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  • PRESENTATO IX FESTIVAL FILOSOFICO “STREGATI DA SOPHIA”. TEMA DEL 2023: LIBERTÀ

    PRESENTATO IX FESTIVAL FILOSOFICO “STREGATI DA SOPHIA”. TEMA DEL 2023: LIBERTÀ

    Presso la sede dell’Università degli studi del Sannio, Palazzo San Domenico si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione del programma del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica ” Stregati da Sophia” con la collaborazione  dell’Università degli studi del Sannio.
    Gli incontri si svolgeranno dal 1 Marzo al 12 Maggio 2023 in presenza e in contemporanea saranno trasmessi on line sul canale Cisco Webex  Stregati da Sophia.
    Il tema della nona  edizione è ”Libertà”

    Ai microfoni di TV7 Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.

    Fonte: https://www.tvsette.net/presentato-ix-festival-filosofico-stregati-da-sophia-tema-del-2023-liberta/

  • La liberta’ non vi sara’ mai tolta se rimarrete come siete, liberi nello spirito che non e’ conculcabile

    La liberta’ non vi sara’ mai tolta se rimarrete come siete, liberi nello spirito che non e’ conculcabile

    Riprende pienamente la sua attività dopo la forzata pausa pandemica, il Festival Filosofico del Sannio, giunto alla IX edizione grazie all’attivismo ed alla volontà decisa del presidente dell’Associazione “Stregati da Sophia”, Carmela D’Aronzo che ha condotto la conferenza stampa della edizione di quest’anno che ha come tema “Libertà. Difendiamo la libertà, costruiamo la pace”.
    D’Aronzo ha esordito, dopo i ringraziamenti di rito, presentando la Mostra “Quando spazio e luce iniziano a prendere forma”, opere realizzate da Offtec Progetti di cui è presidente Flavian Basile, si tratta di giovani talenti presenti sul territorio, ha detto il presidente e che vanno valorizzati.
    Il Festival oramai è inserito anche nel sito del Ministero della Pubblica Istruzione.
    Siamo sempre ai primi posti ai fini della valorizzazione del Festival che peraltro è premiato anche per i temi affrontati e per la qualità dei relatori.
    D’Aronzo ha anche parlato delle borse di studio che saranno elargite su parere di una Commissione composta da Cristina Ciancio, Aglaia McClintock, Antonella Tartaglia Polcini (tutte docenti di Giurisprudenza Unisannio) e la stessa D’Aronzo.
    Quest’anno sono 15 gli Istituti Superiori che hanno chiesto di partecipare al Festival e tra questi c’è la partecipazione della città di Foggia con 250 allievi e quella di Capua con 180.
    In totale saranno circa 1.500 i giovani allievi che seguiranno in presenza la manifestazione.
    Saranno per loro e per i genitori, di cui pure è annunciato l’arrivo, organizzate visite guidate alla città. Poi dopo il pranzo con ristoranti convenzionati saranno seguite le lezioni al Teatro San Marco ed all’Auditorium Sant’Agostino a partire dalle ore 15.00.
    Di queste lectio magistralis tre saranno online e sono quelle riferite a: Carlo Sini; Telmo Pievani e Maurizio Ferraris.
    A questo punto hanno preso la parola gli ospiti di D’Aronzo con lei al Tavolo della presidenza.
    Il sindaco Clemente Mastella ha sottolineato l’importanza del Festival che, peraltro, al sud del Paese non ha concorrenza. Anche questa iniziativa dà il senso della crescita culturale e l’attenzione di cui gode la città di Benevento.
    Poi il sindaco, relativamente alla realtà giovanile, ha parlato dell’episodio di qualche giorno fa che ha visto una minorenne crollare al suolo a piazza Santa Sofia dopo aver ingerito probabilmente abbondanti bevande alcooliche.
    La vicenda sembra sia limitata all’episodio ma la scuola, la famiglia, le associazioni si affianchino alla problematica contribuendo alla tutela ed alla crescita delle nuove generazioni ponendo in essere una collaborazione elegante che non sempre c’è.
    Maria De Feo, capo di Gabinetto del prefetto, è rimasta molto compiaciuta del tema relativo alla Libertà anche per la sua attualità pensando peraltro all’Iran ed alla lotta che lì tanti giovani stanno conducendo per rimanere liberi, nonostante sulla libertà si tenti quotidianamente di stendere un velo.
