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  • Ballando tra i numeri di Pitagora e gli atomi di Democrito

    Ballando tra i numeri di Pitagora e gli atomi di Democrito

    Sullo sfondo del palcoscenico campeggiano queste parole: “La conoscenza rende liberi”. Il fulcro della filosofia sta in queste due domande: “Da dove veniamo? Qual è l’origine del mondo? Il lungo cammino comincia con l’acqua di Talete, passa per il fuoco di Eraclito e arriva a Socrate, per il quale “il vero sapiente è colui che sa non di sapere”. Il pensiero si dipana per il “Mito della Caverna” di Platone, per l’Umanesimo, l’Illuminismo, l’era della Tecnica e l’attualissima Intelligenza Artificiale.

    Per spiegare tutto con semplicità, il Festival Filosofico del Sannio ha abbinato Filosofia e Danza, ideando un  suggestivo spettacolo , intitolato “Nous. Viaggio nella Conoscenza”, che è andato in scena al Teatro Comunale di Benevento. La cavalcata tra filosofi e pensatori è stata raccontata da Linda Ocone e Maurizio Tomaciello. I concetti più belli e complicati sono stati interpretati e “illustrati” da 90 ballerini, coi loro corpi sinuosi ed i loro slanci morbidi e vibranti. Come onde colorate, spighe di grano, seminatrici di luce.

    La coreografia è stata curata dal Centro Studi di Carmen Castiello e dalla Compagnia di Balletto di Benevento, mentre i testi sono stati scritti da Lidia Palumbo e da Carmela D’Aronzo, presidente di “Stregati da Sophia”, organizzatrice del festival. Lo spettacolo è stato il frutto della collaborazione tra varie scuole di danza, da quella di Ornella Mirra a quella di Carmen Pepe e Ramona Iuliano a quella di Rachele Iavarone. I balletti sono stati preparati anche da Sara Scuderi, Maria Chiara Tedesco e Alessandro Amoroso.

    I danzatori si sono districati con scioltezza tra i numeri di Pitagora e gli atomi di Democrito, dal “Tutto scorre” di Eraclito al “Conosci te stesso” di Socrate. Quando è arrivato il momento dell’Intelligenza Artificiale sono stati accompagnati dalla canzone “Storia del mio corpo” di Michele Bravi. Mentre i narratori hanno proposto questa domanda: “Una macchina può sostituire l’uomo?”. “Con questo viaggio -ha concluso D’Aronzo- abbiamo voluto ribadire che conoscenza vuol dire libertà”.

    FONTE: Lavocesannita

  • Novanta allievi di varie scuole di Danza del territorio insieme per portare in scena al Teatro Comunale lo spettacolo “Nous. Viaggio nella Conoscenza”

    Novanta allievi di varie scuole di Danza del territorio insieme per portare in scena al Teatro Comunale lo spettacolo “Nous. Viaggio nella Conoscenza”

