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  • Vecchioni, la filosofia e la forza delle parole «che ci rendono liberi»

    Vecchioni, la filosofia e la forza delle parole «che ci rendono liberi»

    Roberto Vecchioni ha chiuso il Festiva I filosofico del Sannio con una leccio magistralis sul tema -L’importanza del linguaggio. Il cantautore-poeta, oltre a tracciare l’origine della parola in un incenso excursus linguistico è giunto alla conclusione che la nostra lingua è la più bella al mondo anche se meno conosciuta. Vecchioni, che certamente non ha bisogno di presentazioni, si è presentato da solo sul palco del teatro San Marco in anticipo rispetto al programma previsto dagli organizzatori. La scelta dell’artista è stata quella di dedicare tutto il tempo a disposizione (già fissato il rientro a Milano in aereo nel tardo pomeriggio) ai tantissimi studenti che hanno affollato in ogni ordine di posti il teatro. Vecchioni ha iniziato la lectio con una poesia dedicata all’importanza della parola recitata canticchiando sottovoce. Un modo diverso, gradito ai giovani, per introdurre il tema scelto per la decima edizione del festival filosofico beneventano promosso dall’associazione -Stregati da Sophia- in collaborazione con l’Università del Sannio. Rumori, suoni, radici monosillabiche e poi il sanscrito e il greco antico, tutte pietre miliari per la nascita del linguaggio. E poi il riferimento al “Cratilo” di Platone per spiegare in termini semplici l’importanza della nascita delle parole. Non solo linguistica nella relazione di Vecchioni ma anche il risvolto umano e sociale: Chi ha le parole è libero – ha detto Vecchioni – non solo perché può esprimere la sua idea ma anche perché può controbatterete tesi altrui. L’ignorante, invece, non dispone di parole e sera sempre sconfitto e potrà reagire con aggressività e violenza non essendo in grado di con fumare dialetticamente le tesi contrapposte». Nel corso della lectio magistralis Vecchioni ha anche affrontato il rapporto tra la parola e la vita sociale. Riferendosi ai recenti episodi di cronaca legati alla contestazione non solo da parte degli studenti nei confronti di rappresentati delle istituzioni. Vecchioni ha sostenuto che la contestazione, che va sempre sostenuta, deve consentire l’esposizione delle idee che poi potranno essere contestate, perché non c’è contestazione al silenzio». Infine una raccomandazione ai genitori affinché – insegnino ai figli, prima della scuola, la forza della parola -ha concluso Vecchioni – che si basa su tre principi: amore (perché si ha bisogno l’uno dell’ altro), libertà (perché le parole rendono liberi), giustizia (perché tutti devono avere gli stessi diritti). Al termine della lectio magistrali Roberto Vecchioni è stato letteralmente sommerso da tantissimi studenti per il firma copie del suo libro -Lezioni di volo e di atterraggio-. A conclusione della serata sono stati premiati i vincitori del concorso io filosofo con borse di studio messe in palio da “Stregati da Sophia”, dall’Università del Sannio, dalla famiglia Cocca ( in memoria del docente Diodoro Cocca), dall’Ance, da Offtec Progetti e da Tyche

  • Roberto Vecchioni, 81 anni, per oltre un’ora e mezza in piedi ha colto l’attenzione dei giovani che hanno affollato il San Marco

    Roberto Vecchioni, 81 anni, per oltre un’ora e mezza in piedi ha colto l’attenzione dei giovani che hanno affollato il San Marco

