: “La filosofia del corpo” (Genova 2010); “Etica Oggi. Fecondazione eterologa, “guerra giusta”, nuova morale sessuale e altre questioni contemporanee” (Trento 2011); “Volevo essere una farfalla” (Milano 2011); “L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore” (Torino 2013); “Il diritto di essere io” (Roma-Bari 2014); “Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche” (Torino 2015); “Papà, mamma e gender” (Torino 2015); i romanzi: “L’amore che mi resta” (Torino 2017); “Idda” (Torino 2019); “Stirpe e vergogna” (Milano 2021, Premio Mondello).

    FONTE: Gazzetta di Benevento

  • Lectio magistralis con Lidia Palumbo

    Lectio magistralis con Lidia Palumbo

    Martedi 15 Aprile 2025 alle ore 15 si terrà on line l’undicesimo appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. La lectio è affidata Lidia Palumbo che affronterà il tema: “Sui marciapiedi della vita. Conoscenza e teatro nella Poetica di Aristotele”

    Aristotele dice che tra la conoscenza e il teatro esistono due legami: il primo legame sta nel fatto che sia la conoscenza sia il teatro nascono dalle immagini. Non è possibile apprendere niente senza immagini e non c’è teatro che non sia messa in scena di figure. Il secondo legame è il legame con il piacere: sia la conoscenza sia il teatro sono cose piacevoli. Questi due legami tra la conoscenza e il teatro ne nascondono un terzo: il legame con la vita. Quando andiamo a teatro, infatti, vediamo rappresentazioni che hanno a che vedere con la nostra vita e ciò genera coinvolgimento del pubblico nello spettacolo e dunque conoscenza e dunque piacere. Esiste anche infatti – ed è specificamente legato al piacere estetico della rappresentazione drammatica – il piacere della sofferenza. A teatro ci vengono mostrate sulla scena le stesse cose che appaiono, per così dire, sui marciapiedi della vita, ma c’è una differenza, perché nella quotidianità reale le cose sono – dice Aristotele – “senza spiegazione”, invece sulla scena esse vengono sempre spiegate. Si tratta di una notazione raffinatissima, che mette a confronto vita e scena, e mostra come la scena serve alla conoscenza della vita: ogni gesto, sulla scena, nella tragedia antica, è accompagnato dalla sua spiegazione, la quale consente al pubblico di vedere anche senza vedere, o vedendo da lontano, e impedisce quella visione senza comprensione che invece è sempre in agguato sui marciapiedi della vita.

    Lidia Palumbo è professore ordinario di Storia della filosofia antica presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Napoli “Federico II”. È membro della International Plato society (IPS), dalla fondazione. È socio ordinario della Accademia di Lettere e Belle Arti della Società Nazionale di Scienze Lettere e Arti in Napoli. È presidente della sezione napoletana della SFI (Società filosofica italiana); membro del comitato scientifico di “Koinonia”, rivista internazionale della società di Studi Tardoantichi (AIST) e di “Peitho. Examina Antiqua”, journal devoted to investigation of Ancient Greek, Roman and Byzantine Thought.Insieme ad Anna Motta dirige la collana Philosophike Skepsis presso l’editore Loffredo di Napoli.I suoi interessi sono legati soprattutto a Platone e alla tradizione platonica, alla dimensione letteraria e drammatica dei Dialoghi, alla questione della mimesis, della homoiosis, della epimeleia eautou.