    Un evento, nell’ambito del Festival Filosofico del Sannio voluto dal presidente Carmela D’Aronzo, destinato non necessariamente al pubblico degli studenti e dunque “potenzialmente a rischio” presenze, ha visto invece il Teatro Comunale anche questo pomeriggio riempito fino nei sui palchetti più alti.
    In scena è andato lo spettacolo di filosofia e danza dal titolo: “Nous. Viaggio nella Conoscenza”.
    I testi sono stati curati da Lidia Palumbo e Carmela D’Aronzo; le coreografie del Centro Studi di Carmen Castiello e della Compagnia Balletto di Benevento in collaborazione con: Sara Scuderi e Maria Chiara Tedesco, Alessandro Amoroso, Progetto Danza, diretto da Ornella Mirra, Studio Danza 94, diretta da Carmen Pepe e Ramona Iuliano, Un tempo per Ballare, diretta da Rachele Iavarone.
    La regia è stata di Linda Ocone che ha anche condotto, in pratica, l’intera rappresentazione anticipandone i vari momenti con letture curate dalla stessa Ocone e da Maurizio Tomaciello.
    Prima che lo spettacolo avesse inizio ed a cui hanno partecipato una novantina di allievi di varie scuole di danza, ne abbiamo parlato con Carmen Castiello, infaticabile direttore della scuola che porta il suo nome ed animatrice ed ideatrice dei tanti spettacoli che offre alla città nel corso dell’anno.
    Si rinnova la tradizione della partecipazione di Carmen Castiello e dunque della Danza, anche nel cartellone del Festival Filosofico del Sannio giunto alla XI edizione e che tratta il tema della “Conoscenza” nel quale la Danza parimenti si insinua…
    Assolutamente sì, ci ha risposto Castiello.
    E’ un viaggio verio e proprio nella conoscenza attraverso il corpo e quindi un percorso molto affascinante. anche verso la libertà, che è anche manifestata da questa bella relazione che adesso abbiamo intrapreso con delle maestre di danza ospiti (e qui il volto di Castiello si è fatto ancora più raggiante visto che aveva sempre auspicato una collaborazione tra le scuole di danza del territorio ndr).
    Abbiamo Carmen Pepe, Simona Iuliano, per Studio 94 di San Giorgio del Sannio; Un tempo per ballare diretta da Rachele Iavarone; Spazio Danza, diretta da Ornella Mirra e poi c’è la mia Compagnia Balletto di Benevento.
    Carmela D’Aronzo, ha proseguito Castiello, ci ha dato delle direttive per questo viaggio nel mondo della conoscenza e ciascuna di noi ha portato avanti una coreografia su un argomento.
    Tutto sostenuto dalle parole del copione scritto sia da D’Aronzo che da Lidia Palumbo e la regia di Linda Ocone.
    Abbiamo messo in scena un viaggio vero e proprio dove sicuramente il pubblico potrà immedesimarsi e noi speriamo di riuscire ad emozionarlo questo pubblico.
    La cosa importante, quando si fa qualcosa, è essere sinceri e non fingere ed entrare così veramente nella parte di uno spettacolo fatto da giovani danzatori, una novantina, che vanno dai 14 ai 18 anni, appartenenti alle varie scuole di danza.
    Noi speriamo che questo sia l’inizio di una collaborazione perché la libertà c’è dove ognuno di noi è poi messo in grado di esprimersi e di guardare oltre se stesso e di non fare sempre il protagonista di ogni cosa.
    Stiamo insieme nell’intento di aiutare i ragazzi a crescere bene. Questo è l’obiettivo che abbiamo.
    E dunque, abbiamo detto noi, depone bene questo obiettivo per avere anche una rappresentanza sostenuta di quella che è la danza a Benevento.
    Sì, proprio così, ci ha risposto Castiello.
    Lei è contenta di tutto ciò, abbia chiesto ancora alla coreografa?
    Io sì, sono molto felice, ci ha risposto emozionata, perché non c’è cosa più bella che riuscire a raggiungere questa libertà di aprirsi agli altri.
    Questo appare essere un tabù nella nostra cottà ed invece non deve essere così.
    Stando insieme mi sono sentita molto emozionata ed è bello e sono felice di ciò.
    Sin qui la coreografa Castiello.
    Carmela D’Aronzo, reduce dal grande successo dell’incontro dell’altro giorno con Matteo Garrone che con il suo “Io Capitano”, messo in onda su Rai1, ha peraltro vinto la guerra dell’auditel della prima serata, ci parla di questo ritorno nella danza anche quest’anno nel suo ampio e variegato cartellone che si muove sviluppando ed analizzando il tema della “Conoscenza”.
    Si ci ha risposto, D’Aronzo, è una tradizione quella della danza al Festival Filosofico e stiamo realizzando questo percorso sulla conoscenza attraverso vari momenti. Quello con Matteo Garrone è stato bellissimo ed emozionante.
    Cerchiamo null’altro che regalare emozioni, momenti di partecipazione su di un argomento che a volte viene messo da parte dando per scontato il fatto che… io conosco.
    Invece la conoscenza abbraccia tutt’altro e stiamo cercando di sottolineare e cercare di capire che la conoscenza non è rivolta solo a ciò che mi è utile ma è andare oltre, mettere da parte i nostri pregiudizi, le nostre riflessioni ed andare a cercare il vero significato. Solo così riusciremo a guardare la realtà con occhi veri ed anche ad entrare in un maggior contatto con gli altri e con il mondo.
    Stiamo utilizzando, dunque, tutti linguaggi che possono aiutarci a far comprendere questo messaggio.
    Oggi abbiamo il linguaggio della danza.
    La filosofia e la danza, pur seguendo percorsi diversi, sono complementari in quanto la filosofia utilizza il pensiero mentre la danza, il linguaggio del corpo, ed entrambi esprimono concetti filosofici
    Quindi la danza è un mezzo attraverso il quale vogliamo comunicare come la conoscenza sia importante, come sia necessaria e come sia faticosa.
    Questo è un viaggio che, partendo dal VI secolo avanti Cristo, giunge fino ad oggi con l’Intelligenza Artificiale, una nuova forma di conoscenza.
    Dimostriamo ai ragazzi ed a tutti noi, come questo percorso sia stato lungo, faticoso, affinché la conoscenza potesse acquisire la propria libertà ed indipendenza. Non è facile.
    Molti studiosi si sono immersi in queste questioni filosofiche partendo da una semplice domanda: Dove veniamo?
    E’ da lì che è partito tutto. Però Socrate è stato colui che ha messo l’accento sull’uomo. Prima l’uomo deve conoscere se stesso perché il vero sapere proviene proprio da noi stessi e qui allora abbiamo puntato l’attenzione sul conosci te stesso di Socrate il quale afferma che l’unico bene che l’uomo ha è la conoscenza e che l’unico male è l’ignoranza.
    Poi l’altro punto che abbiamo voluto sottolineare è la caverna di Platone.
    Essa è una metafora sulla conoscenza, sulla pochezza umana di cui l’uomo si è poi liberato attraverso la luce della conoscenza. Erano quelle catene che lo tenevano chiuso nella ipocrisia, nelle falsità, nei pregiudizi.
    Il percorso è lungo, ha concluso D’Aronzo, ma abbiamo utilizzato solo alcune tappe significative.
    Ora stiamo lavorando sulla Intelligenza Artificiale per cercare di dare risposte ai dubbi ed alle incertezze dei ragazzi.