    Gerardo Canfora, rettore di Unisannio, ha voluto invece “sbalordire” il pubblico in sala, avvertendolo che il suo intervento lo avrebbe letto.
    E così ha fatto sul tema sempre della libertà.
    Alla fine ha svelato il mistero.
    Questo discorso, in forma breve perché gli era stato fornito anche in forma più prolissa, gli era stato dato da un computer, da ChatGpt, che aveva puntualmente risposto ad una sua specifica richiesta ed anche a quella di accorciare l’originario testo fornitogli.
    Si tratta di un motore di intelligenza artificiale, ha detto Canfora, che mi ha fornito ciò di cui avevo bisogno.
    Queste è la prova, qualora ce ne fosse stato bisogno, che ha senso certamente parlare di filosofia.
    Questo testo, così specifico e compito, ci dà il segnale che occorrono manifestazioni come queste perché la tecnologia oramai è pervasiva e che quindi abbiamo bisogno di strumenti interpretativi più solidi da offrire ai giovani per modo che possano leggere in maniera critica la realtà.
    Si sta palesando il mondo senza sapere cosa si sta facendo.
    A questo punto, con una battuta è intervenuto il sindaco Mastella che ha detto: Ma io mi ero reso conto che ciò che stava leggendo non fosse farina del suo sacco…
    La parola è quindi passata ad Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla Cultura ma anche ordinario di Diritto Civile al corso di laurea in Giurisprudenza dell’Unisannio, che ha sottolineato come D’Aronzo anche quest’anno ci conduce lungo un itinerario interessantissimo che si sviluppa in così poco tempo (dal 1 marzo al 12 maggio) e che è certamente espressione della sua costanza che è un fiore all’occhiello della nostra comunità.
    Ad Antonella Tartaglia Polcini è poi molto piaciuta la frase di Eraclito con la quale si chiude la illustrazione del depliant del programma del Festival: “Ad ogni uomo è concesso conoscere se stesso ed essere saggio”.
    La libertà non vi sarà mai tolta, ha ancora detto, se rimarrete come siete, liberi nello spirito che non è conculcabile, ha citato Tartaglia Polcini e dobbiamo certamente essere osservanti delle leggi per essere liberi, come ha detto Cicerone.
    La libertà è nella cultura, ha concluso l’assessore e la cultura è la libertà.
    A predere ancora la parola, a conclusione, è stata Carmen Castiello, maestra di danza e coreografa che darà il suo apporto al Festival con la Compagnia di Balletto di Benevento.
    Castiello ha ricordato peraltro le due precedenti esperienze con il Festival Filosofico che ha contribuito ad elevare in ciascuno la propria consapevolezza. C’è stato anche il coinvolgimento di giovani che hanno scritto le proprie impressioni creando al Teatro Romano dei momenti altamente emozionali.
    La filosofia, ha concluso la coreografa, ci fa entrare nella vita in maniera diversa.
    A questo punto D’Aronzo ha letto l’intero programma del Festival che, come detto, avrà inizio il prossimo 1 marzo, alle 15.00, al Teatro San Marco con la lectio magistralis di Umberto Galimberti sul tema: “L’illusione della libertà”.

    Fonte: http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=155163

  • Al Festival Filosofico del Sannio si parlerà di libertà. Tra gli ospiti Galimberti, Crepet, Maraini e Gherardo Colombo

    Al Festival Filosofico del Sannio si parlerà di libertà. Tra gli ospiti Galimberti, Crepet, Maraini e Gherardo Colombo

    Torna il Festival Filosofico del Sannio “Stregati da Sophia”, evento divenuto un appuntamento importante con il mondo della cultura e giunto alla sua IX edizione

    Si parte il primo marzo con il filosofo Umberto Galimberti; l’8 marzo, invece, nella giornata dedicata alla celebrazione della donna, sarà presente la scrittrice Dacia Maraini. Nella stessa giornata alle 18:30, al museo Arcos, è in programma la mostra con le opere realizzate da Offtec progetti. La società presieduta dall’architetto sannita Flavian Basile metterà anche a disposizione un premio, sotto forma di borsa di studio. 

