Tag: filosofia

  • XI Festival filosofico del Sannio: attrattore di turismo e personalità nelle aree interne

    XI Festival filosofico del Sannio: attrattore di turismo e personalità nelle aree interne

    XI Festival filosofico del Sannio: attrattore di turismo e personalità nelle aree interne 

    Sarà la la lectio magistralis ‘Pensieri degli anni difficili. Con le donne di ieri, di oggi e  di domani’ della scrittrice Dacia Maraini ad aprire l’XI Festival Filosofico del Sannio  in programma dal 10 marzo al 16 maggio a Benevento, prima città del Sud Italia ad  ospitare una rassegna di 12 incontri interamente dedicata a questa disciplina così  antica e al tempo stesso così trasversale e sempre attuale. 

    Dall’all’arte alla moda, dalla danza al teatro, dalla letteratura al cinema, dalla musica  al cibo, l’amore per la sapienza costituisce un nutrimento indispensabile al progredire  di ogni società, quale indispensabile strumento di riflessione che la svincola da tutti  quei falsi miti e pregiudizi che spesso la imbrigliano, impedendole di progredire. 

    Pertanto, nel segno della ‘Conoscenza’ tema della manifestazione, si alterneranno sul  palco della prestigiosa kermesse campana i grandi nomi della cultura italiana, come  illustrato, nel corso della conferenza stampa tenuta lo scorso 11 febbraio presso Palazzo  San Domenico, sede dell’Università degli studi del Sannio, dalla sua ideatrice, la  professoressa Carmela D’Aronzo, presidente dell’Associazione ‘Stregati da Spphia’,  ente organizzatore del festival.  

    Dopo l’autorevole autrice fiorentina, sarà infatti la volta, o meglio la prima volta al  ‘Festival filosofico del Sannio’, del giornalista, scrittore e divulgatore scientifico  nonchè, co-fondatore del CICAP, Massimo Polidoro che terrà la sua lectio magistralis sul ‘La scienza dell’incredibile’, laddove ad essere analizzata sarà la fascinazione  dell’essere umano per i fenomeni paranormali, ma ci si interrogherà inevitabilmente,  anche e più volte, sulla reale conoscenza dell’ Intelligenza Artificiale e della politica,  con nomi illustri tra cui, Giovanni Landi Vice Presidente dell’Istituto EuropIA e il  politologo Carlo Galli e ancora avremo l’opportunità di osservare il ‘Dietro Le quinte’  del cinema del regista pluripremiato Matteo Garrone, molto atteso in città. 

    Ma il programma del 2025 vuole soprattutto essere un omaggio al suo mentore, il  compianto dott. Vito Palmieri, marito della Presidente D’Aronzo, che insieme ai suoi  figli Ida, Valentina e Giovanni Palmieri, ha dato seguito a questo grande progetto culturale anche  attraverso l’istituzione di una nuova borsa di studio che andrà così ad aggiungersi alle  11 già esistenti concesse dall’Università degli Studi del Sannio e dagli sponsor. 

    Alla presentazione dello scorso 11 febbraio anche 3 studenti, sorteggiati tra i vincitori  del concorso “Io Filosofo/a” che dal 13 al 15 Febbraio 2025 parteciperanno al  congresso mondiale World Artificial Intelligence Cannes Festival in Francia<. ai tre  studenti era stato chiesto di preparare un saggio personale dal titolo “Intelligenza  Artificiale e Filosofia”, che discuteranno a Cannes. 

    Dal Teatro San Marco al Teatro Vittorio Emanuele e l’Auditorium Sant’Agostino,  diverse saranno le storiche location che ospiteranno l’evento consolidatosi e cresciuto  negli anni, come ha sottolineato il sindaco Clemento Mastella, intervenuto alla  conferenza stampa, divenendo sempre più attrattore di un territorio ancora troppo  poco noto , ovvero ’semiconosciuto’ e poco preparato ad al grande turismo a causa  anche della carenza di alberghi: in città appena due.

    FONTE: https://www.lidentita.it/xi-festival-filosofico-del-sannio-attrattore-di-turismo-e-personalita-nelle-aree-interne/?sfnsn=scwspwa

  • Festival Filosofico dei grandi nomi: da Dacia Maraini a Umberto Galimberti nel ricordo di Vito Palmieri

    Festival Filosofico dei grandi nomi: da Dacia Maraini a Umberto Galimberti nel ricordo di Vito Palmieri

    Nel ricordo di Vito Palmieri gran mentore del Festival filosofico “Sophia” scomparso alcuni mesi or sono, si è aperta la Conferenza stampa dell’11esima rassegna di questo appuntamento che richiama sempre un grandissimo interesse da parte degli allievi delle Scuole Superiori non solo sannite.