    FONTE: Gazzetta di Benevento

  • I ragazzi di “Io Capitano” e il sogno di un mondo più giusto

    I ragazzi di “Io Capitano” e il sogno di un mondo più giusto

    “Il cinema racchiude tante forme d’arte. E’ vergognoso che non sia insegnato nelle scuole. Col cinema si può fare filosofia, storia, musica. La mia formazione è pittorica. Ho cominciato da autodidatta con i cortometraggi. Il mio percorso va avanti da 30 anni. Quando ero giovane c’era la magia dell’andare a cinema. Oggi con le piattaforme è diverso, è visto come una sorta di Fast Food. Il cinema, che abbraccia tanti mestieri, vi dà un’esperienza, un’emozione, una visione più ampia del mondo”.

    Su questo binario si sviluppa il dialogo di Matteo Garrone con gli studenti delle Scuole Superiori del Sannio, nel Teatro Comunale di Benevento, per il sesto appuntamento del Festival Filosofico, promosso dall’Associazione Culturale “Stregati da Sophia”. Il regista romano, vincitore di tanti premi, racconta i retroscena di due suoi film di grande successo, “Pinocchio” e “Io Capitano”, attraverso alcune clip relative al montaggio, alla costruzione delle scene, ai costumi. Un vero e proprio lavoro artigianale.

    Il cuore dell’incontro è la storia di “Io Capitano”, l’ultimo lavoro di Garrone, candidato, tra l’altro, al Premio Oscar. “In questo film -spiega il regista- racconto l’odissea di un ragazzo che cerca di superare le difficoltà per raggiungere i suoi obiettivi e realizzare il suo sogno. Sente una profonda ingiustizia nel vedere che i suoi coetanei vanno in vacanza. Quando vengono nei nostri paesi non sanno cosa c’è dietro le luci. Sono giovani e si sentono invincibili. Negli ultimi dieci anni sono morte per mare 30 mila persone”.

    Il protagonista della vicenda è un ragazzo di 16 anni, di nome Seydou, che si ritrova a guidare una barca con 250 migranti a bordo, con grande coraggio. Riesce a portare tutti in salvo e quando approda in Sicilia, urla: “Ce l’ho fatta, sono io il Capitano!”. “Noi, purtroppo, viviamo -osserva Garrone- in un paese in cui c’è una grande ipocrisia. Questi ragazzi non hanno nulla. Invece di applaudirli come eroi, vengono arrestati come trafficanti di essere umani. Sapendo che quelli veri stanno in Libia”.