    Il protagonista assoluto della serata e non ce ne è stato per nessuno, è stato lui, il professore Roberto Vecchioni, 81 anni, come egli stesso ha dichiarato alla fine della manifestazione, ed è andata bene così.
    Ha chiuso con una relazione sul tema: “L’importanza del linguaggio”, la X edizione del Festival Filosofico del Sannio organizzato dall’Associazione “Stregati da Sophia” presieduta da Carmela D’Aronzo (nella foto di apertura è con Roberto Vecchioni).
    Vecchioni è andato avanti per oltre un’ora e mezza senza mai fermarsi e senza interlocutori tranne che la platea, numerosissima, formata dai giovani di tanti Istituti superiori, in una forma ideale di interlocuzione.
    Involontariamente, è saltato tutto il programma organizzato da D’Aronzo perché l’illustre ospite, come è arrivato, ha detto che aveva il tempo contingentato e che aveva necessità di rientrare in aereo a Milano.
    E così, nemmeno il tempo di presentarlo al pubblico, che è cominciata la lectio magistralis.
    Sono saltati tutti i previsti saluti cosiddetti istituzionali e questo, per come la pensiamo noi, non è stato un male, ma c’è stata anche la brutta rappresentazione di un teatro oramai vuoto allorquando si è proceduto alla consegna degli attestati di merito ai vincitori del Concorso “Io filosofo”, con l’attribuzione delle borse di studio, per non parlare della prevista esibizione del Conservatorio Statale di Musica sul tema “Linguaggio della musica”.
    Roberto Vecchioni ha esordito con una canzone su una parola che è un mistero profondo (nella prima foto in basso).
    Non si sa ancora oggi, ha detto il professore, come si sia arrivati da un grugnito ad un fono che è una parola, appunto.
    Prima di William Shakespeare, le parole conosciute erano solo 600 poi esse sono passate d’un colpo a 6.000
    I primissimi suoni che impariamo a conoscere sono A ed M.
    Il primo per dire, dammi qualcosa, il secondo per dire mamma.
    Nessun neonato o piccolo uomo si sognerebbe mai di pronunciare la parola, poniamo, testosterone, ha proseguito Vecchione restando in piedi con il microfono in mano a parlare per tutta la lezione.
    Le gestione poi cresce da un concatenarsi di cose che ci ha convinti a creare un sistema per capirci tra di noi.
    Questa è, semplificata, la corsa meravigliosa della parola.
    E così dai suoni iniziali nascono le radici da cui si diramano tutte le sfumature.
    Dalle medesime radici crescono poi le sensazioni e bisogna dire che esse non sono solitarie né sono monete da spendere e neanche una convenzione.
    Forse, ha proclamato solennemente Vecchioni, la parola è l’unica vera invenzione dell’uomo.
    Chi ha la parola è libero.
    Non lo dimentichiamo mai.
    Esse servono anche a controbattere a chi non le ha questa parole e che sarà sempre un po’ schiavo di qualcuno.
    Oggi ai ragazzi il mondo non dà niente, ha proseguito il professore.
    Siamo partiti con fiducia e speranza ma esse sono andate avanti nell’ideale imbuto dell’esistenza stringendosi sempre di più ed a voi giovani è quindi arrivata la stanchezza della speranza.
    E qui Vecchioni ha trattato l’attualità che stiamo vivendo in queste settimane, in questi ultimi mesi.
    State pure in gruppo, ha detto rivolto ai giovani che non gli hanno lesinato applausi, ed anche in corteo.
    Ogni contestazione è sacrosanta ma a condizione che essa sia fatta senza violenza e violenza è anche non far parlare e far rimanere in silenzio l’interlocutore.
    La democrazia è data dal consenso del dissenso.
    Poi il professore ha dimostrato come la parola, quando male usata o interpretata, può sconvolgere anhe il senso di un discorso e per farlo si è rivolto alla religione ed alla preghiera forse più amata e diffusam tra i credenti, il Padre Nostro, parlando della frase finale che dice, prima della correzione, e non ci indurre in tentazione…
    Ma vi pare, ha detto scherzosamente, che Dio non ha null’altro da fare al mattino che decidere di indurre qualcuno in tentazione?
    E’ stato un errore di traduzione dal greco prima e dal latino poi. Il traduttore doveva essere un ubricaco ed ha sbagliato le parole e quindi il pensiero da esprimere.
    Poi Vecchioni si è rivolto alle famiglie, ai genitori.
    Prima ancora della scuola sono essi che devono intervenire e non insegnare ai propri figli, alle femmine il gioco con le bambole ed ai maschi quello con i soldatini.
    I figli devono poter fare quello che vogliono perché sono uguali, ovviamente nella diversità, ma devono essere i genitori a dirlo e devono avere la dovuta acutezza per potersi esprimere.
    Ai figli maschi non si deve insegnare a difendersi perché hanno i coglioni e l’obbligo quindi di farlo.
    Certamente sono diversi dalle femmine e ci mancherebbe, ma sono insieme come elementi della vita.
    Amore, libertà e giustizia devono essere eguali per tutti.
    Questo va insegnato ai figli e non a fottere gli altri, ha proseguito Vecchioni andando a completare la sua lunga relazione.
    Vedete quanto sono importanti le parole…
    A questo punto ultimato il suo intervento Vecchioni stava quasi per lasciare il palco quando è stato “travolto” dalle richieste dei suoi tanti ammiratori che hanno voluto raccogliere su uno dei suoi libri in vedita nel foyer il suo autografo.
    Niente dediche specifiche, solo firme, ha detto D’Aronzo e nemmeno selfie per cercare di accontentare un po’ tutti, cosa questa che non è avvenuta. La lunga fila (nella undicesima e dodicesima foto in basso) che si era creata non è stata esaurita e non tutti, ma buona parte sì, sono tornati a casa con il libro autografato.
    Qualche giovane audace lo ha atteso all’esterno e nonostante la “stretta protezione” è riuscito a farsi autografare un lp.
    Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, poeta ed è stato anche docente di latino e greco, docente di Forme di Poesia in musica all’Università di Pavia, ed è membro della Giuria dei Letterati del Premio Campiello.