    Commossa l’ideatrice del Festival Carmela D’Aronzo, che con Vito ha condiviso la gran parte della sua vita, nell’illustrare nella Sede del Rettorato dell’Università del Sannio il programma della Edizione 2025 che vuole essere anche un omaggio allo scomparso: “Abbiamo deciso io e i miei figli di continuare a organizzare il festival affinché tutto il lavoro, l’impegno, la dedizione spesi in questi anni non cada nel nulla. Lui ci ha sempre dato sicurezza e tranquillità”. Per dare un giusto ricordo è stata istituita una nuova borsa di studio che si aggiunge così alle 11 già esistenti: questa borsa di studio è stata voluta proprio dalla Famiglia Palmieri, che si aggiunge dunque a quelle concesse dall’Università degli Studi del Sannio e dagli sponsor.

    Alla Conferenza Stampa era presente il Rettore Gerardo Canfora che ha voluto incoraggiare l’ideatrice D’Aronzo: “Lei ha avuto la tentazione di mollare il Festival. Ma è doveroso andare avanti”. D’Aronzo ha annuito e così il Festival della Filosofia “Sophia” per il 2025 sarà illuminato dalla partecipazione di grandi nomi del pensiero contemporaneo che si alterneranno dal prossimo 10 marzo al 16 maggio con 12 incontri sul tema principale della Conoscenza. A Benevento interverranno Dacia Maraini, Umberto Galimberti, Maurizio Ferraris, Umberto Curi, Carlo Galli nelle tre location individuate per gli incontri: il Teatro San Marco, il Teatro Vittorio Emanuele e l’Auditorium Sant’Agostino.

    Hanno partecipato alla presentazione questo pomeriggio anche i 3 studenti, sorteggiati tra i vincitori del concorso “Io Filosofo/a” svoltosi il 20 Aprile 2024, che hanno ricevuto come premio la possibilità di partecipare dal 13 al 15 Febbraio 2025 al congresso mondiale World Artificial Intelligence Cannes Festival in Francia. Ai tre studenti era stato chiesto di preparare un saggio personale dal titolo “Intelligenza Artificiale e Filosofia”, che discuteranno a Cannes con Giovanni Landi, Vice Presidente dell’Istituto EuropIA. Il Rettore Canfora ha sottolineato: “E’ un ‘esperienza cresciuta nel tempo. Siamo felici che si prosegua in sinergia. Si deve remare nella stessa direzione. La conoscenza nell’era dell’intelligenza artificiale è fondamentale. Non si devono più raccogliere le informazioni ma darle un senso. L’intelligenza artificiale sta mettendo in discussioni quelli che sono i pilastri nel nostro modo di vivere”.

    Per l’ideatrice D’Aronzo il Festival ormai è diventato molto richiesto e accettato anche nei paesi fuori dalla Campania: “Abbiamo richieste anche da Foggia. Si è allargata molto la rassegna”. Saranno infatti 20 gli Istituti secondari presenti: numeri gratificanti come lo scorso anno ha sottolineato la D’Aronzo: “C’è necessità di parlare di filosofia. C’è necessità di discutere sui temi di oggi. Noi cerchiamo di puntare l’attenzione sui bisogni quotidiani. Le ansie le paure le incertezze che attanagliano l’uomo nella società che oggi è proiettata verso l’intelligenza artificiale. Sembra che la conoscenza possa avvenire solo con l’intelligenza artificiale sembra che l’uomo abbia perso la sua identità. Noi punteremo come l’uomo può conservare la sua identità il suo sapere che non possa essere annullato da una macchina”. Infine l’ideatrice ha sottolineato: “Occorre saper scegliere quelle che sono le fonti della nostra conoscenza. Avere spirito critico e non un sapere standardizzato”.

    FONTE: https://www.anteprima24.it/benevento/festival-filosofico-conoscenza-nomi-ricordo/

  • Torna il Festival Filosofico dal 10 marzo al 16 maggio

    Torna il Festival Filosofico dal 10 marzo al 16 maggio

    Torna, canonico, l’appuntamento col Festival Filosofico del Sannio giunto alla sua undicesima edizione. Nel segno di Vito Palmieri, gran mentore della rassegna, scomparso di recente, e consorte della Professoressa D’Aronzo che ha avuto parole accorate nel ricordarne la memoria nella conferenza stampa di presentazione dell’evento in Rettorato a Piazza Guerrazzi. Carmela D’Aronzo, che del festival è l’assoluta protagonista, col suo dinamismo che ha contribuito a portare a Benevento il gotha del pensiero con nomi del rango di Umberto Galimberti, Massimo Polidoro, e del cineasta Matteo Garrone e a mettere il loro sapere a disposizione dei ragazzi delle scuole, impresa degna di grande loda.