    L’argomento è di scottante attualità. Chiama in causa gli interessi economici dell’Europa e dell’Italia. Quale impatto ha avuto il film? “Non pensavamo -fa notare il regista- che le cose sarebbero cambiate, perché sappiamo che la politica conosce bene la situazione e pensa ai propri consensi. Comunque il film ha aiutato tanti a capire, a sensibilizzarsi. L’ho portato anche in Senegal, nei luoghi dove abbiamo girato e dove vivono il sogno legittimo di poter partire per un viaggio spesso illusorio”.

    Con Garrone hanno interloquito Adriano Monti Buzzetti, redattore capo cultura del Tg 2, e gli studenti con tante domande. Mentre Carmela D’Aronzo, presidente di “Stregati da Sophia”, gli ha consegnato una targa ricordo, evidenziando le sue qualità di “regista che fa il suo mestiere con amore e passione”. “Bisogna dare ai ragazzi dell’Africa -conclude Garrone- la possibilità di formarsi nei loro paesi. Gli abitanti di quel continente sono per il 70 per cento giovani. Mentre l’Italia è seconda al mondo per popolazione anziana”.

    FONTE: Lavocesannita

  • Matteo Garrone, il regista di “Io capitano”, vincitore del Leone d’argento e nominato per gli Oscar e’ stato ospite del Festival Filosofico del Sannio

    Matteo Garrone, il regista di “Io capitano”, vincitore del Leone d’argento e nominato per gli Oscar e’ stato ospite del Festival Filosofico del Sannio