    Tra i suoi scritti ricordiamo: -L.Palumbo, Verba manent. Su Platone e il linguaggio, Napoli 2014.-L. Palumbo, Mimesis. Rappresentazione, teatro e mondo nei dialoghi di Platone e nella Poetica di Aristotele, Napoli 2008.-L.Palumbo (2022). Being Worthy of One’s Name. Platonic Tensions Between Language and Reality. JoLMA. The Journal for the Philosophy of Language, Mind and the Arts, 3(1), 51-68. -L. Palumbo, La meravigliosa struttura dell’“altrimenti”. Una lettura del Parmenide di Platone, in “Archivio di Storia della cultura” XXXIII (2020), pp. 7-36.-L. Palumbo, Socrate o dello specchio. Strategie di scrittura nell’Apologia e nell’Alcibiade,in “Plato Journal” (The Journal of the International Plato Society), 2020, pp. 81-95. -L. Palumbo, Kαὶ ἀσχολίας ὑπέρτερον (Pl. Phdr. 227b10). Sulla citazione di Pindaro nel prologo del Fedro di Platone, in «Estetica. Studi e Ricerche» IX/1 (2019), pp. 199-214. -L. Palumbo, Il prologo come chiave d’interpretazione del dialogo intero, in L.Brisson, A.Macé, O.Renaut (eds.), Plato’s Parmenides. Selected Papers of the Twelfth Symposium Platonicum, Baden-Baden, Germany, Academia Verlag 2022, pp- 33-40.

    Introduce: Carmela D’Aronzo
    Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”
    Coordina: Patrizia Pepe
    Docente di storia e filosofia del Liceo “ Guacci” di Benevento

    FONTE: Ntr24

  • Festival Filosofico del Sannio: c’è Lidia Palumbo

    Festival Filosofico del Sannio: c’è Lidia Palumbo

    Martedi 15 Aprile 2025 alle ore 15,00 si terrà on line l’undicesimo appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. La lectio è affidata Lidia Palumbo che affronterà il tema: “ Sui marciapiedi della vita. Conoscenza e teatro nella Poetica di Aristotele” Aristotele dice che tra la conoscenza e il teatro esistono due legami: il primo legame sta nel fatto che sia la conoscenza sia il teatro nascono dalle immagini. Non è possibile apprendere niente senza immagini e non c’è teatro che non sia messa in scena di figure. Il secondo legame è il legame con il piacere: sia la conoscenza sia il teatro sono cose piacevoli. Questi due legami tra la conoscenza e il teatro ne nascondono un terzo: il legame con la vita. Quando andiamo a teatro, infatti, vediamo
    rappresentazioni che hanno a che vedere con la nostra vita e ciò genera coinvolgimento del pubblico nello spettacolo e dunque conoscenza e dunque piacere. Esiste anche infatti – ed è specificamente legato al piacere estetico della rappresentazione drammatica – il piacere della sofferenza. A teatro ci vengono mostrate sulla scena le stesse cose che appaiono, per così dire, sui marciapiedi della vita, ma c’è una differenza, perché nella quotidianità reale le cose sono – dice Aristotele – “senza spiegazione”, invece sulla scena esse vengono sempre spiegate. Si tratta di una notazione raffinatissima, che mette a confronto vita e scena, e mostra come la scena serve alla conoscenza
    della vita: ogni gesto, sulla scena, nella tragedia antica, è accompagnato dalla sua spiegazione, la quale consente al pubblico di vedere anche senza vedere, o vedendo da lontano, e impedisce quella visione senza comprensione che invece è sempre in agguato sui marciapiedi della vita. Lidia Palumbo è professore ordinario di Storia della filosofia antica presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Napoli “Federico II”. È membro della International Plato society (IPS), dalla fondazione. È socio ordinario della Accademia di Lettere e Belle Arti della Società Nazionale di Scienze Lettere e Arti in Napoli. È presidente della sezione napoletana della SFI (Società filosofica italiana); membro del comitato scientifico di “Koinonia”, rivista internazionale della società di Studi Tardoantichi (AIST) e di “Peitho. Examina Antiqua”, journal devoted to investigation of Ancient Greek, Roman and Byzantine Thought.Insieme ad Anna Motta dirige la
    collana Philosophike Skepsis presso l’editore Loffredo di Napoli.I suoi interessi sono legati soprattutto a Platone e alla tradizione platonica, alla dimensione letteraria e drammatica dei Dialoghi, alla questione della mimesis, della homoiosis, della epimeleia eautou.
    Introduce: Carmela D’Aronzo- Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”, coordina: Patrizia Pepe docente di storia e filosofia del Liceo “ Guacci” di Benevento.