    Fil rouige di questa edizione è la conoscenza, che riporta alla mente la sete insopprimibile di sapere dell’Ulisse dantesco come di quello di Joice, conoscenza come antidoto formiodabile alla deriva tecnologica dell’iintelligenza artificiale

    Al fianco del Festival anche in questa occasione c’è l’Università degli Studi del Sannio che sostiene l’iniziativa

    Tredici gli appuntamenti del carnet. Si comincia lunedi 10 marzo con Dacia Maraini , si chiude il sedici maggio con la premiazione del concorso “Io Filosofo” al Tetaro Comunale di Benevento

    FONTE: https://www.labtv.net/cultura/2025/02/11/torna-il-festival-filosofico-dal-10-marzo-al-16-maggio/

  • Presentato l’XI Festival Filosofico del Sannio: apre Maraini, chiude Galimberti. Tanti nomi: c’è anche il regista Garrone

    Presentato l’XI Festival Filosofico del Sannio: apre Maraini, chiude Galimberti. Tanti nomi: c’è anche il regista Garrone

    Sarà la conoscenza il tema affrontato dall’XI Festival Filosofico del Sannio presentato questo pomeriggio a Palazzo San Domenico, sede del Rettorato dell’Università degli Studi del Sannio e partner dell’evento. La manifestazione, organizzata dall’associazione Stregati da Sophia, è in programma dal 10 marzo al 16 maggio. 

    Tanti i volti noti che ritorneranno in città per prendere ancora una volta parte all’iniziativa con importanti lectio magistralis: si partirà con la scrittrice Dacia Maraini e si chiuderà con Umberto Galimberti. Nel mezzo tanti altri nomi di spessore: Massimo Polidoro, Giovanni Landi, Carlo Galli, Dietelmo Pievani, Umberto Curi, Michela Marzano, Maurizio Ferraris e Lidia Palumbo. Tra gli incontri più attesi quello con il regista pluripremiato Matteo Garrone, che racconterà il dietro le quinte del suo cinema. In cartellone anche uno spettacolo che intreccia filosofia e danza e la premiazione del concorso ‘Io filosofo’.

    Dodici le borse di studio erogate, una delle quali offerta dalla famiglia Palmieri per ricordare il fondatore e organizzatore del festival, Vito Palmieri, scomparso lo scorso anno e al quale è dedicata l’edizione 2025.

    L’intervista nel servizio video

    FONTE:https://www.ntr24.tv/2025/02/11/presentato-lxi-festival-filosofico-del-sannio-apre-maraini-chiude-galimberti-tanti-nomi-ce-anche-il-regista-garrone/

  • Presentata la XI edizione del Festival Filosofico del Sannio che avra’ per tema “Conoscenza”. In aumento le scuole partecipanti che passano da 18 a 20

    Presentata la XI edizione del Festival Filosofico del Sannio che avra’ per tema “Conoscenza”. In aumento le scuole partecipanti che passano da 18 a 20