    Matteo Garrone (nella foto di apertura è con Carmela D’Aronzo), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano, è stato a Benevento, al Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele”, nell’ambito del sesto appuntamento della XI edizione del Festival Filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” presieduta da Carmela D’Aronzo.
    Il caso ha voluto che egli fosse qui ospite della nostra città proprio il giorno prima, cioè domani 26 marzo, in cui, in prima serata, Rai 1 mandasse in onda il suo ultimo film “Io capitano”, vincitore a Venezia del Leone d’argento per la Miglior Regia e del Premio Mastroianni al Miglior Attore emergente. E’ stato parimenti candidato all’Oscar come Miglior Film Internazionale ed ai Golden Globes ed al Davide di Donatello si è aggiudicato ben sette premi.
    Garrone, che sul palco ha colloquiato con Adriano Monti Buzzetti Colella (nella seconda foto in basso ed a seguire), redattore capo della redazione Cultura e spettacolo del Tg2 e presidente del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, è giunto puntuale intorno alle 14.00 a piazza Santa Sofia dove ad attenderlo, oltre noi, c’erano appunto D’Aronzo e Monti Buzzetti Colella.
    E’ venuto da solo, in macchina da Roma (al ritorno però ha dato un passaggio al giornalista che lo ha intervistato e che avrebbe dovuto attendere fino alle 21.00 per il treno del ritorno nella capitale) e pronto per sottoporsi, prima ancora che alla narrazione del suo tema: “Matteo Garrone racconta il dietro le quinte del suo cinema”, alle domande ed alle curiosità dei giovani delle scuole che hanno partecipato all’incontro di oggi, giovani sui quali egli, che ha peraltro un figlio di 16 anni, della stessa età, dunque, di quelli in sala, punta molto.
    Abbiamo colto l’occasione della sua “pausa pranzo”, per una chiacchierata sulla sua oramai lunga attività nel cinema ma anche per parlare dei giovani e della loro condizione in un mondo, qual è quello di oggi, oggettivamente non facile.
    La prima domanda che gli abbiamo rivolto, come spesso facciamo, è se fosse stata questa la prima volta di una sua venuta a Benevento…
    Ci ha sorriso, prima di risponderci, poi ha detto che è questa la seconda volta ma che la prima si perde nella notte dei tempi, circa quarant’anni fa, quando venne in tutt’altra veste, quella del tennista.
    Erano gli anni della piena gioventù, aveva 16 anni, ed ancora non emergeva, in maniera predominante, il Garrone cineasta.
    Qualcosa di impegnativo e che gli potesse dare anche soddisfazioni economiche, voleva però farlo e così pensò al Tennis.
    La cosa andò bene e giunse a Benevento per un Torneo importante, come erano all’epoca quelli che si disputavano nella nostra città, anche a “La Fagianella”, dove arrivò alla fase finale con un ottimo piazzamento, in semifinale.
    Prima di fare il regista ho fatto il pittore e prima ancora, come le dicevo, sognavo di diventare un tennista professionista.
    Fino ai 18, 19 anni coltivavo quel sogno.
    Era anche abbastanza in avanti e giocavo in serie B. Sono stato a giocare anche in America.
    Poi però per Garrone arriva la seduzione del cinema e vi entra da aiuto operatore ma la sua carriera è stata poi lastricata da continui successi grazie anche al suo film, trasposizione cinematografica di “Gomorra”, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes e di cinque European Film Awards.
    Se la definiscono come un regista del neorealismo, gli abbiamo detto attingendo al suo profilo pubblicato su vari testi, con cinepresa a mano… Qualche volta, ci ha subito corretto. “Io Capitano”, ad esempio, lo abbiamo girato tutto con lo steadicam così come “Pinocchio”…
    Non utilizza solo gli attori professionisti, abbiamo ripreso noi e lui di rimando…
    Anche su questo avrei qualcosa da ridire. Ho lavorato con Benigni che è premio Oscar, con Servillo e con tanti altri attori famosissimi.
    Diciamo che amo a volte avere anche la libertà di poter scegliere, e se vedo che c’è un volto che sia più congeniale al personaggio e che quell’attore lì non ha una grande esperienza per ragioni anche anagrafiche, è il caso di “Io capitano” dove i protagonisti avevano 17 anni, in quel caso, dicevo, mi avventuro ed amo anche dirigere attori che magari non hanno una esperienza accademica.
    Rispetto alla sua domanda relativa al neorealismo, ha continuato Garrone, esso vuol dire che è un nuovo modo di fare cinema che aveva un senso negli anni del Dopoguerra, quando venivamo dall’epoca dei “telefoni bianchi” e da un certo tipo di cinema che era tutto girato nei teatri di posa.
    Oggi non avrebbe ferre senso farlo.
    Neanche io eseguo un nuovo modo di fare cinema.
    Cerco di raccontare storie che mi sembra che possano essere in qualche modo sorprendenti per me e per lo spettatore.
    Posso dire però che i registi neoralisti sono tra i miei genitori artistici.
    Rossellini certamente è stato uno dei registi per me più importanti così come lo sono stati tanti altri.
    Abbiamo avuto la fortuna, noi registi italiani, di essere nati in un Paese in cui la cinematografia negli anni Cinquanta e Sessanta era la più importante al mondo e quelli sono i nostri riferimenti.
    Tra l’altro ho fatto anche la comparsa, per parlare dei miei trascorsi, nell’ultimo film di Fellini, “La voce della luna” (1990), con Roberto Benigni, e quindi sono stato per diverse settimane, quasi un mese, sul set ed ho avuto la fortuna di vedere Fellini dirigere dal vivo.
    Cosa racconterà ai nostri giovani, gli abbiamo ancora chiesto, che non vivono un’epoca felice, certamente più difficile della nostra…
    Ho avuto la fortuna, grazie al film e grazie al lavoro molto attento dei tanti insegnanti, di fare tantissimi incontri con gli studenti.
    Questo “Io capitano” è un film che parla direttamente ai ragazzi.
    I protagonisti sono praltro loro coetanei ed è un film di avventura. Dico che è difficile generalizzare perché ho avuto la fortuna di incontrare tanti ragazzi così differenti tra loro.
    Molti mi hanno fatto delle osservazioni intelligentissime ed hanno dimostrato una grande sensibilità ed in qualche modo posso dire che hanno qualcosa da insegnare a noi, più che noi insegnare a loro.
    Altri invece, è vero, vivono dei momenti più difficili non aiutati dai social e dai moderni mezzi della comunicazione.
    E’ evidentemente, la nostra, una società non facile e piena di ostacoli e quindi dove non è semplice cavarsela.
    Ho un figlio di 16 anni e sono fiducioso rispetto ad una parte di giovani che credo abbiano una grande carica vitale e di sensibilità ed hanno molto da insegnarci.
    Tra un po’ in Teatro, abbiamo concluso… Quest’oggi cercherò di mettermi a servizio di quello che vorranno sapere i ragazzi. Di solito faccio così e cerco di capire cosa potrebbe interessargli e provo a rispondergli nel modo migliore.
    Sin qui la nostra chiacchierata, nemmeno tanto breve, disturbata anche da una leggera pioggia che cominciava a scendere, ma che ci ha consentito di affrontare temi importanti con un grande regista del nostro cinema ed anche di raccogliere il giudizio del capo redattore del Tg2, Adriano Monti Buizzetti Colella che ha definito il Festival Filosofico di Benevento come una manifestazione importante e che oramai è diventata interdisciplinare con mondi che dialogano anche se sono apparentemente distanti tra loro.
    La filosofia che ci azzecca con il Cinema? E’ la domanda principe ma è ad esso collegata assieme ad altre discipline.
    Giunti in Teatro, la sala oramai colma, è stata Carmela D’Aronzo a dare il via alla intervista che Monti Buzzetti Colella ha rivolto a Garrone e poi a seguire e coordinare le domande degli stesi allievi delle scuole del territorio a cui si sono aggiunti anche quelli provenienti da Foggia.