    Questi i premiati (nelle foto tredicesima e quattrordicesima in basso).

    Pari merito al primo posto
    Premio in ricordo del prof. Diodoro Cocca
    Emanuela Di Lorenzo della IV/DL del Liceo “ Guacci “ di Benevento Borsa di studio 300 euro. Ha premiato Anna Mazzeo, moglie di Diodoro Cocca
    Ludovica Amore della IV/C – Istituto Superiore Telesia di Telese, borsa di studio di 300 euro
    Giovanna Corda – della III F del Liceo Classico “Giannone” borsa di studio di 300 euro
    Kiara Elisabetta Rungi della IV Lc- “De’ Liguori” Sant’Agata de’ Goti una borsa di studio 300 euro
    Mariangela Bovino – della I F – Liceo Classico “Giannone” borsa di studio di 300 euro
    Carmen Cataudo – della V B Su del Liceo “Guacci” borsa di studio di 300 euro

    2° classificato
    Vittorio Caiola della IV G – Liceo Scientifico “Rummo” borsa di studio di 200 euro

    3° classificata
    Anna Barricella – della II G – Liceo Classico “Giannone” borsa di studio di 100 euro.

    Questi infine i nomi dei ragazzi e delle ragazze, i cui temi sono risultati significativi, che riceveranno in dono dei libri, offerti dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”
    Camilla Pulcino della III – C1 dell’Istituto superiore Telesia – Telese
    Aurora De Corso della V B – “Liceo Guacci”
    Carmen Nista della III D – Liceo Classico “Giannone”
    Gennaro Di Natale della IV G – Liceo Scientifico “Rummo”
    Carmine Suppa della IV  L C – “De’ Liguori” Sant’Agata de’ Goti
    Aurora Ferrara  della V A – Istituto Onnicomprensivo “De Sanctis” Cervinara
    Concetta Cecere della V M – Santa Maria Capua Vetere
    Ilaria Rosaria Parrella della III F – Liceo Classico “Giannone”.

    fonte: https://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=164000

  • Festival Filosofico, a Benevento c’è Roberto Vecchioni: “I sogni mi hanno aiutato a vivere”

    Festival Filosofico, a Benevento c’è Roberto Vecchioni: “I sogni mi hanno aiutato a vivere”

    Cantautore, paroliere, scrittore, poeta e insegnante italiano, Roberto Vecchioni ha chiuso questo pomeriggio l’edizione 2024 del Festival Filosofico del Sannio.

     “L’importanza del linguaggio” il tema scelto dal cantautore per la sua lectio al Teatro San Marco di Benevento.

    Ascoltiamo le sue parole ai microfoni di BeneventoNews24.it.

