Sognare è come respirare. Una esigenza del corpo, ma anche un l’unico modo per sentirsi vivi e guardare al futuro. Benevento accoglie Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, per l’undicesimo incontro del nono Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, guidata dalla presidente Carmela D’Aronzo.
Il professore ha tenuto una lectio magistralis sul tema: “Lezioni di sogni”. “Il problema – ha detto – è c’è chi ha abdicato i sogni in nome della comodità”. Una condizione che si scontra con le emozioni e la possibilità di lasciarsi coinvolgere dalla passione per un progetto di vita.
E all’interno di questo ragionamento bisogna sostenere le nuove generazioni e la loro capacità di sognare. “I ragazzi non devono mai smettere di sognare – ha sottolineato – devo prendersi la vita senza aspettare”. Crepet, infine, è ritornato anche sull’argomento scuola. “L’istruzione è morta – ha concluso -, ma nessuno se ne è accorto”.
Non sognare è impossibile, è come non respirare. Senza sogni non si può vivere e chi lo fa è un disgraziato”. Diretto come sempre Paolo Crepet a margine dell’undicesimo appuntamento del nono Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo. Lo psichiatra ha tenuto una lezione ai giovani studenti di Benevento che hanno affollato il Teatro San Marco sul tema del suo ultimo libro “Lezioni di sogni”. “In tanti hanno abdicato ai sogni – incalza – c’è da chiedersi il perchè. Il più delle volte è per comodità” aggiunge prima di rivolgersi ai ragazzi “I giovani devono tornare a sognare, non devono aspettare che noi glielo insegniamo, sono loro che devono prendersi la vita”.
Quindi un avvertimento ai genitori “Noi adulti non possiamo essere i camerieri dei nostri figli”. Riprende gli spunti che emergono tra le pagine del suo lavoro per quella che Papa Francesco ha chiamato “catastrofe educativa”. “Molti adulti si sentono sperduti, impreparati, quasi impotenti di fronte alle nuove generazioni e i giovani si trovano senza punti di riferimento sicuri. In un mondo che cambia con rapidità, è più che mai necessario ripensare il difficile compito di educare”.
Ancora più tranchant sulla scuola. “E’ morta – dice – è stato anche celebrato il funerale e nessuno ci è andato, invece era importante”. E poi prosegue “Senza polemiche una scuola che promuove il 99% degli studenti non ha senso” e cita il caso del Liceo Manzoni di Milano “Circa 60 studenti sono andati via perché era troppo difficile… ma davvero? Ma stiamo scherzando?” conclude prima di concedersi completamente ai ragazzi.
Una chiacchierata senza schemi, ricca di esperienze e spunti sulla prova più difficile, quella del vivere. Per il Festival Filosofico, infine, l’annuncio di un altro interessante incontro. In città il cantautore Tommaso Paradiso, ex frontman dei Thegiornalisti. L’incontro si terrà martedì 9 maggio sul tema ‘Viaggio intorno a musica, filosofia e libertà di pensiero’.
In concomitanza della Lectio Magistralis del Prof. Maurizio Ferraris è intervenuto il prof. Giovanni Fiengo, docente dell’Università degli Studi del Sannio e CEO di Kineton Srl
Ultime battute per il Festival filosofico del Sannio. Questo pomeriggio, per il decimo appuntamento proposto dalla nona edizione della kermesse filosofica, Maurizio Ferraris svolgerà la lectio magistralis, on line, sul tema «L’uomo nasce libero ed è dovunque in catene?». Un interrogativo che sarà sviluppato nel corso della relazione che partirà dall’assioma della libertà dell’uomo al momento della nascita. Il punto di partenza sul tema della libertà è comune a tutti i relatori che si sono alternati negli appuntamenti proposti dal Festival e tutti, spiegando le diverse angolazioni del loro pensare, hanno concluso che a questa libertà iniziale dell’uomo vengono posti diversi condizionamenti e limiti dalla società in cui viviamo, dalle leggi, dalla religione. Insomma, il tema della libertà, particolarmente sentito dall’uomo contemporaneo, è in continua lotta non solo per la sopravvivenza della libertà da un punto di vista politico, come dimostra la guerra in atto, ma anche contro una struttura di convinzioni e di comportamenti che limita fortemente questa libertà ricevuta al momento della nascita. «Rousseau si chiese come sia successo che l’uomo nasce libero ed è dovunque in catene – riflette Carmela D’Aronzo presidente dell’associazione culturale “Stregati da Sophia” che annualmente organizza il Festival filosofico con la collaborazione dell’Università del Sannio – Ciò che impensierisce di più della scorrettezza dell’analisi è l’assurdità del punto di partenza. Se constatiamo che dovunque l’uomo è in catene, che cosa ci autorizza a sostenere che nasce libero?». Una volta partiti da questo concetto è opportuno chiedersi se