    Tema dell’edizione 2023 sarà la libertà, intesa ed analizzata in tutte le sue sfaccettature e declinazioni. Ad affrontare questo argomento, sotto il profilo della lotta alla criminalità, il magistrato Gherardo Colombo: in prima linea nella scoperta della loggia P2 e nell’inchiesta mani pulite. 

    Chiuderà, il 3 aprile Paolo Crepet, volto noto della televisione italiana ed esperto di sociologia e psichiatria. “Un festival che si propone ogni anno in una nuova veste e che rinnova sempre il tema al centro della manifestazione – ha spiegato la presidente di ‘Stregati da Sophia’, Carmela D’Aronzo -. Quest’anno la libertà ci accompagnerà per l’intera durata della kermesse grazie agli interventi di autorevoli ospiti e studiosi”.

    Fonte: https://www.ntr24.tv/2023/02/16/al-festival-filosofico-del-sannio-si-parlera-di-liberta-tra-gli-ospiti-galimberti-crepet-maraini-e-gherardo-colombo/

  • 16 Febbraio 2023 – Conferenza Stampa

    16 Febbraio 2023 – Conferenza Stampa

    Giovedi 16 Febbraio 2023 alle ore 16,00 presso la sede dell’Università degli studi del Sannio, Palazzo San Domenico (Sala Conferenze- 1°piano Piazza Guerrazzi) , si terrà la conferenza stampa per la presentazione del programma del 9° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica ” Stregati da Sophia” con la collaborazione dell’Università degli studi del Sannio.

    Gli incontri si svolgeranno dal 1/03/2023 al 12/05/2023 in presenza e in contemporanea saranno trasmessi on line sul canale Cisco Webex Stregati da Sophia

    Il tema della nona edizione è ” Libertà”

    Interverranno:

    Carmela D’Aronzo

    Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

    Clemente Mastella

    Sindaco di Benevento

    Gerardo Canfora

    Rettore dell’Università del Sannio

    Antonella Tartaglia Polcini

    Assessora alla cultura di Benevento

  • Festival Filosofico del Sannio. “Il pane perduto”. Lectio è affidata a Edih Bruck

    Venerdi 8 Aprile ore 15,00, si terrà online il dodicesimo appuntamento dell’ottavo Festival filosofico del Sannio

     La lectio è affidata a Edih Bruck   che affronterà il tema:

     “Il pane perduto”

    Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni. Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora..

    Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una numerosa famiglia ebrea. Nel 1944 il suo primo viaggio la porta, poco più che bambina, nel ghetto del capoluogo, e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Sopravvissuta alla deportazione, di cui ha reso testimonianza nelle sue opere, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua. Nel 1959 esce il suo primo libro, Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film. È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (Longanesi 1969), Lettera alla madre (Garzanti 1988), Nuda proprietà (Marsilio 1993), Quanta stella c’è nel cielo (Garzanti 2009), trasposto nel film di Roberto Faenza Anita B., e ancora Privato (Garzanti 2010), La donna dal cappotto verde (Garzanti 2012), La rondine sul termosifone (La nave di Teseo 2017) e Ti lascio dormire (La nave di Teseo 2019). Il pane perduto (La nave di Teseo 20219) vincitore del premio Strega Giovani 2021

    Introduceprof.ssa Carmela D’Aronzo

    Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

    Coordina: Eugenio Murrali

    Scrittore e giornalista

    FONTE: https://www.tvsette.net/festival-filosofico-del-sannio-il-pane-perduto-lectio-e-affidata-a-edih-bruck/

  • FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. GIOVEDI’ E VENERDI’ DOPPIO APPUNTAMENTO CON UMBERTO CURI E MAURIZIO FERRARIS

    FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO. GIOVEDI’ E VENERDI’ DOPPIO APPUNTAMENTO CON UMBERTO CURI E MAURIZIO FERRARIS

    Giovedi 10  Marzo 2022 presso l’Auditorium San Vittorino ore 15,00, quarto appuntamento dell’ottavo Festival filosofico del Sannio

    La lectio è affidata ad Umberto Curi   che affronterà il tema:

    “ Alle radici dell’Umanesimo”

     Un passo dalla commedia di Terenzio “Il punitore di se stesso”, e l’episodio del buon Samaritano descritto nel Vangelo, consentono di delineare due diversi modelli di umanesimo, di grande attualità anche nel mondo contemporaneo.

    Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova e docente presso l’Università “Vita e salute” San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l’intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra e visione. Tra le sue pubblicazioni: La cognizione dell’amore. Eros e filosofia (Milano 1997); Polemos. Filosofia come guerra (Torino 2000); Lo schermo del pensiero. Cinema e filosofia (Milano 2000); Il farmaco della democrazia (Milano 2003); La forza dello sguardo (Torino 2004); Un filosofo al cinema (Milano 2006); Terrorismo e guerra infinita (Assisi 2007); Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche (Torino 2008); Miti d’amore. Filosofia dell’eros (Milano 2009); Straniero (Milano 2010); Via di qua. Imparare a morire (Torino 2011); Passione (Milano 2013); L’apparire del bello. Nascita di un’idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); La brama dell’avere (con S. Chialà, Trento 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019); Film che pensano (Milano 2020); La morte del tempo (Bologna 2021); Parola ai film (con B. Ayroldi Sagarriga, Milano 2021)

    IntroduceCarmela D’Aronzo

     Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

    Coordina: prof.ssa Cristina Ciancio

    Docente di Storia del diritto medioevale e moderno

    Università degli studi del Sannio

    Venerdi 11  Marzo 2022 ore 15,00,  si terrà on line il quinto appuntamento dell’ottavo Festival filosofico del Sannio

    La lectio è affidata a Maurizio Ferraris che affronterà il tema:

    “Documanità. Dall’homo faber all’homo sapiens”

    Il web è il più grande apparato di registrazione che l’umanità abbia sinora sviluppato, e questo spiega l’importanza dei cambiamenti che ha prodotto. Basti pensare che sebbene più di un essere umano su due non possieda ancora un cellulare, il numero di dispositivi connessi è pari a 23 miliardi: più di tre volte la popolazione mondiale. Questa connessione, ogni giorno, produce un numero di oggetti socialmente rilevanti maggiore di quanto non ne producano tutte le fabbriche del mondo: una mole immane di atti, contatti, transazioni e tracce codificati in 2,5 quintilioni di byte. Il numero di segni disponibile per la manipolazione e la combinazione diviene incommensurabilmente più elevato che in qualunque cultura precedente, e questo cambia tutto. Ecco perché comprendere la vera natura del web è il primo passo verso la comprensione della rivoluzione in corso, che genera un nuovo mondo, un nuovo capitale, una nuova umanità: anzi una documanità. Alla radicale revisione e alla costruzione concettuale dei nostri modi di guardare alla tecnica, all’umanità, al capitale è dedicato il nuovo e definitivo libro di Maurizio Ferraris, uno dei più influenti e originali filosofi contemporanei.

    Maurizio Ferraris è professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Torino. Nelle sue ricerche filosofiche ha contribuito alla rielaborazione delle posizioni ermeneutiche e negli ultimi anni è passato dalla proposta di una ontologia critica e sociale allo sviluppo di una posizione filosofica che può essere definita “nuovo realismo”, in alternativa al postmodernismo e al pensiero debole. Dirige il LabOnt (“Laboratorio di Ontologia”) presso l’Università di Torino e collabora con le pagine culturali de “la Repubblica”. Dopo aver scritto e condotto “Zettel – Filosofia in movimento” per Rai Cultura, dal 2015 conduce “Lo Stato dell’Arte” su Rai 5, dedicato all’approfondimento di temi d’attualità, politica e cultura. Tra i suoi libri recenti: Goodbye Kant! Cosa resta oggi della Critica della ragion pura (Milano 2004); Dove sei? Ontologia del telefonino (Milano 2005); Sans papier. Ontologia dell’attualità (Roma 2007); Il tunnel delle multe. Ontologia degli oggetti quotidiani (Torino 2008); Piangere e ridere davvero. Feuilleton (Genova 2009); Ricostruire la decostruzione (Milano 2010); Estetica razionale (Milano 2011); Filosofia per dame (Milano 2011); Anima e iPad (Milano 2011); Manifesto del nuovo realismo (Roma-Bari 2012); Realismo positivo (Torino 2013); Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce (Roma-Bari 2014); Spettri di Nietzsche (Milano 2014); L’imbecillità è una cosa seria (Milano 2016); Postverità e altri enigmi (Milano 2017); Il denaro e i suoi inganni (con J.R. Searle, Torino 2018); Scienza nuova. Ontologia della trasformazione digitale (Torino 2018); Intorno agli unicorni. Supercazzole, ornitorinchi, ircocervi (Bologna 2018); Cinema and Ontology (con E. Terrone, Milano-Udine 2019); From Fountain to Moleskine (Leiden 2019); Documanità. Filosofia del mondo nuovo (Roma-Bari 2021).