    Un forte momento emozionale ha caratterizzato la presentazione della XI edizione del Festival Filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione “Stregati da Sophia”.
    Quando il presidente Carmela D’Aronzo ha ricordato l’assenza di suo marito, Vito Palmieri, che ci ha lasciati, non è riuscita a trattenere le lacrime ed è stata sostenuta ed incoraggiata a proseguire dall’applauso del numeroso pubblico che è stato presente a questa conferenza stampa di presentazione dell’evento che andrà avanti dal 10 marzo e proseguirà fino al 16 maggio, con 12 appuntamenti, non tutti con i relatori in presenza, sul tema “Conoscenza”.
    In tutti questi precedenti dieci anni, ha detto D’Aronzo, c’è stato un lavoro di squadra che ha consentito il successo dell’iniziativa.
    In totale abbiamo avuto 76 relatori e 33 correlatori con la partecipazione di 18 Istituti scolastici.
    Quest’anno essi sono passati a 20.
    Il Festival è stato seguitio da una media di 1.000 studenti ed adulti per ogni manifestazione così per un totale di oltre 10.000 presenze per ogni edizione.
    Vito Palmieri ha svolto in tutto questo un’azione importante che ha portato avanti con pazienza e gentilezza eliminando, tra l’altro, tutte le problematiche che si sono presentate via via in questi anni.
    Il suo motto era: Tranquilli, andrà tutto bene.
    L’edizione di quest’anno è dedicata proprio a lui, ha detto D’Aronzo, e come famiglia abbiamo deciso anche di intestare a suo nome una borsa di studio che quest’anno sono passate addirittura a 12, questo vuol dire che ci si crede molto nella formazione dei nostri giovani che mostrano un loro grande risveglio culturale.
    Ad operare alla organizzazione del Festival anche la Commissione scienfitica composta dala stessa Carmela D’Aronzo, Cristina Ciancio, Aglaia McClintock ed Antonella Tartaglia Polcini.
    Il presidente D’Aronzo ha anche annunciato che quest’anno, grazie alla donazione di un imprenditore, tre giovani studenti: Anna Barricella, del Liceo “Giannone”; Emanuela Di Lorenzo, del Liceo “Guacci” e Vittorio Caiola, del Liceo “Rummo” (tutti nella foto di apertura), parteciperanno al World Cannes Festival sulla Intelligenza Artificiale.
    A questo punto ha preso la parola il rettore Gerardo Canfora il quale ha sottolineato che l’Unisannio è sempre stata al fianco del Festival Filosofico fin dal suo inizio ed è felice di questa esperienza fatta anche come ascoltatore.
    E’ stato tutto molto interessante anche quando non ero d’accordo con le cose che venivano dette.
    Dopo la immatura scomparsa del marito Palmieri, mi sono accorto che il presidente D’Aronzo ha avuto la tentazione di mollare tutto ma io l’ho sempre sostenuta perché è doveroso andare avanti.
    Canfora si è quindi chiesto che senso possa avere parlare di conoscenza alla luce degli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale. E’ tutto disponibile in rete.
    I ragazzi del Centro Universitario Teatrale hanno messo in scena un processo proprio all’Intelligenza Artificiale e la cosa bella è stata che il testo sia stato scritto proprio con il supporto di questa entità. Ecco come cambia il concetto della conoscenza oggi.
    La mia idea è che, ha proseguito il rettore, l’Intelligenza Artificiale sposta in avanti il significato del termine conoscenza.
    Avere i dati per poi utilizzarli è quello che succedeva prima di essa.
    Oggi il passo in avanti è che bisogna dare un senso ai dati.
    Non basta più il sapere delle cose ed avere nozioni, ma la capacità di dare senso alle cose, alle informazioni che le macchine poi ci restituiscono.
    E dunque, ha concluso Canfora, ancora una volta la scelta del tema è stata quanto mai appropriata.
    Carmela D’Aronzo ha ripreso dicendo che il tema scelto, “Conoscenza”, ci aiuterà a conoscere bene il significato delle parole.
    C’è molta confusione sul termine del sapere e l’uomo sembra aver perso la sua identità.
    Riuscirà ad esporre anche la sua conoscenza nel mondo?
    D’Aronzo ha quindi parlato delle difficoltà organizzative a partire da reclutamento dei relatori, il che non è stato facile. Tutti però hanno mantenuto gli impegni assunti.
    Ha, infine, esposto il programma del Festival all’interno del quale trova spazio nuovamente la Danza con il Centro Studi di Carmen Castiello che porterà in scena: “Nous. Viaggio nella conoscenza”. Il testo è di Lidia Palumbo e Carmela D’Aronzo per la regia di Linda Ocone.
    E la parola a questo punto è passata proprio a Carmen Castiello che ha anticipato che alla sua iniziativa hanno aderito anche altre scuole e ci sarà un grande coreografo per bene esporre quello che è definito il mito delle caverne, una cosa non certamente facile.
    Quest’anno ci sarà solo il linguaggio della Danza Contemporanea, ha proseguito Castiello.
    La danza è cultura ed i popoli si esprimono proprio attraverso l’espressione naturale del corpo.
    La Danza, ha anche detto Castiello con un po’ di rammarico, è definita la Cenerentola delle arti e partecipare al festival è per noi anche una forma di riscatto.
    A questo punto è intervenuto il sindaco Clemente Mastella, giunto a conferenza quasi ultimata, e quindi ha esordito con una battuta dicendo: Mi fido.
    Dopo l’esperienza di questi primi dieci anni che hanno fatto appassionare tutti alla filosofia, non posso dire che mi fido pur non avendo ancora letto il programma di questa edizione.
    E’ una iniziativa in costante crescita che non ha eguali nel resto del Paese tranne che a Modena.
    Questo dimostra anche che siamo attrattivi come città, ha proseguito Mastella, ed in ogni settore.
    Poi parlando di Filosofia, di cui è stato dcente per un solo anno, ha detto che Aldo Moro era contrario a far convivere il professore con il parlamentare perché in questo modo si perdeva il rapporto con il mondo giovanile.
    Il rettore lo fa apposta a non sentire, ha detto Mastella con ironia “bacchettando” Canfora che continuava a parlottare a voce alta con un docente mentre lui interveniva, ma dico che dobbiamo fare qualcosa in più sul turismo per rendere più composta e consonante la cultura in città.
    Bisognerebbe fare una grande campagna pubblicitaria per portare la nostra città un po’ ovunque visto che essa è semisconosciuta.
    Noi invece nelle organizzazioni dei viaggi dobbiamo poter essere la seconda scelta e non restare a vita un “cantante” bravo solo per se stesso. Lo deve diventare e farsi conoscere anche dagli altri.
    Scontiamo in tutto questo dei gap come, mancanze concrete nel settore alberghiero ma questa è una attività che attiene alla imprenditoria privata, noi non possiamo fare nulla se non ospitare a casa nostra qualche turista, ha detto con ironia Mastella.
    A questo punto è intervenuta per la chiusura dei lavori Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla Cultura ma anche docente di Unisannio, la quale ha esordito dicendo che da undici anni il Festival pone tutto il suo essere nel mondo a servizio della conoscenza che è relazione con gli altri, con sé e con la propria interiorità.
    La sapienza è altro.
    La cultura è unificante nella conoscenza pur nella sua molteplicità. Non ci sono varie culture.
    Per i giovani, ha concluso Tartaglia Polcini, con questo festival della conoscenza si va alle radici di essa con uno sguardo verso il futuro.
    Sin qui i relatori.
    Il Festival comincia lunedì 10 marzo, alle 15.00, al Teatro San Marco ed ospiterà il ritorno gradito di Dacia Maraini che parlerà sul tema: “Pensieri degli anni difficili. Con le donne di ieri, di oggi e di domani”.