queste catene sono accettate dall’uomo oppure se si oppone a questi limiti. Maurizio Ferraris, docente di Filosofia teoretica presso l’Università di Torino, cercherà di spiegare non solo il concetto di libertà e di «catene», ma soprattutto il rapporto che c’è tra i due estremi tra i quali si dibatte la vita dell’uomo. Un’analisi approfondita che cercherà di dimostrare se l’uomo accetta il condizionamento «da catena» ed il suo adattamento (un esempio su tutte, la catena di montaggio che persiste nelle fabbriche) ed il rifiuto di chi intende affermare la propria individualità nel lavoro, nel comportamento, nel vivere, aspetto questo che cozza molto spesso con il pensare sociale e con lo schema di vita proposto, e riconosciuto, dalla realtà odierna. La lectio magistralis di Ferraris sarà introdotta dalla presidente dell’associazione culturale «Stregati da Sophia» con gli interventi del rettore dell’UniSannio Gerardo Canfora e di Giovanni Fiengo fondatore della società «Kineton». Il concorso «Io filosofa, io filosofo» promosso ed organizzato da «Stregati da Sophia» quest’anno si svolgerà il 20 aprile nella sede dell’UniSannio di via Delle Puglie (aula magna). Gli studenti che hanno seguito le lectio magistralis proposte dalla kermesse culturale dovranno svolgere un elaborato sul tema della libertà con riferimento ad una delle tematiche sviluppate dai relatori. La commissione del concorso, dopo aver valutato tutti gli elaborati presentati, assegnerà le borse di studio messe a disposizione dall’ateneo sannita, dalla famiglia Cocca in memoria del professor Diodoro, dall’Ance di Benevento, dalle società «Offtec progetti», da «Tyche digital pechology» e dalla stessa «Stregati da Sophia». La premiazione dei vincitori si svolgerà venerdì 12 maggio al Teatro Romano di Benevento con la partecipazione del Conservatorio «Sala» e del Balletto di Benevento.
Successo al Teatro San Marco di Benevento in occasione di una nuova tappa del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. La lectio Magistralis, per questo nono appuntamento, è stata affidata al Procuratore Gherardo Colombo che ha relazionato sul tema: “La sola colpa di essere nati”. Nell’intervista rilasciata a TV7, Colombo parla inizialmente del suo rapporto con Liliana Segre e del 1938 quando furono emanate le leggi razziali, che impedirono alla Senatrice a vita di tornare in classe: alunni e insegnanti di «razza ebraica» furono espulsi dalle scuole statali, e di lì a poco gli ebrei vengono licenziati dalle amministrazioni pubbliche e dalle banche, non possono sposare «ariani», possedere aziende, scrivere sui giornali e subiscono molte altre odiose limitazioni. È l’inizio della più terribile delle tragedie che culminerà nei campi di sterminio e nelle camere a gas. In questo dialogo, Liliana Segre e Gherardo Colombo ripercorrono quei drammatici momenti personali e collettivi, si interrogano sulla profonda differenza che intercorre tra giustizia e legalità e sottolineano la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle ingiustizie, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più. Sentiamo l’intervista realizzata da Alfredo Salzano al Procuratore Gherardo Colombo
Nel pomeriggio di martedì 28 Marzo, continuando negli incontri programmati per il nono Festival Filosofico del Sannio intorno al tema della Libertà, organizzato dall’Associazione Culturale “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo, negli spazi del Cinema San Marco di Benevento, Gherardo Colombo ha tenuto la sua lectio magistralis intorno al tema : “ La colpa di essere nati”, argomento che ricalca il titolo del suo ultimo libro scritto in collaborazione con la senatrice Liliana Segre.
Gli interventi dell’ex magistrato sono stati coordinati dal giornalista Mario Valentino e preceduti dal saluto del Sindaco Clemente Mastella che, riconoscendo la valenza professionale ed umana del Colombo, ricorda che lo stesso sarà nuovamente ospite di Benevento in occasione di una cerimonia di gemellaggio con un paese francese dal nome Bénévent-l’Abbaye, centro fondato intorno all’anno Mille da profughi beneventani.
Dopo i saluti all’importante ospite, Carmela D’Aronzo ha ricordato la rilevante figura della senatrice Liliana Segre, coautrice del libro, donna che con coraggio, continua a testimoniare le brutalità e le crudeltà di cui è stato vittima il popolo ebraico e lei stessa, sopravvissuta ad Auschwitz, ma ancora alla ricerca del senso più profondo del concetto di libertà, dove quest’ultima acquista significato solo se si continua a testimoniare quanto è accaduto, affinchè vicende tanto tragiche non diventino solo racconti lontani e sbiaditi di cui si perde memoria e traccia e l’indifferenza non avvalori la sottomissione.