    FONTE: Gazzetta di Benevento

  • Il regista Matteo Garrone a Benevento, tra arte e conoscenza

    Il regista Matteo Garrone a Benevento, tra arte e conoscenza

    Questo pomeriggio, al Festival Filosofico del Sannio a Benevento, il regista Matteo Garrone ha offerto un approfondito intervento sul rapporto tra conoscenza e cinema, con una relazione intitolata “Matteo Garrone racconta il dietro le quinte del suo cinema”. Un’occasione unica per scoprire il processo creativo che anima il suo lavoro, esplorando non solo le scelte stilistiche e narrative, ma anche l’interconnessione tra il sapere filosofico e la visione cinematografica.

    Il pubblico presente ha avuto così l’opportunità di conoscere più da vicino l’universo cinematografico di Garrone. Un incontro che ha certamente arricchito il panorama culturale del Festival Filosofico del Sannio, dimostrando ancora una volta come il cinema possa essere uno strumento potente di conoscenza e di dialogo con il mondo.

    Nell’intervista rilasciata ai microfoni di BeneventoNews24.it, il regista si sofferma anche sulla sua creatura “Io capitano”, film che racconta il viaggio avventuroso di due giovani, Seydou e Moussa, che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa. Secondo Garrone il cinema può aiutare i giovani ad accrescere la loro sensibilità e ampliare i propri orizzonti.

    FONTE: Beneventonews24

  • Il regista Garrone ospite a Benevento: “L’arte è raccontare storie che sappiano sorprendere lo spettatore”

    Il regista Garrone ospite a Benevento: “L’arte è raccontare storie che sappiano sorprendere lo spettatore”

    L’arte non è necessariamente legata alla conoscenza, e il cinema è una forma d’arte.” Con questa riflessione, che sembra quasi in contrasto con il tema del Festival Filosofico del Sannio, il regista, sceneggiatore e produttore Matteo Garrone ha aperto il sesto appuntamento della rassegna culturale organizzata dall’associazione Stregati da Sophia.

    Pur sostenendo questa visione, Garrone ha riconosciuto che nei film esiste una dimensione filosofica legata alla conoscenza, che emerge attraverso le storie raccontate e il modo in cui il cinema permette di esplorare la realtà da prospettive sempre nuove.

    Tuttavia, il suo stile resta profondamente ancorato a un forte impatto visivo: “Quando ti trovi davanti a un quadro non ti poni il problema della conoscenza, quello che ti dà l’emozione è la capacità di riuscire a raccontare delle storie con una visione che sorprende lo spettatore creando delle immagini che non ti aspetti”

    Sul palco del teatro Comunale il regista romano ha ripercorsi i suoi esordi da pittore e il passaggio al cinema, un percorso da autodidatta che l’ha portato, con il passare degli anni, ad essere uno dei nomi di spicco del cinema italiano e  internazionale

    Durante l’incontro, il regista ha condiviso aneddoti sul suo lavoro, mostrando backstage e spezzoni di film per coinvolgere il pubblico in un dialogo costruttivo e formativo. Ai giovani ha lanciato un messaggio chiaro: “fate qualsiasi cosa capace di accedere il fuoco della passione”

    È la storia che mi guida, non il luogo”, ha detto ai microfoni rispondendo a una domanda sulla possibilità di girare un film a Benevento. Tuttavia ha lasciato aperta la possibilità ad un progetto, magari legato ad uno dei simboli più evocativi del capoluogo sannita, le streghe.