    FONTE: https://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/main.php

  • Lectio Magistralis di Umberto Curi per il 10 Festival Filosofico del Sannio

    Lectio Magistralis di Umberto Curi per il 10 Festival Filosofico del Sannio

    Martedi 9 Aprile 2024, alle ore 15,00 si terrà  on line l’ottavo  appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.

     La lectio Magistralis sarà affidata al prof. Umberto Curi  che relazionerà sul tema:”Il linguaggio tra mito e logos”

    Partendo da un passo del dialogo di Platone intitolato a Protagora, si metterà a confronto il linguaggio del mito e quello del logos. Arrivando a scoprire che il linguaggio del mito può essere più efficace e incisivo del linguaggio del logos filosofico.

     Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova, ha insegnato presso l’Università San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne la dinamica epistemologica e filosofica, rivolgendosi a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra, verità, pena, approfondendo anche il rapporto tra cinema e filosofia. Tra le sue opere recenti: Straniero (Milano 2010); L’apparire del bello. Nascita di un’idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019); Parola ai film (con B. Ayroldi Sagarriga, Milano 2021); Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida (Torino 2021).

    Introduce: Carmela D’Aronzo

      Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”

      Coordina:  Francesca Russo

    Docente di Storia e Filosofia –

    I.I.S. “A.M. de’ Liguori”Sant’Agata dei Goti –

  • Lectio della prof.ssa Michela Marzano: “Cedere non vuol dire consentire”

    Lectio della prof.ssa Michela Marzano: “Cedere non vuol dire consentire”

    Giovedì 21 Marzo 2024, alle ore 15,00 si terrà on line il settimo appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.

    La lectio è affidata a Michela Marzano che affronterà il tema: “Cedere non vuol dire consentire”.

    Quand’è, esattamente, che l’altro smette di ascoltare? Quand’è che non si viene più viste, che le nostre parole vengono ignorate, che il “no” viene letto come un “sì”, e che la persona che ci è accanto decide che siamo consenzienti anche se non abbiamo mai esplicitamente acconsentito oppure abbiamo sussurrato: “non ora”, “non qui”, “lasciami”? Il consenso nell’ambito sessuale non è come quello che si può dare a un atto medico. In ambito sessuale, non si tratta solo di dire “sì” o “no”, si tratta anche di poter (e voler) acconsentire, senza fermarsi al comodo involucro di una parola pronunciata in un preciso istante, come un oggetto che passa da una persona all’altra, qualcosa di strano, assurdo, che a tratti si può padroneggiare, ma a tratti può anche esserci strappato.

    Michela Marzano è professoressa di Filosofia morale, ha diretto il Dipartimento di Scienze sociali presso l’Università Paris V – René Descartes. Si occupa dello statuto del corpo e della condizione umana nell’epoca contemporanea: dopo aver approfondito in particolare il rapporto tra etica e sessualità e le forme del potere biopolitico nelle organizzazioni aziendali, si è da ultimo dedicata alla questione dell’amore. Tra i suoi libri in italiano :Il diritto di essere io (Roma-Bari 2014); Di fame e d’amore. Il cibo, il corpo e il mito del controllo (Milano 2014); Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche (Torino 2015); Papà, mamma e gender (Torino 2015); L’amore che mi resta (Torino 2017); Idda (Torino 2019).

    Introduce: Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”
    Coordina: Cristina Ciancio, Docente di Storia di diritto medioevale e moderno all’Università degli studi del Sannio

    fonte: https://life.ntr24.tv/eventi/lectio-della-prof-ssa-michela-marzano-cedere-non-vuol-dire-consentire/

  • Al 10° Festival Filosofico del Sannio la lectio Magistralis dei prof. Natoli e Amodio

    Al 10° Festival Filosofico del Sannio la lectio Magistralis dei prof. Natoli e Amodio

    Giovedi 14  Marzo 2024, alle ore 15,00 si terrà presso Teatro Comunale Vittorio Emmanuele il quarto appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”. La lectio Magistralis saranno affidate:  al prof. Salvatore Natoli e al prof. Paolo Amodio.