    Guarda il video del servizio: https://www.beneventonews24.it/2024/05/15/video-festival-filosofico-a-benevento-ce-roberto-vecchioni-i-sogni-mi-hanno-aiutato-a-vivere/

  • Sul nostro canale YouTube intervista della prof.ssa Carmela D’Aronzo

    Sul nostro canale YouTube intervista della prof.ssa Carmela D’Aronzo

    Guarda l’intervista della professoressa Carmela D’Aronzo che si è tenuta presso gli studi del programma Campania Live di Ottochannel .

  • «Piazza Duomo» e architettura del futurochance grazie all’intelligenza artificiale

    «Piazza Duomo» e architettura del futurochance grazie all’intelligenza artificiale

    Si è svolta in piazza Roma l’iniziativa sul tema «Ai-Architectural », supportata da Ance Benevento, di cui è leader Mario Ferraro, da Ance Giovani imprenditori e da Offtec, nota società di progettazione guidata
    dall’architetto Flavian Basile, per la presentazione ufficiale del progetto di ristrutturazione della «Piazza Duomo», opera innovativa all’insegna di un significativo ammodernamento per la città.
    L’evento, che ha calamitato le presenze di autorevoli relatori, tra cui massimi esperti nel settore, è stato pianificato in sinergia con l’Unisannio in una proiezione di sostegno all’innovazione e alla tecnologia.
    Inserita nell’ambito della decima edizione del Festival «Stregati da Sophia», l’iniziativa ha
    evidenziato come l’intelligenza artificiale possa sostenere una visione architettonica stimolante
    per il quotidiano, in grado di spronare l’avvio di un’architettura sempre più sostenibile e inclusiva. «Parlare
    d’intelligenza artificiale nel settore delle costruzioni – ha detto Ferraro – è più complesso rispetto ad altri comparti per l’esiguità di alcuni dati specifici che rappresentano l’elemento su cui si fonda l’intelligenza artificiale.
    Tuttavia governando il processo di trasformazione in atto è possibile utilizzare l’Ia al servizio di tutti i comparti con ovvi risvolti positivi. Spero che l’appuntamento sull’intelligenza artificiale possa ripetersi
    annualmente nell’ambito del festival della Filosofia, al fine di governare le trasformazioni in atto mettendo le nuove tecnologie al servizio delle imprese». «L’Ia offre un’opportunità per sviluppare architetture sempre più sostenibili ed efficienti ha chiarito lo stesso Basile -. In questa direzione si muove
    anche il Bim, che rappresenta una risorsa interessante in merito alla sostenibilità poiché consente di ottimizzare le fasi di pianificazione, realizzazione e gestione di un’opera. Alla base del ridisegno dei luoghi in cui viviamo vi è l’infinita quantità di dati che produciamo continuamente, anche attraverso
    gli smartphone. Si tratta di dati che permettono di interpretare le scelte dei cittadini nello spazio urbano con cui interagiscono e consentono di formulare nuovi paradigmi per ridisegnare le città del futuro.
    In questo contesto, l’intelligenza artificiale può rappresentare un alleato e fornire un grande ausilio».
    «L’intelligenza artificiale – ha chiosato Gerardo Casucci, vice presidente di Confindustria – non è un’intelligenza perché tra l’intelligenza artificiale e quella naturale vi è la stessa differenza che c’è tra l’apprendere e il comprendere. È, però, una grande opzione per il futuro ». A suo avviso è necessario
    «riuscire a interagire con l’intelligenza artificiale e dare delle regole per non lasciarla alla gestione generale senza riuscire a metterla in un canale che ci permetta di arrivare a una vera alleanza con noi, perché il vero problema è questo. Cioè quello di costruire un’alleanza con uno strumento che è una
    macchina ma che, nel frattempo, sta crescendo».