Nel libro “La colpa di essere nati”, i due autori ripercorrono,oltre alle vicende personali e politiche degli anni tra il 1935 ed il 1938, con l’emanazione delle leggi razziali e ovviamente quella personale della Segre che, ancora bambina, ha conosciuto la discriminazione per ragioni etniche, religiose e linguistiche, anche gli anni della prigionia in Italia, dopo un tentativo di fuga in Svizzera e la deportazione ad Auschwitz su un carro bestiame.
Con il libro gli autori vogliono interrogarsi sulla profonda differenza che c’è tra giustizia e legalità. Essi mettono in risalto la necessità dell’affermarsi della giustizia stessa come unico strumento contro il ripetersi di vicende che videro, un mondo di normalità stravolgersi per diventare un palcoscenico di brutalità e violenza, il buio di un tempo che videro una bimba di otto anni divenire, improvvisamente, “invisibile” agli occhi del mondo e di quanti, fino ad allora, l’avevano frequentata e fatta partecipe delle loro vite, con la sola colpa di “essere nata”, quasi che non esistesse più.
D’Aronzo legge, in merito alla Segre, una missiva che la stessa, impossibilitata ad essere presente, ha inviato a tutti i partecipanti all’evento e nella quale ribadisce l’importanza di negare ogni indifferenza di fronte a vicende tanto gravi come quelle da lei vissute, negare che possano giustificarsi discriminazioni , che vi siano alcuni primi ed altri secondi, ma soprattutto ricordare che : “Non abbiamo bisogno di eroi, serve tenere sempre viva la capacità di vergognarsi per il “male altrui”, di non voltarsi dall’altra parte, di non accettare le ingiustizie, di non assistere passivamente al bullismo, di non dire mai “non mi riguarda”.
Ella, scrive ancora, vuole concludere la sua vita mettendo, come si fa nei cimiteri ebraici, una pietra che rappresenta la voglia di ricordare, perché nessuno dimentichi.
Prende poi la parola Gherardo Colombo che, alla domanda del Valentino che gli ha chiesto da quando conosceva la Segre e soprattutto da quando si è interessato della Shoah, egli ha risposto di conoscere la Segre da circa quattro anni, soprattutto però da quando ha cominciato a testimoniare la sua esperienza da sopravvissuta, ma della Shoah egli si è interessato negli anni ’60, fin dal processo ad Adolf Eichmann a Gerusalemme, un SS responsabile dell’omicidio di milioni di ebrei.
Egli ricorda anche che la Segre gli ha chiesto, prima di raccontare la sua storia sotto forma di dialogo tra i due, di vedere il film “Il giardino dei Finzi Contini”, in modo da comprendere come la condizione degli ebrei sia cambiata radicalmente con le leggi razziali, da normalissima a terrificante e di come, quasi in modo naturale, gli ebrei fossero emarginati da un momento all’altro.
Colombo racconta di come solo il papà della Segre era contrario al Fascismo, tutti gli altri l’accettavano quasi come normale, come accadeva a tutti gli ebrei di Milano, eppure l’antiebraismo probabilmente covava sotto la cenere, le leggi razziali consentirono poi a quel sentimento di prendere piede. Alla domanda in merito da dove nascesse quel pregiudizio antiebraico, Colombo risponde che l’odio verso gli ebrei era celebrato anche nelle chiese cattoliche, specie nei riti pasquali, in memoria della morte di Cristo per mano ebraica.
Egli ricorda anche che per fare una guerra, vedi la Germania del tempo, bisogna costruire un nemico, anche per dare a se stessi tutti i meriti, con la propaganda, che celebra le negatività dell’altro; la verità era che gli ebrei erano più bravi di altri, specie in economia, è la stessa propaganda di oggi contro gli immigrati. Liliana Segre ha scelto la libertà di scendere in campo per raccontare le verità tragiche che erano ignorate, donna di coraggio che ha infranto ogni indifferenza anche sostenuta dalla nostra Costituzione, amata da entrambi gli autori e regola di convivenza che, se rispettata, consentirebbe di vivere meglio.
Dopo aver ribadito l’importanza delle regole in ogni ambito della nostra vita, egli ricorda che esse sono informazione, come la libertà è una scelta regolata dalle stesse norme e, in merito, cita gli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione, fondamento di ogni democrazia.
Lezione di civiltà e amore del prossimo nelle parole di Colombo, insegnamento di convivenza e rifiuto di ogni sopraffazione, esaltazione del dettato costituzionale e del suo messaggio di giustizia e libertà, momento di crescita collettiva e democratica di cui gli siamo grati.