    FONTE: Ntr24

  • “Matteo Garrone al festival Filosofico del Sannio ha raccontato il dietro le quinte del suo cinema”

    “Matteo Garrone al festival Filosofico del Sannio ha raccontato il dietro le quinte del suo cinema”

    l Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele di i Benevento” ha ospitato    il sesto appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.  Il rapporto tra conoscenza e cinema è stato affrontato da Matteo Garrone  con una relazione dal titolo : “Matteo Garrone racconta il dietro le quinte del suo cinema”

    FONTE: TVsette

  • Il regista Matteo Garrone al Festival Filosofico del Sannio

    Il regista Matteo Garrone al Festival Filosofico del Sannio

    Martedi 25 Marzo 2025   alle ore 15,00 si terrà  presso il teatro Comunale  di Benevento  il sesto appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica Stregati da  Sophia.

    Il rapporto tra conoscenza e cinema verrà affrontato da Matteo Garrone  con una re3lazione dal titolo : Matteo Garrone racconta il dietro le quinte del suo cinema   Matteo Garrone,  è registasceneggiatore e produttore cinematografico italiano, si è affermato nei primi anni duemila come uno dei più interessanti cineasti della nuova generazione. Nel suo intervento,  attraverso alcuni momenti dei Film di Pinocchio e IO Capitano, metterà in evidenza l’importanza del cinema come mezzo per rappresentare aspetti reali operando una conoscenza della vita con le sue sfumature e caratteristiche: Al cinema io cerco un’autenticità e una verità che spesso vengono confuse con un eccessivo realismoSullo schermo, una storia vera può diventare falsa e una storia inventata può diventare vera. Per me è fondamentale trovare una verità con l’attore. Sono disposto a creare un incontro tra la persona e il personaggio: scrivo un personaggio e poi, come un abito, lo faccio su misura per la persona che lo interpreterà

    Matteo Garrone nasce a Roma nel 1968. Nel 1998 realizza con la sua casa di produzione, Archimede, il primo lungometraggio, Terra di mezzo. Nel 1998 il suo secondo film, Ospiti e nel 2000 Estate romanaL’imbalsamatore ( 2002 ) riceve il David di Donatello per la migliore sceneggiatura e il migliore attore non protagonista e il Nastro d’Argento per il miglior montaggio. Nel 2005 è in concorso alla Berlinale con Primo Amore, premiato con l’Orso d’argento per la migliore colonna sonora. Nel 2008 firma Gomorra, che conquista il Grand Prix al Festival di Cannes; vince 5 Premi EFA tra cui Miglior Film e Miglior Regia, 7 David di Donatello e 2 Nastri d’Argento; viene candidato dall’Italia come Miglior Film Straniero agli Oscar ed entra nella cinquina dei Golden Globes oltre che ricevere la candidatura ai BAFTA ed ai César. Con Reality (2012) ottiene di nuovo il Grand Prix al Festival di Cannes, 3 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento; tornerà a Cannes anche nel 2015 con Il Racconto dei Racconti con cui vince 7 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento.Nel 2018 Dogman viene premiato con la Palma d’Oro per il Migliore Attore, vince 9 David di Donatello e 8 Nastri D’argento e viene candidato dall’Italia agli Oscar come Miglior Film Straniero. Nel 2019 porta in sala Pinocchio che si aggiudica 5 David di Donatello e 4 Nastri d’Argento oltre che due candidature agli Oscar per Miglior Trucco e Miglior Costume. Io Capitano, presentato all’80 Mostra del Cinema di Venezia, vincitore del Leone d’argento per la Miglior Regia e del Premio Mastroianni al Miglior Attore emergente. E’ stato nominato come Miglior Film Internazionale per gli Oscar e per i Golden Globes. Distribuito in tutto il mondo da Pathe Films.  