  • Pienone a Benevento per Roberto Vecchioni, la lezione ai giovani: “La parola è ricchezza, vi fa uomini”

    Pienone a Benevento per Roberto Vecchioni, la lezione ai giovani: “La parola è ricchezza, vi fa uomini”

    C’è la firma d’autore di Roberto Vecchioni sulla decima edizione del Festival Filosofico del Sannio. In un teatro San Marco strapieno, dinanzi a una platea intergenerazionale, il professore cantautore ha tenuto questo pomeriggio la sua lezione sull’importanza del linguaggio, tema che ha caratterizzato per il 2024 la kermesse organizzata da Stregati da Sophia. Ma è soprattutto alle tante ragazze e ai tanti ragazzi presenti che il paroliere milanese si è rivolto nella sua lectio magistralis: “Amate la parola, è ricchezza. E vi fa uomini“. Per tutti gli altri, invece, l’invito è a scacciare narrazioni mediatiche semplicistiche e negative che ritraggono i giovani come una massa indistinta di violenti: “Non è così, non lasciatevi ingannare”

    Quanto al nuovo linguaggio della musica, nessun dubbio: quello attuale è completamente diverso da quello che ha segnato la meravigliosa epopea del cantautorato italiano: “Ci sono rapper bravi e anche tanta musica indie interessante ma no, il linguaggio non è quello di Guccini, Dalla o De Andrè.  Ma è perchè i tempi sono cambiati. Oggi, però, Guccini, Dalla e De Andrè si ascoltano ancora. Resta da capire cosa resterà, tra qualche decennio, delle canzoni di oggi”.

    Cambia il tempo, passano le stagioni ma alle nuove generazioni Vecchioni rinnova l’invito a sognare. Proprio come ha fatto lui, venticinque anni fa, componendo uno dei capolavori più amati dal suo pubblico: “Come si fa a non sognare? Io ho iniziato da bambino. Ero a scuola, guardavo il soffitto e sognavo. E sono stati i sogni a salvarmi la vita”.

    fonte (e video): https://www.ntr24.tv/2024/05/15/pienone-a-benevento-per-roberto-vecchioni-la-lezione-ai-giovani-la-parola-e-ricchezza-vi-fa-uomini/

  • Vecchioni a Benevento: lasciatevi arricchire dalle parole

    Vecchioni a Benevento: lasciatevi arricchire dalle parole

    “Sognare sempre e sapere che le parole sono la vera ricchezza”. E’ il messaggio di Roberto Vecchioni ai più giovani. Il cantautore protagonista a Benevento per la decima edizione del Festival filosofico del Sannio, promosso dall’associazione Stregati da Sophia.

    Il prof della musica italiana ha tenuto una lezione su “L’importanza del linguaggio” al Teatro San Marco incantando la sala gremita in un’analisi dettagliata dell’evoluzione delle parole. Dai mugugni degli uomini primitivi, dalla lallazione dei bambini a Shakespare e fino al linguaggio più moderno.

    “Ci sono ragazzi meravigliosi, non lasciatevi ingannare da chi dice il contrario. Ma è necessario insegnar loro che la parola è una ricchezza che li rende ancor più uomini, persone identità. Non basta cliccare occorre inventare con una penna in mano”.

    E sul linguaggio moderno “E’ diverso, sintetico ma anche bello. Ci sono rapper molto bravi, la musica indi è fatta bene. Non è certo il nostro. Non è il linguaggio di Guccini, De Andrè e Dalla ma i tempi cambiano e Guccini, De Andrè e Dalla restano, non so però quanto del linguaggio di oggi resterà”.

    E poi il consiglio sempre attuale di “Sogna ragazzo sogna”. “ Ho cominciato a pensarlo – racconta – da quando ero bambino. Sognavo nel banco… e i sogni mi hanno salvato la vita”.

    Gran finale dunque per l’evento che anche quest’anno ha fatto registrare tanta partecipazione “Si sono iscritti mille e 200 ragazzi – ha spiegato la presidente dell’Associazione, Stregati da Sophia, Carmela D’Aronzo -. Abbiamo diciotto istituti di Benevento e della provincia sannita ma anche di Caserta, Foggia e Avellino in più tanti adulti che amano la filosofia. Un successo determinato dal fatto che affrontiamo i problemi dell’uomo di oggi e lavoriamo tanto sulla ‘parola’ e non a caso chiude l’edizione di quest’anno dedicata al linguaggio un maestro con Roberto Vecchioni”.

    fonte: https://www.ottopagine.it/bn/attualita/357421/vecchioni-a-benevento-lasciatevi-arricchire-dalle-parole.shtml