    IntroduceCarmela D’Aronzo

     Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

      Coordina: prof.ssa Carmen Caggiano

    Docente di storia e filosofica – I.S. Aeclanum – Mirabella Eclano (AV)

    Fonte: https://www.tvsette.net/festival-filosofico-del-sannio-giovedi-e-venerdi-doppio-appuntamento-con-umberto-curi-e-maurizio-ferraris/

  • Altri due appuntamenti sono annunciati per l’VIII edizione dal Festival Filosofico del Sannio

    Altri due appuntamenti sono annunciati per l’VIII edizione dal Festival Filosofico del Sannio

    Altri due appuntamenti sono annunciati per l’VIII edizione dal Festival Filosofico del Sannio.
    Domani, giovedì 10  marzo, nell’Auditorium San Vittorino, alle 15.00, quarto incontro con la lectio che è affidata ad Umberto Curi che affronterà il tema: “Alle radici dell’Umanesimo”.
    Un passo dalla commedia di Terenzio “Il punitore di se stesso” e l’episodio del buon Samaritano descritto nel Vangelo, consentono di delineare due diversi modelli di umanesimo, di grande attualità anche nel mondo contemporaneo.
    I lavori saranno introdotti da Carmela D’Aronzo, presidente dell’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    Coordina Cristina Ciancio, docente di Storia del Diritto Medioevale e Moderno dell’Università degli studi del Sannio.
    Il successivo venerdì, 11 marzo, sempre alle 15.00, si terrà in videoconferenza il quinto appuntamento la cui lectio è affidata a Maurizio Ferraris che affronterà il tema: “Documanità. Dall’homo faber all’homo sapiens”.
    “Il web – si legge nella nota inviata alla Stampa – è il più grande apparato di registrazione che l’umanità abbia sinora sviluppato e questo spiega l’importanza dei cambiamenti che ha prodotto.
    Basti pensare che sebbene più di un essere umano su due non possieda ancora un cellulare, il numero di dispositivi connessi è pari a 23 miliardi: più di tre volte la popolazione mondiale.
    Questa connessione, ogni giorno, produce un numero di oggetti socialmente rilevanti maggiore di quanto non ne producano tutte le fabbriche del mondo: una mole immane di atti, contatti, transazioni e tracce codificati in 2,5 quintilioni di byte.
    Il numero di segni disponibile per la manipolazione e la combinazione diviene incommensurabilmente più elevato che in qualunque cultura precedente, e questo cambia tutto.
    Ecco perché comprendere la vera natura del web è il primo passo verso la comprensione della rivoluzione in corso, che genera un nuovo mondo, un nuovo capitale, una nuova umanità: anzi una documanità.
    Alla radicale revisione e alla costruzione concettuale dei nostri modi di guardare alla tecnica, all’umanità, al capitale è dedicato il nuovo e definitivo libro di Maurizio Ferraris, uno dei più influenti e originali filosofi contemporanei”.
    L’appuntamento sarà introdotto da Carmela D’Aronzo, presidente dell’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    Coordinerà, Carmen Caggiano, docente di Storia e Filosofia dell’Istituto “Aeclanum” di Mirabella Eclano.