    Il prof. Salvatore Natoli svilupperà il tema “Parola e inganno.Riflessioni sul linguaggio nell’età dei media”.

    Privilegio dell’uomo sulla terra è dare un nome alle cose. La parola è, dunque potenza ed è comunità. Infatti, il linguaggio non è mai privato, ma è dato agli uomini per intendersi: dire quel che si pensa – sincerità – ed insieme adeguare le parole alla realtà – verità. Ma, la parola che pur dovrebbe essere veicolo di verità può realizzare il suo contrario: ingannare. Onde evitare l’inganno è, allora, necessario potere esercitare un “controllo di verità”. Cosa più semplice in società semplici, più complessa il quelle complesse e in specie quella dei media.

    Salvatore Natoli è stato a lungo professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Milano-Bicocca. Attento alla ricostruzione delle linee fondamentali del progetto moderno, ha rivolto la sua attenzione al senso del divino nell’epoca della tecnica e alla possibilità di un’etica che sappia confrontarsi con il rapporto tra felicità e virtù e con gli aspetti della corporeità e del sacro, sottovalutati dal razionalismo classico. Ha indagato l’esperienza del dolore, dedicando studi anche alla teoria dell’azione e alle forme del fare. Tra le sue opere recenti: L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore (Roma-Bari 2010); I comandamenti. Non ti farai né idolo né immagine (con P. Sequeri, Bologna 2011); Le verità del corpo (Milano 2012); Le inquietudini della fede (Venezia 2014); I nodi della vita (Brescia 2015); Il rischio di fidarsi (Bologna 2016); Scene della verità (Brescia 2018); L’animo degli offesi e il contagio del male (Milano 2018); Il fine della politica. Dalla «teologia del regno» al «governo della contingenza» (Torino 2019); Uomo tragico, uomo biblico. Alle origini dell’antropologia occidentale (Brescia 2019); L’uomo dei dolori (Bologna 2020).

    Il prof. Paolo Amodio tratterà il tema “Linguaggio e allegoria .L’altrimenti detto di Emmanuel Levinas!”

    Fedele al senso più intimo della tradizione ebraica, Lévinas individua l’identità del giudaismo e del popolo ebraico sul senso e non sull’esistenza. Tale distinzione, che richiama una precedenza (nello stesso senso in cui in Totalité et infini si dichiara, fondando l’intero discorso, che la metafisica precede l’ontologia), proprio nel momento in cui si rivela paradossale allo sguardo filosofico tradizionale, assume un valore assoluto. Se l’etica precede l’ontologia, l’etica è fuori dal logos. Il logos dispone e dunque impone il linguaggio come Detto. In Lévinas è il Dire che è portatore di senso, Dire an-archico, primordiale, espressione di un dire-altrimenti, testimonianza dell’Altro, Alterità. Al cospetto della guerra, come sfondo dell’essere imposta dal Logos-linguaggio e intelligibilità, l’etica può Dire solo come allegoria, dire-altrimenti e altrimenti-detto, che ricaricano di senso le categorie della filosofia, ora testimonianza e pace.

    Paolo Amodio è professore ordinario di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”, dove peraltro ricopre anche l’insegnamento di Etica e Religione. La sua più che ventennale attività di ricerca, come testimoniano i suoi numerosi lavori, si è concentrata su diversi filoni: il pensiero filosofico ed etico-politico nella Napoli del Settecento nei suoi rapporti con il mondo intellettuale europeo; la storia del libertinismo, esplorata fondamentalmente nelle sue implicazioni antropologico-filosofiche; le conseguenze etico-politiche determinate dall’evento Auschwitz sulla filosofia del secondo Novecento; il nuovo pensiero ebraico nei suoi rapporti con la tradizione e le nuove prospettive etico-filosofiche; l’antropologia filosofica tra etica, scienza e filosofia; la bioetica, come questione epistemologica.  Ha fondato e dirige la rivista «S&F_scienzaefilosofia.it» Dirige le Collane “Cultura filosofica e Scienze Umane”, “Perimetri. Collana di strumenti per le scienze umane e sociali”. Ricopre molte incarichi all’interno di organizzazioni culturali , infatti, è  membro: del Comitato di redazione della rivista «Logos»; del Consiglio Direttivo della rivista «Archivio di storia della cultura»; del Comitato Scientifico della collana “Postumani”, Editore Mimesis, Milano; del Comitato Scientifico della collana “Filosofia/Scienza”, Editore Mimesis, Milano; del C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica – Università degli Studi di Napoli Federico II, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. S. Tommaso, Seconda Università degli Studi di Napoli; del C.E.S.A. (Comitato etico-scientifico per la sperimentazione animale) dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 2006 ha ottenuto la menzione speciale della Giuria del Premio Internazionale “Salvatore Valitutti” per il volume: Luoghi del bonheur. Elementi per un’antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi, Napoli, Giannini Editore, 2005.