    Introduce prof.ssa Carmela D’Aronzo– Presidente Associazione culturale filosofica Stregati da Sophia

    Coordina: Monti Buzzetti Adriano Redattore capo della redazione Cultura e spettacolo del TG2 Presidente del  Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura           

    FONTE: Realtà Sannita

  • A Benevento Matteo Garrone e il dietro le quinte del suo cinema

    A Benevento Matteo Garrone e il dietro le quinte del suo cinema

    Martedì 25 marzo 2025 alle ore 15.00 si terrà presso il teatro Comunale di Benevento il sesto appuntamento dell’11° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. Il rapporto tra conoscenza e cinema verrà affrontato da Matteo Garrone con una re3lazione dal titolo: “Matteo Garrone racconta il dietro le quinte del suo cinema”.

    Matteo Garrone, è regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano, si è affermato nei primi anni duemila come uno dei più interessanti cineasti della nuova generazione. Nel suo intervento, attraverso alcuni momenti dei Film di Pinocchio e Io Capitano, metterà in evidenza l’importanza del cinema come mezzo per rappresentare aspetti reali operando una conoscenza della vita con le sue sfumature e caratteristiche: ”Al cinema io cerco un’autenticità e una verità che spesso vengono confuse con un eccessivo realismo. Sullo schermo, una storia vera può diventare falsa e una storia inventata può diventare vera. Per me è fondamentale trovare una verità con l’attore. Sono disposto a creare un incontro tra la persona e il personaggio: scrivo un personaggio e poi, come un abito, lo faccio su misura per la persona che lo interpreterà”.

    Matteo Garrone nasce a Roma nel 1968. Nel 1998 realizza con la sua casa di produzione, Archimede, il primo lungometraggio, Terra di mezzo. Nel 1998 il suo secondo film, Ospiti e nel 2000 Estate romana. L’imbalsamatore (2002) riceve il David di Donatello per la migliore sceneggiatura e il migliore attore non protagonista e il Nastro d’Argento per il miglior montaggio. Nel 2005 è in concorso alla Berlinale con Primo Amore, premiato con l’Orso d’argento per la migliore colonna sonora. Nel 2008 firma Gomorra, che conquista il Grand Prix al Festival di Cannes; vince 5 Premi EFA tra cui Miglior Film e Miglior Regia, 7 David di Donatello e 2 Nastri d’Argento; viene candidato dall’Italia come Miglior Film Straniero agli Oscar ed entra nella cinquina dei Golden Globes oltre che ricevere la candidatura ai BAFTA ed ai César.

    Con Reality (2012) ottiene di nuovo il Grand Prix al Festival di Cannes, 3 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento; tornerà a Cannes anche nel 2015 con Il Racconto dei Racconti con cui vince 7 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento. Nel 2018  Dogman viene premiato con la Palma d’Oro per il Migliore Attore, vince 9 David di Donatello e 8 Nastri D’argento e viene candidato dall’Italia agli Oscar come Miglior Film Straniero.

    Nel 2019 porta in sala Pinocchio che si aggiudica 5 David di Donatello e 4 Nastri d’Argento oltre che due candidature agli Oscar per Miglior Trucco e Miglior Costume. Io Capitano, presentato all’80 Mostra del Cinema di Venezia, vincitore del Leone d’argento per la Miglior Regia e del Premio Mastroianni al Miglior Attore emergente. E’ stato nominato come Miglior Film Internazionale per gli Oscar e per i Golden Globes. Distribuito in tutto il mondo da Pathe Films.

    Introduce prof.ssa Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. Coordina Adriano Monti Buzzetti, Redattore capo della redazione Cultura e spettacolo del TG2 e Presidente del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura.

    FONTE: Cronache del Sannio

  • Festival Filosofico, l’incontro con il regista Garrone si terrà al Teatro Comunale

    Festival Filosofico, l’incontro con il regista Garrone si terrà al Teatro Comunale

    L’Associazione Culturale Filosofica “Stregati da Sophia” comunica che l’incontro con il regista Matteo Garrone si terrà il 25 marzo alle ore 15:00 presso il Teatro Comunale Vittorio Emanuele e non più al Teatro San Marco. I posti prenotati saranno riservati anche presso il Teatro Comunale

    FONTE: Ntr24