    Fonte: http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=147867

  • Umberto Galimberti inaugura con la sua autorevole partecipazione l’VIII edizione del Festival Filosofico del Sannio

    Umberto Galimberti inaugura con la sua autorevole partecipazione l’VIII edizione del Festival Filosofico del Sannio

    Incontro inaugurale nel primo pomeriggio al Teatro di San Vittorino per la VIII edizione del Festival Filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione “Stregati da Sophia” presieduta da Carmela D’Aronzo e che ha per tema, semplicemente, “Umanità”.
    Ospite della manifestazione Umberto Galimberti, filosofo, sociologo e psicoanalista, che nell’ambito del settore del Festival, “Filosofia e Musica” in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala”, ha trattato il tema assegnatogli: “L’uomo nell’età della tecnica”.
    Ad aprire i lavori è stata Carmela D’Aronzo che con grande soddisfazione ha informato i presenti nel Teatro, un’ottima quantità, che a seguire quest’oggi l’appuntamento con Galimberti sono circa 1.200 persone di cui circa 850 da remoto e che ha dovuto necessariamente negare la presenza in Teatro a circa un centinaio di giovani studenti che avevano chiesto di potervi partecipare.
    Quindi il primo pensiero è stato per il popolo ucraino sottoposto ai bombardamenti da parte delle truppe russe.
    Chi fa la guerra, ha detto D’Aronzo, dimentica la parola umanità e dietro di sé lascia solo tristezza e timori.
    E dunque anche in ragione di ciò, il tema di quest’anno del Festival “Umanità” diventa centrale.
    Ha invitato quindi chiunque volesse farlo a recarsi alla chiesa di San Francesco a piazza Dogana dove è possibile lasciare i beni necessari, soprattutto medicinali ed indumenti, per la gente ucraina.
    Poi, riprendendo il sottotema del Festival che attiene alla Filosofia ed alla Musica, ha riferito che il Conservatorio “Nicola Sala” ha creato una nuova struttura appartenente al Corso di Musica Elettronica, Dipartimento Nuove Tecnologie.
    A spiegare la tecnica è stato uno studente del Conservatorio, Pietro Nacca, che ha parlato di materiale piezometrico che in realtà capta delle vibrazioni. Queste, separate dalla sorgente sonora, danno l’effetto del suono che ascoltiamo.
    A questo punto la parola è passata proprio ad Antonio Verga, presidente del Conservatorio e padrone di casa, che ha voluto innanzitutto chiedere alla platea un minuto di raccoglimento per la gente dell’Ucraina, cosa questa che è stata subito accolta ponendosi in piedi.
    Quindi ha salutato con grane stima il professore Galimberti e lo ha ringraziato per le parole che dirà ai nostri giovani.
    Abbiamo bisogno che ci vengano ricordati i valori che andiamo disperdendo, ha detto Verga e gli insegnamenti che ci occorrono per incamminarci e proseguire lungo il tortuoso percorso della vita. Abbiamo bisogno, ha concluso Verga, di dare corso ad una umanità che sia più interessata ai destini del mondo.
    Quindi ha ricordato che il Conservatorio, ieri come oggi, è sempre stato vicino al Festival della Filosofia sostenendolo nelle iniziative che ha posto in essere. Oltre alle Istituzioni di tradizione, occorrono anche altre, come l’Associazione “Stregati da Sophia”, appunto, che contribuiscano ad un percorso di luce lungo il quale incamminarci atteso che anche la cultura musicale è contaminata dalla nuova tecnologia, che è poi il tema che Galimberti tratterà quest’oggi.
    D’Aronzo nel riprendere la parola ha confermato la grande collaborazione che è in atto con il Conservatorio “Nicola Sala”, una grande eccellenza del territorio.
    Giuseppe Marotta, pro-rettore dell’Università del Sannio, ha favorevolmente sottolineato le iniziative come questa, che ci aiutano a leggere la complessità delle sfide che quotidianamente dobbiamo affrontare.
    Galimberti con la sua opera illuminata ha fatto crescere la conoscenza della filosofia e della psicoanalisi.
    Poi Marotta ha voluto sottolineare come le nuove tecnologie non siano mai neutrali e che la scienza è guidata dalle esigenze di mercato e non dalla politica che è per sua natura mediatrice degli interessi.