    FONTE: Ottopagine

  • Festival Filosofico del Sannio, lectio magistralis di Maurizio Ferraris

    Festival Filosofico del Sannio, lectio magistralis di Maurizio Ferraris

    Venerdi 11 Aprile  2025   alle ore 14,30 , presso Teatro San Marco, si terrà il decimo   appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”. 

    La lectio Magistralis è affidata a Maurizio Ferraris che affronterà il tema “Imparare a vivere”.

    Si può imparare a vivere? E che tipo di conoscenza sarebbe? Si tratta probabilmente di analizzare le tante cose diverse che si nascondono nell’espressione “imparare a vivere” e di scoprire che la cosa veramente importante, nel vivere, è il convivere.

    Maurizio Ferraris è professore ordinario di Filosofia teoretica, presidente del LabOnt (“Laboratorio di Ontologia”) presso l’Università di Torino e Direttore dell’Istituto “Scienza Nuova” presso Università e Politecnico di Torino. Nelle sue ricerche filosofiche ha contribuito alla rielaborazione delle posizioni ermeneutiche ed è passato dalla proposta di una ontologia critica e sociale allo sviluppo di una posizione filosofica che può essere definita “nuovo realismo”, in alternativa al postmodernismo e al pensiero debole, procedendo inoltre verso un’ulteriore estensione dell’analisi degli oggetti sociali, attraverso i concetti di “documentalità” e “documanità”, a confronto con le potenzialità e i limiti del web. Tra i suoi libri: Manifesto del nuovo realismo (Roma-Bari 2012); Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce (Roma-Bari 2014); Postverità e altri enigmi (Milano 2017); Il denaro e i suoi inganni (con John R. Searle, Torino 2018); Scienza nuova. Ontologia della trasformazione digitale (Torino 2018); Documanità. Filosofia del mondo nuovo (Roma-Bari 2021); Post-Coronial Studies. Seicento sfumature di virus (Torino 2021); Agostino. Fare la verità (Bologna 2022); Umanesimo e tecnologia per una scienza nuova (con Guido Saracco, Roma-Bari 2023); Filosofia delle sfide globali (con Chiara Fenoglio, Milano 2023); Hysteresis. The External World (Edinburgh 2024); Imparare a vivere (Roma-Bari 2024). 

    Introduce: Carmela D’Aronzo – Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”

    Coordina: Gerardo Canfora – Rettore dell’Università degli Studi del Sannio 

    FONTE: Anteprima24

  • Lectio magistralis dei prof. Umberto Curi e Paolo Amodio

    Lectio magistralis dei prof. Umberto Curi e Paolo Amodio

    Mercoledi 2 Aprile 2025 alle ore 15,00, presso l’Auditorium S. Agostino, si terrà l’ottavo appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. La lectio Magistralis saranno affidate: al prof. Umberto Curi e al prof. Paolo Amodio

    Il prof. Umberto Curi svilupperà il tema “ Conoscenza e sofferenza”

    Uno dei tratti più caratteristici e ricorrenti della cultura greca arcaica e classica è il legame che connette inscindibilmente conoscenza e sofferenza. Già accennato nelle Storie di Erodoto, questo vincolo trova una più ampia e distesa giustificazione nelle tragedie.del V secolo a.C. e poi in alcuni dialoghi di Platone.. Questo tema sarà poi ripreso, a distanza di due millenni e mezzo, negli scritti di Martin Heidegger coevi alla ” svolta” del 1932.

    Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova, ha insegnato presso l’Università San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne la dinamica epistemologica e filosofica, rivolgendosi a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra, verità, pena, approfondendo anche il rapporto tra cinema e filosofia. Tra le sue opere recenti: Straniero (Milano 2010); L’apparire del bello. Nascita di un’idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019); Parola ai film (con B. Ayroldi Sagarriga, Milano 2021); Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida (Torino 2021).

    Il prof. Paolo Amodio relazionerà sul tema: “Conoscenza e violenza. L’imperialismo dell’io”
    Emmanuel Lévinas utilizza l’espressione “imperialismo dell’io” per descrivere il modo in cui il soggetto tende a imporre il proprio punto di vista e a ridurre l’altro (l’alterità) a una proiezione di sé stesso o a un oggetto del proprio pensiero e dominio.Nella filosofia di Lévinas, l’“io” si riferisce al soggetto che cerca di comprendere, categorizzare e totalizzare il mondo che lo circonda. Questo approccio implica un atto di appropriazione che è violenza di una filosofia basata sulla totalità, come quella che si trova nella tradizione occidentale da Platone a Hegel, dove tutto viene ricondotto a un sistema unitario e che espelle – volontariamente – l’Altro e l’Alterita, nella loro unicità, imprigionandoli nell’altro-da-me.

    Paolo Amodio è professore ordinario di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”, dove peraltro ricopre anche l’insegnamento di Etica e Religione. La sua più che ventennale attività di ricerca, come testimoniano i suoi numerosi lavori, si è concentrata su diversi filoni: il pensiero filosofico ed etico-politico nella Napoli del Settecento nei suoi rapporti con il mondo intellettuale europeo; la storia del libertinismo, esplorata fondamentalmente nelle sue implicazioni antropologico-filosofiche; le conseguenze etico-politiche determinate dall’evento Auschwitz sulla filosofia del secondo Novecento; il nuovo pensiero ebraico nei suoi rapporti con la tradizione e le nuove prospettive etico-filosofiche; l’antropologia filosofica tra etica, scienza e filosofia; la bioetica, come questione epistemologica. Ha fondato e dirige la rivista «S&F_scienzaefilosofia.it» Dirige le Collane “Cultura filosofica e Scienze Umane”, “Perimetri. Collana di strumenti per le scienze umane e sociali”. Ricopre molte incarichi all’interno di organizzazioni culturali , infatti, è membro: del Comitato di redazione della rivista «Logos»; del Consiglio Direttivo della rivista «Archivio di storia della cultura»; del Comitato Scientifico della collana “Postumani”, Editore Mimesis, Milano;del Comitato Scientifico della collana “Filosofia/Scienza”, Editore Mimesis, Milano; del C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica – Università degli Studi di Napoli Federico II, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. S. Tommaso, Seconda Università degli Studi di Napoli; del C.E.S.A. (Comitato etico-scientifico per la sperimentazione animale) dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 2006 ha ottenuto la menzione speciale della Giuria del Premio Internazionale “Salvatore Valitutti” per il volume: Luoghi del bonheur. Elementi per un’antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi, Napoli, Giannini Editore, 2005. Autore di oltre 60 pubblicazioni tra monografie e saggi.
    del Sannio

    Introduce: Carmela D’Aronzo
    Presidente Associazione culturale filosofica
    “Stregati da Sophia”

    Coordina: Francesca Russo
    Docente di Storia e Filosofia I.I. S. AM “de Liguori” Sant’Agata de’ Goti