Venerdi 24 Marzo 2023, alle ore 15,00, si terrà on line l’ottavo appuntamento del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
La lectio Magistralis sarà affidata al Prof. Telmo Pievani che relazionerà sul tema: “Contro la libertà egoista “
Se il nostro corpo improvvisamente e inaspettatamente diventa una possibile arma biologica che può minare la salute di chi ci sta vicino, possiamo ancora pensare di essere liberi di muoverci e di comportarci come vogliamo? Naturalmente no. Se infettando il mio prossimo io lo obbligo, per esempio, a due settimane di quarantena, sto esercitando la mia libertà a scapito della libertà altrui, il che va contro un principio etico corroborato, e cioè che la libertà di ciascuno trova un limite nel rispetto della libertà altrui. Tale principio si basa anche su un argomento di reciprocità: se io non rispetto le libertà degli altri, gli altri saranno autorizzati a non rispettare la mia. In altre parole, la libertà senza responsabilità sociale non è libertà, ma arbitrio.
Telmo Pievani è professore di Filosofia delle scienze biologiche presso l’Università di Padova. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche nei campi della biologia evoluzionistica, dell’evoluzione umana, della filosofia della biologia e della filosofia della scienza. Collabora con “Il Corriere della Sera”, “Le Scienze” e “Micromega”. Tra i suoi libri: La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto (Milano 2011); La fine del mondo (Torino 2012); Homo sapiens. Il cammino dell’umanità (Novara 2013); Anatomia di una rivoluzione. La logica della scoperta scientifica di Darwin (Milano 2013); Evoluti e abbandonati (Torino 2014); Come saremo (con L. De Biase, Torino 2016); Libertà di migrare. Perché ci spostiamo da sempre ed è bene così (con V. Calzolaio, Torino 2016); Homo Sapiens e altre catastrofi. Per un’archeologia della globalizzazione (Milano 2018); Imperfezione. Una storia naturale (Milano 2019); E avvertirono il cielo. La nascita della cultura (con C. Sini, Milano 2020).
Introduce:prof.ssa Carmela D’Aronzo–
Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia
Coordina: Prof. Filippo de Rossi
Docente di Fisica Tecnica Ambientale
Università Federico II –Napoli, già Rettore dell’Università degli studi del Sannio .
La lectio magistralis sara’ affidata a Telmo Pievani che relazionera’ sul tema: “Contro la liberta’ egoista”
Venerdì prossimo, 24 marzo, alle 15,00, si terrà on-line l’ottavo appuntamento del IX Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. La lectio magistralis sarà affidata a Telmo Pievani che relazionerà sul tema: “Contro la libertà egoista”. Ad introdurre sarà Carmela D’Aronzo, presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, mentre a coordinare i lavori sarà Filippo de Rossi, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università Federico II di Napoli, già rettore dell’Università degli Studi del Sannio. “Se il nostro corpo improvvisamente e inaspettatamente – si legge nella nota inviata alla Stampa – diventa una possibile arma biologica che può minare la salute di chi ci sta vicino, possiamo ancora pensare di essere liberi di muoverci e di comportarci come vogliamo? Naturalmente no. Se infettando il mio prossimo io lo obbligo, per esempio, a due settimane di quarantena, sto esercitando la mia libertà a scapito della libertà altrui, il che va contro un principio etico corroborato, e cioè che la libertà di ciascuno trova un limite nel rispetto della libertà altrui. Tale principio si basa anche su un argomento di reciprocità: se io non rispetto le libertà degli altri, gli altri saranno autorizzati a non rispettare la mia. In altre parole, la libertà senza responsabilità sociale non è libertà, ma arbitrio”. Telmo Pievani è professore di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova. E’ autore di diverse pubblicazioni scientifiche nei campi della biologia evoluzionistica, dell’evoluzione umana, della filosofia della biologia e della filosofia della scienza. Collabora con “Il Corriere della Sera”, “Le Scienze” e “Micromega”. Tra i suoi libri: “La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto” (Milano 2011); “La fine del mondo” (Torino 2012); “Homo sapiens. Il cammino dell’umanità” (Novara 2013); “Anatomia di una rivoluzione. La logica della scoperta scientifica di Darwin” (Milano 2013); “Evoluti e abbandonati” (Torino 2014); “Come saremo” (con De Biase, Torino 2016); “Libertà di migrare. Perché ci spostiamo da sempre ed è bene così” (con Calzolaio, Torino 2016); “Homo Sapiens e altre catastrofi. Per un’archeologia della globalizzazione” (Milano 2018); “Imperfezione. Una storia naturale” (Milano 2019); “E avvertirono il cielo. La nascita della cultura” (con Sini, Milano 2020).