  • Nono appuntamento della X edizione del Festival Filosofico del Sannio Si terra’ venerdi’ prossimo, 12 aprile, e la lectio magistralis sara’ affidata a Giovanni Landi che relazionera’ sul tema: “Intelligenza Artificiale come filosofia”

    Nono appuntamento della X edizione del Festival Filosofico del Sannio Si terra’ venerdi’ prossimo, 12 aprile, e la lectio magistralis sara’ affidata a Giovanni Landi che relazionera’ sul tema: “Intelligenza Artificiale come filosofia”


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    Venerdì prossimo, 12 aprile, alle 15.00, si terrà al Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele” il nono appuntamento della X edizione del Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    La lectio magistralis sarà affidata a Giovanni Landi che relazionerà sul tema: “Intelligenza Artificiale come filosofia”.
    Ad introdurre i lavori, sarà Carmela D’Aronzo, presidente associazione culturale filosofica “Stregati da Sofia”.
    A seguire, gli interventi di: Gerardo Canfora, rettore dell’Università degli Studi del Sannio; Carlo Mazzone, Global Teacher Prize Ambassador.
    A coordinare sarà Giovanni Palmieri, docente di Informatica presso all’istituto “Palmieri-Rampone-Polo”.
    “L’intelligenza artificiale – si legge nella nota inviata alla Stampa – è troppo importante per essere lasciata alle cure di ingegneri e tecnici; essa interroga in profondità l’essere umano in quello che per secoli la filosofia ha identificato come la specifica caratteristica umana, e cioè il Pensiero (der Denken).
    La filosofia dunque può e deve occuparsi di intelligenza artificiale, una volta compreso che essa non è solo una tecnologia o una serie di tecnologie, ma è una “continuazione della filosofia con altri mezzi” parafrasando Von Clausewitz.
    Questo approccio è estremamente fecondo per l’intellegenza artificiale stessa: è possibile infatti mostrare come la storia (anche tecnologica) dell’intelligenza artificiale sia analizzabile in termini di storia della filosofia (nel senso hegeliano di filosofia come evoluzione dello Spirito).
    Ma è anche possibile utilizzare i risultati e i fallimenti dell’intellegenza artificiale per ribadire la centralità dell’interrogarsi filosofico in un momento storico troppo affascinato dalle pur interessanti conclusioni delle neuroscienze.
    La filosofia dovrebbe essere grata all’intelligenza artificiale, perché nella maniera più inaspettata possibile essa riporta al centro dell’attenzione dell’uomo le domande e il metodo filosofico che un certo scientismo ormai del secolo scorso aveva troppo rapidamente archiviato come “superate”.
    Giovanni Landi, laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, è un manager di esperienza internazionale.
    Ha sempre lavorato in settori ad alto contenuto tecnologico, dall’informatica alle energie rinnovabili.
    Autore di un romanzo di fantascienza, da anni si interessa all’intelligenza artificiale sia in campo applicativo che teorico.
    E’ vicepresidente dell’Istituto Europia e Head of Portfolio della Finix Technology Solutions.

    fonte: Nono appuntamento della X edizione del Festival Filosofico del Sannio Si terra’ venerdi’ prossimo, 12 aprile, e la lectio magistralis sara’ affidata a Giovanni Landi che relazionera’ sul tema: “Intelligenza Artificiale come filosofia” – StregatiDaSophia

  • Festival Filosofico del Sannio. Lectio Magistralis “Intelligenza Artificiale come filosofia” del prof. Giovanni Landi

    Festival Filosofico del Sannio. Lectio Magistralis “Intelligenza Artificiale come filosofia” del prof. Giovanni Landi

    Venerdi 12 Aprile 2024, alle ore 15,00 si terrà  presso il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele  il nono   appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.