    FONTE: Ntr24

  • Festival filosofico del Sannio: ci sono Curi e Amodio

    Festival filosofico del Sannio: ci sono Curi e Amodio


    Mercoledi 2 aprile alle ore 15,00, presso l’Auditorium S. Agostino, si terrà  l’ottavo  appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.
    La lectio Magistralis saranno affidate:  al prof. Umberto Curi  e al prof. Paolo Amodio.
    Il prof. Umberto Curi  svilupperà il tema “ Conoscenza e sofferenza”:
    Uno dei tratti più caratteristici e ricorrenti della cultura greca arcaica e classica è il legame che connette inscindibilmente conoscenza e sofferenza. Già accennato nelle Storie di Erodoto, questo vincolo trova una più ampia e distesa giustificazione nelle tragedie.del V secolo a.C. e poi in alcuni dialoghi di Platone.. Questo tema sarà poi ripreso, a distanza di due millenni e mezzo, negli scritti di Martin Heidegger coevi alla ” svolta” del 1932.
    Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova, ha insegnato presso l’Università San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne la dinamica epistemologica e filosofica, rivolgendosi a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra, verità, pena, approfondendo anche il rapporto tra cinema e filosofia. Tra le sue opere recenti: Straniero (Milano 2010); L’apparire del bello. Nascita di un’idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019); Parola ai film (con B. Ayroldi Sagarriga, Milano 2021); Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida (Torino 2021).
    Il prof. Paolo Amodio relazionerà sul tema: “Conoscenza e violenza. L’imperialismo dell’io”. Emmanuel Lévinas utilizza l’espressione “imperialismo dell’io” per descrivere il modo in cui il soggetto tende a imporre il proprio punto di vista e a ridurre l’altro (l’alterità) a una proiezione di sé stesso o a un oggetto del proprio pensiero e dominio.Nella filosofia di Lévinas, l’“io” si riferisce al soggetto che cerca di comprendere, categorizzare e totalizzare il mondo che lo circonda. Questo approccio implica un atto di appropriazione che è violenza di una filosofia basata sulla totalità, come quella che si trova nella tradizione occidentale da Platone a Hegel, dove tutto viene ricondotto a un sistema unitario e che espelle – volontariamente – l’Altro e l’Alterita, nella loro unicità,  imprigionandoli nell’altro-da-me.

    Paolo Amodio è professore ordinario di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”, dove peraltro ricopre anche l’insegnamento di Etica e Religione. La sua più che ventennale attività di ricerca, come testimoniano i suoi numerosi lavori, si è concentrata su diversi filoni: il pensiero filosofico ed etico-politico nella Napoli del Settecento nei suoi rapporti con il mondo intellettuale europeo; la storia del libertinismo, esplorata fondamentalmente nelle sue implicazioni antropologico-filosofiche; le conseguenze etico-politiche determinate dall’evento Auschwitz sulla filosofia del secondo Novecento; il nuovo pensiero ebraico nei suoi rapporti con la tradizione e le nuove prospettive etico-filosofiche; l’antropologia filosofica tra etica, scienza e filosofia; la bioetica, come questione epistemologica. 
    Ha fondato e dirige la rivista «S&F_scienzaefilosofia.it» Dirige le Collane “Cultura filosofica e Scienze Umane”, “Perimetri. Collana di strumenti per le scienze umane e sociali”.
     Ricopre molte incarichi all’interno di organizzazioni culturali , infatti, è  membro: 
    del Comitato di redazione della rivista «Logos»; del Consiglio Direttivo della rivista «Archivio di storia della cultura»; del Comitato Scientifico della collana “Postumani”, Editore Mimesis, Milano;del Comitato Scientifico della collana “Filosofia/Scienza”, Editore Mimesis, Milano; del C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica – Università degli Studi di Napoli Federico II, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. S. Tommaso, Seconda Università degli Studi di Napoli; del C.E.S.A. (Comitato etico-scientifico per la sperimentazione animale) dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II
    Nel 2006 ha ottenuto la menzione speciale della Giuria del Premio Internazionale “Salvatore Valitutti” per il volume: Luoghi del bonheur. Elementi per un’antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi, Napoli, Giannini Editore, 2005
    Autore di oltre 60 pubblicazioni tra monografie e saggi.
    Introduce: Carmela D’Aronzo – Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, Coordina:  Francesca Russo Docente di Storia e Filosofia  I.I. S. AM “de Liguori” Sant’Agata de’ Goti.

    FONTE: Ottopagine