  • Libertà e potere: il peso delle parole spiegato dai filosofi

    Libertà e potere: il peso delle parole spiegato dai filosofi

    Dalla consapevolezza nell’uso del linguaggio di Dacia Maraini al «Il potere delle parole» di Roberto Esposito. Il «Festival filosofico del Sannio» attraverso le lectio magistralis dei protagonisti della manifestazione affronta uno dei temi più attuali: il valore ed il potere del linguaggio. Se per la Maraini il linguaggio è l’espressione della cultura che ci differenzia dagli animali in quanto appartenenti alla società ed alla civiltà umana, Esposito analizzerà (domani pomeriggio teatro Comunale con inizio alle 15) il valore che le parole nell’uso corretto o sbagliato, possono avere nel linguaggio corrente.

    Dacia Maraini, accolta con molto calore dagli studenti degli istituti superiori che hanno affollato venerdì la sala del cine-teatro «San Marco», dopo una rapida analisi sull’affermarsi negli anni dei diritti delle donne («anche se molta strada c’è ancora da fare» ha detto la scrittrice), rifacendosi agli ultimi due sue libri «In nome di Ipazia.

    Riflessioni sul destino femminile» e «Vita mia», ha sottolineato le implicazioni negative delle parole usate in modo scorretto, per poi evidenziare che il pregiudizio che accompagna il pianeta femminile può essere superato anche attraverso l’uso corretto del linguaggio, nel rispetto e nella libertà.

    Rifacendosi a quanto scritto nei due libri dalla Maraini, lo scrittore Eugenio Murrali e la presidente di «Stregati da Sophia» Carmela D’Aronzo, hanno invitato la scrittrice a ripercorrere il tempo della ribellione femminile all’inferiorità vissuta dalle donne e, soprattutto, le battaglie sostenute dalla scrittrice per difendere gli ideali di libertà, anche attraverso l’uso consapevole delle parole. «Basta poco nel linguaggio – ha detto la Maraini – per esprimersi correttamente con la consapevolezza di ciò che si dice. Con il tempo alcune cose sono cambiate ma la diffusione di un corretto modo di esprimersi ha bisogno di tempo». E immediati sono stati gli esempi di sostituire la parola «nero» al dispregiativo «negro», termine molto usato fino a pochi anni fa, e «essere umano» che, nell’intendere i due generi umani, maschile e femminile, ha sostituito la parola «uomo» precedentemente usata nel senso di comprendere anche il genere femminile.

    Consapevolezza, dunque, per crescere con una particolare attenzione alla nuova tecnologia, come l’intelligenza artificiale, che può produrre effetti positivi ma anche negativi con la convinzione che la tecnologia deve essere usata in modo corretto imponendo giuste regole. Da Dacia Maraini alla la lectio magistralis di Roberto Esposito che affronterà il tema scelto per la decima edizione dl Festival filosofico del Sannio, «Linguaggio», sotto un’altra angolazione: «Il potere della parola». Esposito, docente emerito di Filosofia teoretica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha pubblicato relazioni e libri tradotti anche in inglese e francese. Il linguaggio, come espressione dell’essere umano, ha un grande potere perché le parole, scritte o pronunciate, hanno la possibilità di creare realtà nuove e, nello stesso tempo, far comprendere la natura e la convinzione di chi parla. «Molti filosofi moderni – anticipa D’Aronzo nel presentare l’appuntamento filosofico – hanno insistito su questo carattere istituente del linguaggio perché le parole da un lato informano ma dall’altro dichiarano, impegnano ed invitano a comportamenti che entrano nella vita di relazione rinnovandola anche radicalmente». Ad introdurre la lectio magistralis di Esposito sarà la stessa D’Aronzo, a coordinare l’incontro Aglaia Mcclintock docente di Diritto romano e dei diritti dell’antichità presso l’Università degli studi del Sannio.

    fonte: https://www.ilmattino.it/benevento/liberta_potere_peso_delle_parole_spiegato_dai_filosofi_maraini_benevento-7985295.html

  • Galimberti, l’etica e la fratellanza tra «viandanti»

    Galimberti, l’etica e la fratellanza tra «viandanti»

    Il viandante non ha una meta a differenza del viaggiatore. Quest’ultimo ben conosce la strada da percorrere che lo porterà alla meta da raggiungere, è un traguardo che taglierà e conoscerà. Il viandante, invece spiega Umberto Galimberti nella lectio magistralis inaugurale del Festival filosofico del Sannio – è colui che va errando e la strada non è quella conosciuta ma nasce sotto i suoi piedi. Allora occorre chiedersi cos’è «l’etica del viandante».