    Ha portato quindi l’esempio di tre grandi prodotti nati con la guerra o subito dopo di essa e cioè il Ddt, che i più anziani ricordano essere un potente insetticida che è stato utile per debellare l’aggressione delle pulci e dei pidocchi nella promiscuità della guerra. Poi è nata la plastica con tutti i suoi benefici per il contenimento di prodotti ed infine i fertilizzanti di sintesi, di origine chimica cioè. Queste scoperte sono state premiate anche con il premio Nobel ma poi ci si è dovuti ricredere perché tutte e tre hanno contribuito anche fortemente al male del nostro ambiente naturale.
    Questo significa che nessuno, ha concluso Marotta, è contro il progresso generato dalla tecnica, ma bisogna avere sempre un approccio critico verso di essa perché bisogna che non si dimentichi che la scienza non è neutrale.
    Carmela D’Aronzo, entrando nel vivo del tema, ha spiegato il perché della scelta di quest’anno, “Umanità”.
    Siamo sempre alla ricerca ogni volta, ha detto, di parole che possono andare al cuore della responsabilità dell’uomo ed alla scoperta di cosa essa porti veramente dentro di sé.
    La tecnica è stata creata dall’uomo ma egli oramai ne sta diventando succube.
    Ci avviamo verso la disumanizzazione? E qual è l’uomo di oggi e quale sarà quello di doman?
    A questo punto, su questi interrogativi posti da D’Aronzo, la parola è passata ad Umberto Galimberti che per oltre un’ora e mezza, sempre in piedi, ha trattato il tema che gli è stato assegnato e cioè “L’uomo nell’età della tecnica”.
    Smobilitiamo subito l’idea che abbiamo in testa e cioè che la tecnica sia nella mani dell’uomo.
    Ma ne siamo veramente convinti di ciò?
    E’ la tecnica il nostro mondo visto che non viviamo in quello reale ma in quello tecnico.
    Pragmaticamente Galimberti ha detto che se si volesse dare una data alla nascita della tecnica, essa andrebbe assegnata agli anni della dittatura hitleriana ed ha parlato di Franz Stangl, comandante del campo di sterminio di Sobibór, che raccontò la sua vita alla giornalista Gitta Sereny in una intervista che poi venne riportata in un libro dal titolo “In quelle tenebre”.
    Stangl non si stancò mai di dichiarare che egli aveva solo obbedito a degli ordini; che lui faceva bene il suo lavoro e che per questo venne tenuto in grande considerazione dal regime.
    Lo stesso si potrebbe dire per l’operaio che a Brescia oggi lavora nella fabbrica che produce mine antiuomo. Su cento ne devono poter scoppiare almeno 99 altrimenti il suo lavoro non è buono e rischia di essere mandato via.
    Oppure l’impiegato di banca a cui viene imposto di piazzare, ai meno intenditori, titoli deteriorati che porteranno poi quasi certamente alla perdita del denaro investito.
    Quando si afferma di trovarsi in una catena di comando, dove spadroneggia la tecnica, dove non è possibile dire no, sono tutti innocenti e la responsabilità in ordine alle loro azioni (i morti nel campo di sterminio, le persone saltate in aria sulle mine o le persone che hanno perso tutto il loro patrimonio finanziario) non esiste più.
    E così è nella Pubblica Amministrazione: Basta obbedire, non occorre poi che la cosa funzioni pure.
    Galimberti al termine della sua lunga esposizione, seguita in religioso silenzio dai tantissimi giovani presenti nel Teatro, si è concesso anche alle domande che sono state fatte da remoto e dai presenti in sala.
    Alla fine una parolina per Putin l’ha pure avuta: Va ammazzato, meglio che muoia lui che 2mila persone al giorno. Anche la religione dà ragione a chi ammazza il tiranno.
    A questo punto, ultimata la relazione per Galimberti è cominciata la liturgia delle dediche da apporre ai tanti suoi libri che sono stati acquistati dai presenti.
    Domani, venerdì 4 marzo, secondo appuntamento con il Festival Filosofico.
    Alle ore 15.00, sempre all’Auditorium “San Vittorino”, ci sarà Nicola Gratteri, magistrato e saggista, che parlerà sul tema: “Non chiamateli eroi. Falcone e Borsellino ed altre storie di lotta alle mafie”. Sono previsti gli interventi anche di Marilisa Rinaldi e di Aldo Policastro, rispettivamente presidente del Tribunale e procuratore della Repubblica.