    La lectio Magistralis sarà affidata a Giovanni Landi che relazionerà sul tema: ”Intelligenza Artificiale come filosofia”

    L’IA è troppo importante per essere lasciata alle cure di ingegneri e tecnici; essa interroga in profondità l’essere umano in quello che per secoli la filosofia ha identificato come la specifica caratteristica umana, e cioè il Pensiero (der Denken). La filosofia dunque può e deve occuparsi di IA, una volta compreso che essa non è solo una tecnologia o una serie di tecnologie, ma è una “continuazione della filosofia con altri mezzi” parafrasando Von Clausewitz. Questo approccio è estremamente fecondo per l’IA stessa: è possibile infatti mostrare come la storia (anche tecnologica) dell’IA sia analizzabile in termini di storia della filosofia (nel senso hegeliano di filosofia come evoluzione dello Spirito). Ma è anche possibile utilizzare i risultati e i fallimenti dell’IA per ribadire la centralità dell’interrogarsi filosofico in un momento storico troppo affascinato dalle pur interessanti conclusioni delle neuroscienze. La filosofia dovrebbe essere grata all’IA, perché nella maniera più inaspettata possibile essa riporta al centro dell’attenzione dell’uomo le domande e il metodo filosofico che un certo scientismo ormai del secolo scorso aveva troppo rapidamente archiviato come “superate”.

    Giovanni Landi, laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, è un manager di esperienza internazionale. Ha sempre lavorato in settori ad alto contenuto tecnologico, dall’informatica alle energie rinnovabili. Autore di un romanzo di fantascienza, da anni si interessa all’Intelligenza Artificiale sia in campo applicativo che teorico. E’ vicepresidente dell’Istituto Europia e Head of Portfolio della Finix Technology Solutions

      Introduce: Prof.ssa Carmela D’Aronzo

      Presidente Associazione culturale filosofica “ Stregati d

    Intervengono:

    Gerardo Canfora

    Rettore dell’Università degli studi del Sannio

    Carlo Mazzone

    Global Teacher Prize Ambassador

     Coordina: Giovanni Palmieri 

     Docente di Informatica presso  I.S. “ Palmieri-Rampone-Polo”

    fonte: Festival Filosofico del Sannio. Lectio Magistralis “Intelligenza Artificiale come filosofia” del prof. Giovanni Landi – StregatiDaSophia

  • Lectio Magistralis di Giovanni Landi al Festival Filosofico del Sannio 

    Lectio Magistralis di Giovanni Landi al Festival Filosofico del Sannio 

     

    Domani venerdì 12 aprile alle ore 15.00 presso il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele nell’ambito della decima edizione del Festival Filosofico del Sannio avrà luogo la Lectio Magistralis di Giovanni Landi dal titolo Intelligenza artificiale come filosofia.

    L’Associazione Culturale e Filosofica Stregati da Sophia da anni propone  questo progetto che riscuote grande successo di pubblico e critica ed è garanzia di qualità per la formazione dei giovani del Sannio e della loro coscienza critica. Il  protagonista dell’incontro è un manager di esperienza internazionale, autore tra le altre opere del libro Intelligenza artificiale come filosofia di Tangram edizioni scientifiche.

    Abbiamo dato uno sguardo alla sinossi e appena possibile leggeremo l’interessante lavoro a stampa. Può una macchina pensare? Appena formulata, la domanda fondante dell’intelligenza artificiale trascende immediatamente i confini della tecnica e perfino della scienza. In questo testo, essenzialmente teoretico, si sostiene la tesi che l’intelligenza artificiale sia una continuazione della filosofia con altri mezzi, parafrasando la celebre formula di Von Clausewitz su guerra e politica. Al di là degli accadimenti tecnici o scientifici, si impone, dunque, una disamina filosofica della storia e della teoria di questa disciplina, senza dubbio la più foriera di cambiamenti per i decenni a venire. Lo scopo è duplice: per i filosofi, riconoscere nell’intelligenza artificiale gli stessi caratteri del resto della filosofia e lo stesso anelito per il Vero, oltre la matematica e la logica simbolica; per i ricercatori di intelligenza artificiale, riconoscere l’identità (non l’analogia o la somiglianza o la preveggenza, ma l’identità) delle proprie problematiche con quanto la storia della filosofia ha prodotto in oltre due millenni. Sicuramente i tanti giovani che parteciperanno alla giornata hanno invece già letto il testo e ciò gli permetterà di seguire con più profitto la prolusione dell’esperto.
    Giuseppe Niccolò Imperlino

    fonte:Lectio Magistralis di Giovanni Landi al Festival Filosofico del Sannio  – StregatiDaSophia