    «Oggi è necessario comprendere che l’etica del viandante è un’etica planetaria. Non c’è meta da raggiungere, non c’è patria spiega il filosofo Galimberti non ci sono i confini di uno Stato, non c’è un singolo popolo. Ma la patria, i confini, il popolo sono la terra». Nella visione del filosofo occorre «sostituire alla ragion di Stato la ragione dell’umanità dando vita ad un’evoluzione verso la fratellanza». Galimberti, professore emerito di Filosofia della storia, dopo un appassionato percorso attraverso la filosofia dell’antichità fino a giungere ai nostri giorni, si è soffermato sulla civiltà moderna e sulla nascita della scienza e della tecnica.


    Il viandante non ha una meta a differenza del viaggiatore. Quest’ultimo ben conosce la strada da percorrere che lo porterà alla meta da raggiungere, è un traguardo che taglierà e conoscerà. Il viandante, invece spiega Umberto Galimberti nella lectio magistralis inaugurale del Festival filosofico del Sannio – è colui che va errando e la strada non è quella conosciuta ma nasce sotto i suoi piedi. Allora occorre chiedersi cos’è «l’etica del viandante».

    «Oggi è necessario comprendere che l’etica del viandante è un’etica planetaria. Non c’è meta da raggiungere, non c’è patria spiega il filosofo Galimberti non ci sono i confini di uno Stato, non c’è un singolo popolo. Ma la patria, i confini, il popolo sono la terra». Nella visione del filosofo occorre «sostituire alla ragion di Stato la ragione dell’umanità dando vita ad un’evoluzione verso la fratellanza». Galimberti, professore emerito di Filosofia della storia, dopo un appassionato percorso attraverso la filosofia dell’antichità fino a giungere ai nostri giorni, si è soffermato sulla civiltà moderna e sulla nascita della scienza e della tecnica.

    Ma, avverte Galimberti, nell’età della tecnica tutte le etiche del mondo occidentale fondate sulla visione antropocentriche sono fallite e si avverte la necessità di un’etica nuova, quella del viandante.

    «È questa l’unica etica da percorrere. L’etica del viandante non ha scopi ma continua il percorso lungo una strada che conosce un passo dopo l’altro. Si tratta di una “rivoluzione” che l’uomo deve assolutamente fare sganciandosi dal dominio della tecnica». Anche perché, e qui Galimberti è stato molto duro nei confronti della scuola che non insegna ai giovani cos’è la scienza ed il metodo scientifico, i risultati della ricerca scientifica, dopo anni e anni di lavoro, sono casi fortunati e non certo il risultato di un percorso lineare.

    Il «Festival filosofico del Sannio» con la lectio magistralis di Umberto Galimberti ha dunque affrontato subito uno dei temi più attuali: il rapporto tra natura e tecnica, tra uomo e scienza, giungendo a conclusioni drammatiche. L’uomo non è giudicato per quello che fa ma per come lo fa seguendo gli schemi della tecnica (produttività, tempo, risultato). «Ed in questo ha evidenziato il filosofo è la trasformazione del mondo con il dramma che l’essere umano non è preparato a questa novità. Perché non sappiamo più ciò che è vero e ciò che è giusto». Oggi l’uomo deve ritrovare se stesso nel significato più ampio del concetto di fratellanza.

    Ad introdurre Umberto Galimberti, tornato per la quinta volta al festival filosofico beneventano, è stata Carmela D’Aronzo presidente dell’associazione culturale «Stregati da Sophia» che organizza, in collaborazione con l’Università degli Studi di Benevento, la kermesse filosofica giunta quest’anno alla decima edizione. Ad aprire i lavori è stata l’assessora al bilancio del Comune di Benevento, Maria Carmela Serluca che ha portato il saluto istituzionale del sindaco Clemente Mastella. Nel corso del suo intervento Serluca ha rimarcato l’importanza, nel panorama delle manifestazioni culturali della città, del Festival filosofico del Sannio che ha il pregio di portare annualmente in città alcuni tra i protagonisti del mondo della cultura e della filosofia conosciuti a livello nazionale ed internazionale.

    Venerdì 8 marzo al teatro San Marco secondo appuntamento della kermesse filosofica sul tema «Linguaggio» con Dacia Maraini. La scrittrice, in occasione anche della «Giornata internazionale della donna», svolgerà la lectio magistralis su «Il linguaggio del rispetto» come baluardo contro ogni forma di pregiudizio e di schiavitù e strumento necessario per la libertà delle donne ancora negata in alcuni Paesi del mondo.

    https://www.ilmattino.it/benevento/galimberti_etica_la_fratellanza_viandanti_benevento-7976743.html