    Fonte: http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=147719

  • Festival filosofico Stregati da Sophia, ci sono Galimberti e Gratteri

    Festival filosofico Stregati da Sophia, ci sono Galimberti e Gratteri

     

    Umberto Galimberti e Nicola Gratteri. L’8° Festival filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, questa settimana ospita due importanti incontri, giovedì 3 e venerdì 4 marzo, presso l’Auditorium San Vittorino. Il 3 marzo la lectio Magistralis sarà affidata al prof. Umberto Galimberti che relazionerà sul tema: “L’uomo nell’età della tecnica”.
    La tecnica, che da strumento nelle mani dell’uomo è diventata il soggetto della storia.
    La tecnica governa il mondo e l’uomo è ridotto a funzionario dei suoi apparati. La struttura della tecnica è la forma più alta di razionalità mai raggiunta dall’uomo: ottenere il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi, i suoi valori sono efficienza e produttività e tutto quello che l’uomo è di irrazionale, come l’amore, l’immaginazione, il sogno, finisce per essere messo fuori dalla storia.
    I saluti istituzionali saranno affidati ad Antonio Verga – Presidente del Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento; Gerardo Canfora – Rettore dell’Università degli studi del Sannio, coordina la professoressa Carmela D’Aronzo Presidente associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.

    Il giorno successivo lectio affidata a Nicola Gratteri, magistrato e saggista. Impegnato in prima linea contro la ‘ndrangheta, che affronterà il tema: “Non chiamateli eroi: Falcone, Borsellino e altre storie di lotta alle mafie”. Interverranno Marilisa Rinaldi Presidente Tribunale di Benevento e Aldo Policastro Procuratore della Repubblica di Benevento.
    Il 23 maggio del 1992 Giovanni Falcone, la scorta e sua moglie vengono uccisi nella Strage di Capaci. Pochi mesi dopo, il 19 luglio, Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta perdono la vita nella Strage di via D’Amelio. A 30 anni dalla loro morte, una raccolta di storie e personaggi per raccontare ai ragazzi il loro coraggio e per continuare lottare contro le mafie nel loro nome. Nicola Gratteri ricorda le vite di chi, guardando la mafia negli occhi, ha deciso di difendere le proprie idee, la propria dignità: gli occhi di Giuseppe Letizia che, nel buio, assistono spaventati allo svolgersi di un feroce assassinio; le parole “pericolose” di Peppino Impastato che ridicolizzano quegli uomini considerati intoccabili; i saldi principi di Giorgio Ambrosoli; la lotta solitaria del generale dalla Chiesa; la missione contro la mafia di Rosario Livatino, il “giudice ragazzino”; la determinazione di Libero Grassi a non cedere ai tentativi di estorsione; l’alternativa alla mafia e la possibilità di una vita diversa offerta ai giovani da don Pino Puglisi; il diritto a vivere libera rivendicato da Lea Garofalo. I loro sogni, la loro speranza, il loro coraggio sono un modo per non dimenticare: “Si può fare qualcosa, e se ognuno lo fa, allora si può fare molto”.
    I saluti istituzionali saranno affidati a Clemente Mastella, sindaco di Benevento; Gerardo Canfora- rettore Università degli studi del Sannio, coordina: Carmela D’Aronzo Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”.

    Fonte: https://www.ottopagine.it/bn/cultura/284498/festival-filosofico-stregati-da-sophia-ci-sono-galimberti-e-gratteri.shtml

  • Festival Filosofico del Sannio: la lectio di Umberto Galimberti

    Festival Filosofico del Sannio: la lectio di Umberto Galimberti

    L’8° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica Stregati da Sophia, inizia giovedì 3 marzo, alle ore 15, presso l’Auditorium San Vittorino con la lectio magistralis affidata al prof. Umberto Galimberti che relazionerà sul tema:” L’uomo nell’età della tecnica”

    Saluti istituzionali
    Dott. Antonio Verga
    Presidente del Conservatorio di Musica “ Nicola Sala” di Benevento

    Prof. Gerardo Canfora
    Rettore dell’Università degli studi del Sannio

    Coordina Prof.ssa Carmela D’Aronzo
    Presidente associazione culturale filosofica Stregati da Sophia

    Fonte: https://www.unisannio.it/it/eventi/festival-filosofico-del-sannio-lectio-di-umberto-galimberti